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Nel dicembre 2023 il Consiglio Comunale di Venezia ha approvato definitivamente la variante urbanistica al Piano degli Interventi per la realizzazione del Parco Tecnologico di medicina digitale e il nuovo Presidio Sanitario nell’area dell’ex Ospedale al Mare al Lido di Venezia, assoggettando l’intero ambito ad uno o a due distinti Piani Attuativi, che possono essere di iniziativa pubblica o privata o, congiuntamente, di iniziativa pubblica e privata (art. 19 l.r. 11/2004). In pratica la variante urbanistica ha individuato due unità di intervento che corrispondono esattamente una all’area destinata al Parco Tecnologico e l’altra dove è previsto il nuovo Distretto Sanitario.
Recentemente (atto di compravendita del 19/04/2024) il signor G.F.R. , in qualità di Amministratore unico e legale rappresentante della Società GT 3 Lido Immobiliare S.R.L. ha acquistato da CDP Real Asset Società di Gestione del Risparmio S.P.A., l’area e il compendio edilizio dell’ex Ospedale al Mare destinata a Parco Tecnologico come individuata nell’ allegato “A”.
L’area destinata a Presidio Sanitario, che non è compresa nell’atto di compravendita, è rimasta in parte in piena proprietà e in parte in proprietà del sedime, a “CDP REAL ASSET SOCIETA’ DI GESTIONE DEL RISPARMIO S.P.A.”, e, in parte in piena proprietà e in parte in diritto di superficie, all’ ULSS 3 SERENISSIMA.
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L’approvazione della variante urbanistica e la stipula del contratto di compravendita dell’area denominata ex Ospedale al Mare (esclusa quindi l’area ove è previsto il nuovo Presidio Sanitario, che come, già evidenziato non rientra nell’atto di compravendita) consente alla nuova proprietà (GT 3 Lido Immobiliare S.R.L.), senza alcun altro impedimento, di presentare il piano attuativo previsto dal P.I. per il solo ambito di cui ha titolo, e, successivamente richiedere i titoli autorizzativi (permessi di costruire) per avviare concretamente i lavori per la realizzazione del progetto di Parco Tecnologico.
Questo progetto sembra aver raccolto il consenso di una parte della comunità locale poiché propone, finalmente, di recuperare un’area strategica e di rilevante importanza per lo sviluppo dell’isola che oggi versa in uno stato di abbandono, mentre, appare privo di motivazioni e crea molti dubbi e molte preoccupazioni in tutta la comunità locale la previsione di trasferire i servizi socio-sanitari del Distretto Sanitario dal Padiglione Rossi, denominato Monoblocco, nell’area di via dell’Ospizio Marino, in quanto, a nostro avviso, non tiene in debito conto, della presenza di alcune rilevanti criticità localizzative; in particolare, per il vincolo cimiteriale e il vincolo aeroportuale esistenti e per l’attuale e non modificabile conformazione della viabilità.
Il sito dell’attuale Presidio Sanitario è sicuramente e a tutti gli effetti più idoneo sotto l’aspetto ambientale e dell’accessibilità di quello che viene proposto. Le strutture edilizie, nonché gli spazi costruiti e quelli scoperti (anche i parcheggi) del Padiglione Rossi sono idonei all’attuale dotazione di servizi e adeguati a soddisfare le attuali e potenziali esigenze socio-sanitarie non solo della comunità locale, ma dell’intero territorio lagunare, data la specificità di alcune funzioni di carattere riabilitativo (fisiche, cardiache e respiratorie).
Qualora sia presentato con un unico procedimento il Piano Urbanistico Attuativo dell’intero ambito, comprendente quindi anche l’area dove è prevista la realizzazione del nuovo Distretto Sanitario, e non due distinti e separati progetti per i due piani attuativi, è presumibile che l’assenza del progetto di costruzione del nuovo distretto e la necessità di definire i rapporti tra i due titolari di diritti di proprietà e di superficie dell’area (Cassa Depositi e Azienda AULSS) nonché le linee di finanziamento dell’opera, comportino il rischio di ritardare o compromettere del tutto la realizzazione del Parco Tecnologico.
Inoltre vi è la possibilità che cittadini ed associazioni, che ritengono errata e illogica la decisione di trasferire i servizi socio sanitari in altra struttura, si sentano indotti a ricorrere per vie legali.
