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Nicole Kidman strega il pubblico di Venezia nella terza giornata dell’81ª Mostra del Cinema, tra un tappeto rosso che quest’anno brilla più che mai di stelle internazionali. Avvolta in un abito con corpetto bicolore e una scollatura vaporosa in organza color carne, l’attrice australiana ha salutato i fan che, sfidando il caldo, l’hanno attesa per ore. Kidman si è detta “tremante” in vista del giudizio su Babygirl, il film diretto da Halina Reijn, in concorso al festival: un’opera provocatoria dove interpreta una manager di successo che mette a rischio la propria carriera e vita personale per una relazione sessuale estrema con un giovane stagista. Un ribaltamento dei classici abusi di potere in chiave femminile che non mancherà di far discutere.
La presenza di Kidman, così come quella di Angelina Jolie ieri e della coppia dark Tim Burton – Monica Bellucci, ha dominato la giornata veneziana, lasciando poco spazio ad altro. In concorso, anche il francese Tres Amies di Emmanuel Mouret, una storia di amicizia tra tre donne interpretate da Camille Cottin, Sara Forestier e India Hair, che affrontano un vortice di sentimenti e tradimenti senza spezzare il legame che le unisce. Fuori concorso, il documentario One to One: John & Yoko dello scozzese Kevin MacDonald ha riportato alla luce, grazie a materiali inediti dell’archivio Lennon, frammenti della vita newyorkese della coppia Lennon-Ono negli anni ’70, mettendo in luce l’impegno sociale e il profondo legame affettivo tra i due artisti.
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Grande emozione anche per Diciannove, opera prima di Giovanni Tortorici prodotta da Luca Guadagnino, in concorso nella sezione Orizzonti. Il film racconta la storia di un giovane appena diplomato (interpretato da Manfredi Marini) in cerca della propria strada tra Londra, Siena e Torino, esplorando il tumultuoso periodo di transizione verso l’età adulta.
A San Servolo, la mostra Marcello Come Here celebra il centenario della nascita di Marcello Mastroianni, tra foto e installazioni che raccontano l’uomo e l’attore con “dolcezza e nostalgia”, come sottolineato da Sergio Castellitto, presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia e promotore dell’esposizione curata da Laura Delli Colli.
Ma l’attenzione di tutti è stata catturata da Babygirl, il film del giorno in uscita con Eagle Pictures, che promette di scuotere il pubblico. “Amo esplorare le donne in tutte le loro sfaccettature, ma con questo film mi sento vulnerabile”, ha confessato Kidman. Nel film, la sua Rory, manager in crisi con il marito regista (Antonio Banderas), vive una passione travolgente con un giovane stagista (Harris Dickinson), in un gioco di potere e desiderio che ribalta il tema centrale del #MeToo. La regista Halina Reijn difende la scelta: “Il femminismo è anche libertà di esplorare la vulnerabilità e la bestialità interiore di una donna. Questo film offre ai protagonisti la possibilità di confrontarsi con potere, genere, età e istinti primordiali”.
Un’opera destinata a dividere, ma che testimonia ancora una volta la potenza del cinema di raccontare l’animo umano senza filtri.
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