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Pasquetta, a Venezia è caos turisti-visitatori

Venezia 02/04/2018 (Pasquetta): tornare a casa, o magari andare al lavoro, passando per le bisettrici consuete “San Polo-Rialto-San Bortolo”, oppure “Strada Nuova-SS.Apostoli-S.Giovanni Grisostomo”? Mission impossible! Meglio sterzare ad angolo e cercare più fortuna per le laterali. (E neanche non nominiamo l’orbita attorno San Marco). Se poi incocci in una calle con il gruppo con in […]

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Gestione flussi turistici: costituto gruppo di lavoro tecnico del Comune di Venezia

Venezia 02/04/2018 (Pasquetta): tornare a casa, o magari andare al lavoro, passando per le bisettrici consuete “San Polo-Rialto-San Bortolo”, oppure “Strada Nuova-SS.Apostoli-S.Giovanni Grisostomo”? Mission impossible! Meglio sterzare ad angolo e cercare più fortuna per le laterali. (E neanche non nominiamo l’orbita attorno San Marco).

Se poi incocci in una calle con il gruppo con in testa una guida improvvisata (è impossibile che dei “professionisti” non sappiano di far stare il gruppo in fila, o non sappiano che devono lasciare una piccola corsia per lo scorrimento) sei finito!

E non parliamo di salire in vaporetto: mezzi sovraffollati, zaini all’altezza del viso, trolley all’altezza degli stinchi, e tutti pigiati-pigiati a respirare la stessa aria. Bambini sui posti riservati agli anziani, gruppi e bagagli ovunque. Code anche in alcuni pontili per entrare. Nervosismo e pazienza che vanno a farsi benedire, tolleranza che si sta esaurendo.

Venezia oggi, ma più in generale in tutto il weekend di Pasqua, era così. Tutti ripetevano: “Non si è mai vista tanta gente…”, “Sembra carnevale…”, e via dicendo. Ad esclusione forse degli esercizi pubblici che avranno fatto buoni affari, ma non è neanche tanto sicuro dato che tanti visitatori avevano molto spesso vettovaglie appresso e si fermavano per il picnic dove meglio gradivano.

La notizia dell’assalto forsennato è rimbalzata su varie testate, anche nazionali, ed è stata così ripresa dall’Ansa: “Code per salire sui vaporetti, nelle calli e sui ponti ma anche agli ingressi dei musei: Venezia sta facendo i conti in queste ore con un ‘assalto’ senza precedenti da parte di migliaia di turisti, complice il bel tempo. A farne le spese sono stati soprattutto i mezzi di trasporto pubblico in laguna, sovraccarichi di visitatori. I disagi
maggiori si sono registrati nelle isole, con resse ai pontili di Burano e Cavallino Treporti”.

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Non vogliamo essere tacciati per i “soliti disfattisti” che criticano questo tipo di “turismo” impulsivo e anarchico, quindi non esprimiamo nessun commento. Ma qualcuno dovrebbe cominciare a riflettere su una facile analisi: i numeri sono tali che ormai si è raggiunto il “punto di rottura”. E’ veramente ora vivamente consigliato prendere urgentemente provvedimenti contro assembramenti incontrollati di persone che arrivano a migliaia e si muovono senza un minimo di organizzazione prima che si possa verificare qualche fatto per il quale poi ci chiederemmo ipocritamente: “Chi poteva prevederlo..?”

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Luca Calloni
Luca Calloni
Dee jay e conduttore, è co-fondatore de 'La Voce di Venezia'. Fa ballare migliaia di persone alle feste, tra cui - indimenticabili - quelle del 'Carnevale di Venezia'. Facebook
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  1. Complimenti a Luca Calloni, condivido pienamente. Infatti io avevo già scritto giorni fa a Brugnaro e a suoi assessori la lettera di cui riporto sotto un estratto:
    °°°°
    Lettera (inviata via e mail)
    Al signor Sindaco di Venezia,
    alla gentile Assessore Paola Mar,
    al gentile Assessore Giorgio D’Este,
    al gentile Assessore alla Mobilità Renato Boraso,
    al gentile Assessore al lavoro e politiche sociali Simone Venturini

    Gentili signori,

    in relazione al recente pestaggio a sangue dell’anziano veneziano da parte di turisti, vi chiedo: sono questi i risultati della “acclimatazione cognitiva” del turista e del progetto di Governance del turismo a Venezia?

