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NOSTRO SERVIZIO/Incidente MSC Opera a Venezia: ora un'interrogazione in Senato. Il testo

Un’interrogazione in Senato sull’incidente della Msc Opera a Venezia.

All’indomani dell’evento che segnerà negativamente la storia della laguna, su cui anche la Procura ha aperto un fascicolo d’indagine, il clima politico si surriscalda anche a Roma. A Palazzo Madama il gruppo del Pd ha appena depositato una piccante interrogazione a Toninelli, che oltre a chiedere delucidazioni sull’operato del governo, critica l’inerzia sul tema delle grandi navi a Venezia.

Il documento è stato depositato poco fa dagli esponenti dell’opposizione, primo firmatario il veneziano Andrea Ferrazzi, ed è rivolto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, per capire quali siano le reali intenzioni e le decisioni (dopo quanto accaduto ieri) sulla delicata quanto annosa questione del passaggio dei grattacieli galleggianti nel Bacino di San Marco.

Più precisamente, al Ministro i senatori Pd chiedono quali atti intenda adottare o abbia già adottato per attuare o per modificare le decisioni che il 7 novembre 2017 erano state adottate dal Comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla Laguna di Venezia (il cosiddetto Comitatone), e quindi per interrompere il traffico delle grandi navi nel canale della Giudecca e nel Bacino di San Marco. Questo affinché, si legge nell’interrogazione, venga effettivamente assicurata la sicurezza dei traffici lagunari, la salvaguardia ambientale e del centro storico, la tutela dei posti di lavoro di quanti dipendono proprio dalla centralità dell’area portuale.

I senatori scrivono che è trascorso ormai un anno dall’insediamento del nuovo governo e che tutte le soluzioni individuate in precedenza sono state disattese, senza però, rimarcano dall’opposizione, che ne siano state proposte di alternative e senza che il ‘Comitatone’ venisse nemmeno più convocato.

L’incidente, si legge nell’interrogazione a Toninelli, sarebbe la dimostrazione che è venuto il momento di decidere, senza attendere oltre, e poi l’affondo: “l’inerzia dimostrata sino ad oggi da parte del Governo in carica nei confronti delle decisioni adottate dal precedente Governo, non solo mettono in pericolo la sicurezza dei traffici della Laguna, ma mettono in pericolo soprattutto la salvaguardia dell’ambiente lagunare, della città storica e la tutela dei posti di lavoro di molte persone che dipendono proprio dalla centralità del porto”. Parole queste, che pesano come macigni.

“le dichiarazioni rilasciate successivamente al grave incidente dal Ministro Toninelli – scrivono i senatori del gruppo Pd nell’interrogazione – ci lasciano del tutto sconcertati, in quanto non è possibile che dopo un anno che siede sulla poltrona del Ministero competente, non abbia in alcun modo affrontato minimamente il problema”.

Qui sotto il testo integrale dell’interrogazione appena depositata in Senato:

Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

Premesso che:

nella giornata del 2 giugno a Venezia una nave da crociera ha perso il controllo e dopo essersi scontrata con la barca fluviale River Countess, che aveva a bordo 130 persone, ormeggiata di fianco all’imbarcadero San Basilio, si è schiantata contro la banchina San Basilio. Il bilancio è stato di 5 feriti tra turisti americani, neozelandesi e australiani, tra i 67 e 72 anni;

sulla questione relativa al traffico delle grandi navi, già nel Comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla Laguna di Venezia (il cosiddetto ‘Comitatone’), guidato, su delega della Presidenza del Consiglio, dal Ministro Graziano Delrio, in data 7 novembre 2017, era stata individuata una soluzione che allineava tutti i livelli istituzionali a partire dal presidente della Regione Veneto, al sindaco di Venezia, il sindaco di Chioggia, il sindaco di Mira, il sindaco di Jesolo, il sindaco di Cavallino-Treporti, il presidente del Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, il provveditore interregionale nonché segretario del Comitato, ai rappresentanti dei Ministeri dell’Ambiente, dell’Istruzione, della Presidenza del Consiglio e del Ministero Infrastrutture e Trasporti;

la soluzione per il transito delle grandi navi da crociera, individuata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e fatta propria dal Comitatone, aveva il merito di rappresentare un punto di equilibrio tra tutela ambientale, sicurezza e rispetto dei cittadini, centralità del porto;

tale soluzione prevedeva che le Grandi Navi non sarebbero dovute più passare dalla Giudecca e dal bacino di San Marco, ma che sarebbero dovute arrivare nella zona portuale di Marghera, Canale Nord Sponda Nord, con accesso attraverso la bocca di Malamocco e il canale di navigazione Malamocco-Marghera;

inoltre, nella prima fase transitoria, stimata in tre anni, in attesa che il terminal di Marghera fosse attrezzato, si era previsto che l’Autorità marittima adottasse una nuova determinazione con nuovi criteri più oggettivi e che tenesse conto di tutte le variabili architettoniche, paesaggistiche e ambientali al fine di preservare al massimo la Laguna, di manutenere adeguatamente e di utilizzare gli attuali canali esistenti e di evitare di scavare nuovi canali.

Considerato che:

la programmazione urbanistica definisce un porto duale con le navi di dimensione maggiori a Porto Marghera, al pari di quanto prevedono il Piano di Assetto del Territorio (Pat) del Comune di Venezia, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Città Metropolitana (Ptcp) ed il Piano regionale (Ptrc);

è passato ormai un anno dall’insediamento del nuovo Governo e tutte le soluzioni che erano state individuate dal Governo precedente sono state disattese, senza che ve ne siano state proposte di alternative e senza che il ‘Comitatone’ venisse più convocato;

come dimostra l’incidente avvenuto nella giornata del 2 giugno richiamato in premessa non è più possibile attendere oltre;

l’inerzia dimostrata sino ad oggi da parte del Governo in carica nei confronti delle decisioni adottate dal precedente Governo, non solo mettono in pericolo la sicurezza dei traffici della Laguna, ma mettono in pericolo soprattutto la salvaguardia dell’ambiente lagunare, della città storica e la tutela dei posti di lavoro di molte persone che dipendono proprio dalla centralità del porto;

le dichiarazioni rilasciate successivamente al grave incidente dal Ministro Toninelli, ci lasciano del tutto sconcertati, in quanto non è possibile che dopo un anno che siede sulla poltrona del Ministero competente, non abbia in alcun modo affrontato minimamente il problema;

tutto ciò premesso e considerato si chiede di sapere:

quali atti, il Ministro interrogato, intenda adottare o abbia adottato per attuare o per modificare le decisioni che in data 7 novembre 2017 sono state adottate dal Comitato interministeriale di indirizzo, coordinamento e controllo sulla Laguna di Venezia ed interrompere il traffico delle grandi navi nel canale della Giudecca e nel Bacino di San Marco, affinché venga effettivamente assicurata la sicurezza dei traffici lagunari, nonché la salvaguardia ambientale e del centro storico, e la tutela dei posti di lavoro di quanti dipendono proprio dalla centralità dell’area portuale.

Riproduzione Riservata.

 

Una persona ha commentato

  1. Una città fragile come Venezia dovrebbe e deve essere tutelata e soprattutto ascoltata, come i cittadini chiedono da tanti anni. Le navi possono tranquillamente ormeggiare fuori dalla laguna tanto con un buon servizio di navette i turisti possono essere comodamente portati a Venezia

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