Se invece la GT 3 Lido Immobiliare S.R.L. decidesse di presentare il piano attuativo previsto per il solo ambito di cui ha titolo e piena proprietà, si può ragionevolmente pensare che l’Azienda AULSS non abbia motivi di abbandonare la sede attuale nel Monoblocco, ma piuttosto di realizzare una opportuna qualificazione edilizia e tecnologica dell’edificio che già occupa e di sviluppare lì ulteriori altri servizi sanitari e sociali? Ricordiamo solo la prevista creazione di una Casa di Comunità “hub” presso il Lido e sposiamo le richieste che questa garantisca la continuità medica e assistenziale con la presenza di un medico e di un pediatra per 7 giorni e per 24 ore, strumentazioni innovative, idonee ed innovative modalità di intervento e di trasporto in emergenza (quante volte dovremo ancora sentire dall’azienda sanitaria l’annuncio dell’acquisto di nuovi e innovativi mezzi di trasporto acqueo, senza mai vedere che dopo gli annunci e i comunicati stampa seguono gli atti deliberativi?).
L’art. 15-bis del decreto legge n. 13/2023 dispone che: “1. I beni immobili appartenenti al demanio storico artistico ovvero al patrimonio disponibile dello Stato (il Monoblocco è stato sdemanializzato), in gestione all’Agenzia del Demanio, interessati da progetti di riqualificazione per scopi istituzionali o sociali recanti apposito finanziamento, ovvero interessati da interventi da candidare al finanziamento, in tutto o in parte, … possono, su domanda presentata da Regione, Comune, Province e Città Metropolitane, essere trasferiti in proprietà, a titolo gratuito …” (ricordiamo che la richiesta di trasferimento gratuito deve essere presentata entro il 31 dicembre di quest’anno).
Pertanto, se il trasferimento dell’area, a titolo non oneroso, ha un ben preciso scopo e una precisa funzione sociale crediamo che la Regione o chi per essa non possa tranquillamente disattenderlo e il Comune, a sua volta, non possa modificare, a suo piacimento la destinazione d’uso dell’area. Altrimenti il Demanio avrebbe tutto l’interesse e la convenienza a valorizzare e direttamente alienare l’area e l’immobile che vi insiste per i suoi fini, una volta cessata o non rinnovata la convenzione con l’ULSS.
Proponiamo pertanto che, allo scopo di consentire la razionalizzazione e riqualificazione dei servizi socio sanitari e la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico nell’Isola del Lido di Venezia, la Regione Veneto, quale ente istituzionalmente competente delle funzioni di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali chieda il trasferimento in sua proprietà, a titolo non oneroso, delle aree e dei fabbricati corrispondenti al Padiglione Rossi e relative pertinenze con l’obbligo di trasferimento delle relative funzioni all’ Azienda AULSS e con il vincolo di destinazione d’uso per il potenziamento dei servizi socio-sanitari pubblici di livello territoriale gestiti da tale Azienda.
E, cogliamo l’occasione, ricordiamo a tutti il presidio per richiedere il potenziamento dei servizi socio-sanitari nelle isole del Lido e di Pellestrina promosso dal Movimento per la Difesa deila Sanità Pubblica Veneziana e della Associazione Amici del Giustinian per mercoledì 28 agosto, alle ore 18, in piazzale Santa Maria Elisabetta al Lido di Venezia.
Giorgio De Vettor
Enzo Castelli
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Non abbiamo bisogno di nuovi ospedali, ma di medici competenti, ben preparati e consapevoli del loro operato. È essenziale che siano adeguatamente retribuiti e tutelati sotto ogni aspetto. Abbiamo bisogno di infermieri e infermiere professionali, ben remunerati e possibilmente assegnati agli ospedali più vicini alle loro residenze. È assurdo che un infermiere di Chioggia debba recarsi a Venezia e uno di Venezia a San Donà. È necessario anche personale ausiliario ben retribuito per il lavoro che svolge. Spesso non si considera che il paziente è affidato a queste persone più di quanto si possa immaginare: il medico cura la ferita, ma sono loro che si occupano delle necessità quotidiane del paziente.