    Non diciamo che i turisti siano tutti così, ma gli episodi di violenza di turisti verso i Veneziani mi pare siano sempre più frequenti, gravi ed intollerabili.

    Molti “visitatori” si comportano come veri barbari, più violenti da noi che a casa loro (forse forti della profonda conoscenza della locale “giustizia”, che pare spenda nove anni per processare un… tentato furto di melanzana, mentre magari lascia liberi i mafiosi per andare a trovare la mamma).

    Non ritengo assolutamente ammissibile che noi Veneziani, “padroni di casa”, se vogliamo dirla così, soccombiamo a tali livelli da chi ospitano, o meglio, siamo “costretti” ad ospitare, in città.

    Visto che per il Comune il turismo pare sia considerato una risorsa irrinunciabile che porta ricchezza, credo che lo stesso, ovvero il Sindaco (che pare non abbia avuto problemi a dare soldi, visto che nella stampa scrivono che “ha restaurato il Tagliercio a spese sue”) non abbiano problemi, ad offrire assistenza legale gratuita al signore aggredito e a costituire il Comune come Parte Civile nell’eventuale processo, magari anche per danno di immagine, per una pena esemplare che sia da monito.

    Signore che a mio avviso, come altre vittime di analoghi episodi, forse merita da qualcuno qualche lacrima in più rispetto alla Reyer.

    Esser schiacciati quotidianamente dalla folla turistica accade ormai da anni;
    esser mandati via di casa per farne un albergo, è risaputo;
    pagare al tassa più alta d’Italia per i rifiuti dei turisti non è accettabile;
    ma essere persino pestati a sangue dai turisti, questo no! Stop! Basta!
    Turisti a casa loro! La sicurezza dei Veneziani, nonostante tante promesse, non mi pare più abbastanza garantita (e tornano infatti gli scattolettisti truffatori nei grandi ponti di Venezia, rimangono i venditori di giocattoli pericolosi con ftalati tossici, i venditori di grano abusivi in piazza a due passi dai poveri vigili impotenti).

    E poi, scusate, dove sono tutti i soldi che “porterebbero” i turisti ai Veneziani?
    Io francamente non li vedo… (forse a Panama, Zurigo, Cayman li vedono meglio?)
    Dov’è “la manna per tutti” che porterebbero?
    La signora recentemente insultata da turisti, come scritto dalla stampa, vive con 600 euro di pensione, e nessun turista le ha portato soldi, ma piuttosto insulti…

    (…)
    Invito quindi caldamente il Sindaco di Venezia, la Giunta e il Consiglio a dimostrare nei fatti che la ricchezza e il benessere derivanti dal turismo sono per tutti i Veneziani, e non per “i soliti noti o furbetti di turno”, cominciando ad assumere direttamente a tempo indeterminato i lavoratori precari dei Musei Civici, ovvero predisporre una gara d’appalto che preveda, come condizione principale, un salario minimo netto (esclusi assegni familiari, gli 80 euro o altri ammortizzatori sociali) adeguato al costo della vita in città, quindi non inferiore a1.600 euro mensili, relativi contributi previdenziali ed assistenziali, copertura per malattia, 13^, 14^, e , dato che siamo una città “piena di soldi dei turisti”, 15^ mensilità.

    In caos contrario, avremmo la conferma che è controproducente far venire tanta gente, talvolta barbari e vandali dei monumenti, a Venezia, e quindi dovremmo impegnare il Comune, invece di richiamare turisti pubblicizzando ogni evento, ad attuare, attraverso sistemi di dissuasione indicati anche nel “Progetto Cartaveneziano” che avevo presentato in Comune, una progressiva limitazione e riduzione delle presenze, specie pendolari, e della massa turistica in generale.

    Molti Veneziani la attendono da decenni. Io pure.
    Confidiamo nella Vostra serietà e coscienza.

    Prof. Fabio Mozzatto

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