“Non abbiamo bisogno di nuovi ospedali…” , scommetto che lei non abita a Lido
Lei non vuole leggere o fa finta di non saper leggere.
Eh no caro Renato, la legge che ha “aziendalizzato” la sanità pubblica è del geverno Ciampi, che ha promulgato una legge ideata dal governo Amato. I partiti che reggevano il governo Ciampi erano:
Democrazia Cristiana
Partito Socialista Italiano
Indipendente
Partito Socialista Democratico Italiano
Partito Liberale Italiano
Partito Democratico della Sinistra
Partito Repubblicano Italiano
Federazione dei Verdi
Più sx de così……
Bravo Ghino anche tu sai fare copia e incolla da wikipedia. Furbescamente hai omesso un piccolo dettaglio, ovvero che su 67 membri di governo, 28 erano DC. Più sx de così…
Almeno wikipedia io la so usare, voi no…
Ammazza come ve brucia, sta a vedere che è colpa de berlusconi….
A proposirto la Dc è parte integrante del PD di oggi, quindi più a sx de così…
Strategia sinistra? Ghino mente sapendo di mentire. Chi compone la giunta regionale del Veneto dal 1995 ad oggi, ininterrottamente? Sono 30 anni di Galan (te lo ricordi Galan?) e Zaia. Con un tale incipit, bugie ed offese, il resto del commento lascia il tempo che trova
Ahi Ahi renato, non sai un beep di storia.
La legge n. 502 del ’92 a opera del governo Amato, completata poi successivamente dalla legge n. 517 del ’93 attuata stavolta del governo Ciampi, nella quale viene prevista la cosiddetta aziendalizzazione.
Chi erano i partiti a sostegno?
Democrazia Cristiana
Partito Socialista Italiano
Indipendente
Partito Socialista Democratico Italiano
Partito Liberale Italiano
Partito Democratico della Sinistra
Partito Repubblicano Italiano
Federazione dei Verdi
Siamo pre Berlusconi, l’idea è MOLTO SINISTRA tanto sinistra da coinvolgere il dottor sottile. Spiace per i tuoi sponsor.
Ribadisco, menti sapendo di mentire. Spiega il nesso tra il passaggio alle asl e la saga del monoblocco. Anche qui parli di sponsor, sei offensivo, cambia registro. Velo pietoso quando dici che il 92 o 93 erano anni “pre” B.
Visto che B si è presetato dopo Ciampi….nel ’94.non ci azzeccava proprio..voi de sx avete problemi con la realtà, ma questo è sotto gli occhi di tutti.
Crticavo il concetto di sanità pubblica fortemente voluto (ed ottenuto)da sx, fallimentare in tutto.
Forse, senza l’allocca riforma, adesso il “monoblocco” sarebbe gestito da dei privati, ma starebbe in piedi. Siamo nel campo delle ipotesi, ovviamente.
Che girandola di nomi, la strategia sinistra di aver trasformato la sanità pubblica in usa sere di aziende è stata davvero una demenzia, titpica di una classe dirigente nata sotto le carte del burraco.
Detto questo, l’idea di posizionare qualsiasi struttura sanitaria in un isola è fallimentare, sopratutto in un’isola che si sta spopolando.
Meglio passare tutto al demanio, demolire tutte le strutture, comprese quelle adiacenti ormai lasciate a livello di rudere e costruire un parco pubblico. E’ anche un modo per evitare che gretti amministratori fantastichino su coe far soldi sul cadavere di un ospedale.
Al lido si lasci una struttura (efficiente) di primo soccorso, si investa in trasporti rapidi verso mestre o venezia (e anche a venezia ci sarebbe da pensare).
Sono 25 anni che ce la tiriamo con stò ospedale del lido, che nel frattempo è marcito, dobbiamo continuare ancora per soddisfare poce centinaia di lidensi e qualche infermiere (sempre lidense) legato al territorio? Ma anche no, è ora di basta.
Quando scrivi girandola di nomi dai l’idea di uno che getta la spugna ancora prima di provare a capire il senso dell’appello lanciato da Movimento per la Difesa deila Sanità Pubblica Veneziana ed Associazione Amici del Giustinian
Gurda tra movimenti e appelli e questo e quello non c’è nulla, ma proprio nulla da cpaire. Se quella struttura fosse di vero intersse sarebbe in piedi