3.8 C
Venezia
sabato 04 Dicembre 2021

Mascherine, tutto quello che c’è da sapere: le risposte chiare alle domande

HomeCoronavirusMascherine, tutto quello che c'è da sapere: le risposte chiare alle domande
la notizia dopo la pubblicità

mascherine fabbrica bls up 600

Mascherine, tutto quello che c’è da sapere: le risposte alle domande che ci sono utili, se non indispensabili, con la “consulenza” di BLS.

BLS, azienda italiana con un know how di oltre 50 anni nella produzione di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, con la “Fase 2” alle porte, invita a fare attenzione ai vari tipi di mascherine e a un loro corretto utilizzo a tutela della salute, fornendo un utilissimo documento faq con tutte le risposte alle domande più frequenti.

A causa dell’emergenza coronavirus/COVID-19, le mascherine e i dispositivi di protezione individuale sono diventati elementi fondamentali nella quotidianità. Lo saranno ancora di più nella fase 2 quando, per ridurre le occasioni di contagio, sarà consigliato o obbligatorio – come già previsto da alcune ordinanze regionali – indossare le mascherine per uscire di casa o recarsi in luoghi pubblici, pur nel rispetto di comportamenti sociali e di igiene personale.

Ma quali sono le differenze principali tra i vari tipi di mascherine in commercio? Come vanno indossate e rimosse per ridurre il rischio di contagio? Sono utili le mascherine fai-da-te?

Quali sono i diversi tipi di mascherine e in cosa differiscono?
Oltre alle mascherine cosiddette chirurgiche, esistono anche le FFP1, FFP2 e FFP3, con o senza valvola. Ma quali sono le differenze tra questi tre tipi di mascherine di protezione?

“Le mascherine chirurgiche – spiega BLS – , sono dispositivi medici che servono a proteggere in parte se stessi e gli altri: bloccano infatti il propagarsi di goccioline emesse per via orale, in caso di un colpo di tosse o di uno starnuto, o semplicemente parlando. Tuttavia non garantiscono il blocco del virus disperso in aerosol in quanto non sono a tenuta sul viso dell’utilizzatore e non hanno una funzione filtrante in fase inspiratoria”.

“Le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3 si distinguono in primo luogo per la loro efficienza filtrante, che cresce all’aumentare del numero: le FFP1 hanno una capacità filtrante pari al 80%, le FFP2 superiore al 94% e le FFP3 superiore al 99%. In più, si distinguono per la presenza o meno della valvola”.

“Quelle senza valvola sono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) che proteggono sia chi le utilizza che gli altri, bloccando la dispersione del virus sia in entrata che in uscita, poiché sono a tenuta sul viso e sono fabbricati con un processo di “saldatura” in modo che non ci siano cuciture, perforazioni sul tessuto da cui potrebbero passare microparticelle. Per questo vengono solitamente utilizzate da medici e personale sanitario”.

“Le FFP1, FFP2 e FFP3 con valvola invece proteggono soltanto l’utilizzatore, perché impediscono l’ingresso del virus, ma non bloccano totalmente il virus verso l’esterno”.

“È necessario ricordare – specifica BLS – che le mascherine per garantire i livelli di protezione devono essere certificate. Per esempio, le mascherine chirurgiche sono classificate come DM (Dispositivo Medico) e sono marcate CE in accordo al regolamento europeo 2017/745 e alla normativa tecnica EN 14683:2019. Quelle FFP2 e FFP3 sono invece dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e sono marcati CE in accordo al regolamento europeo 2016/425 e alla normativa tecnica EN 149:2009”.



La mascherina può preservare da ogni contagio?

“La mascherina non può preservare al 100% dal contagio e il suo utilizzo va sempre accompagnato all’adozione di comportamenti sociali (mantenere le distanze) e di igiene personale (lavarsi le mani, non toccarsi viso ed occhi, ecc.) per ridurre le occasioni di contagio”.

Come vanno indossate e rimosse le mascherine?
Le mascherine vanno indossate coprendo sia naso che bocca, anche quelle chirurgiche. Prima di indossarle e dopo averle rimosse è bene essersi lavate le mani.

Attenzione: quando si indossa un dispositivo di protezione delle vie respiratorie, bisogna sempre assicurarsi il suo adattamento sul viso per garantire una tenuta ottimale, altrimenti la sua efficacia si annulla.

“Quando si tolgono, è bene ricordare che sia la superficie esterna della mascherina indossata e le mani (o i guanti) possono essere contaminati dal virus, pertanto si deve fare particolare attenzione alla manipolazione della mascherina stessa, per evitare il rischio di reinfettare o infettarsi. Bisogna quindi prima di tutto lavarsi accuratamente le mani, poi togliere la mascherina indossata sul viso utilizzando gli elastici, cercando di evitare di toccarla nella sua parte interna. Di seguito, lavarsi di nuovo le mani”.


Mascherine fai-da-te e foulard: sì o no?

“Uno dei due parametri per definire il livello di protezione e di efficacia di una mascherina, accanto alla resistenza respiratoria (ovvero la facilità di respirazione dell’utilizzatore), è data dal potere filtrante, cioè dalla capacità del materiale di filtrare particelle di “materia”, quali fumi, nebbie, particolato, microrganismi, ecc. di dimensione definita, misurata come percentuale delle particelle bloccate dal materiale. Questa capacità non può essere svolta da foulard o sciarpe o mascherine in tessuto fai da te, come può essere ad esempio il cotone – e cucite con il filo che buca il tessuto stesso”.

“Le mascherine in tessuto dunque non sono considerate né dispositivi medici né dispositivi di protezione individuale e pertanto non hanno alcuna garanzia di proteggere le persone nel momento in cui dovessero venire a contatto con microparticelle virulente, anche per la grandezza della trama del tessuto che non ha il potere filtrante richiesto, uno dei requisiti fondamentali dei DPI”.

“Indossando mascherine che non garantiscono la protezione si rischia di creare un effetto placebo drammatico e di aumentare il rischio poiché chi le indossa è convinto di essere protetto e di conseguenza non prende alcuni accorgimenti o attenzioni, ma in realtà non ha alcun tipo di barriera nei confronti del virus”.

BLS non vende i propri prodotti all’utilizzatore finale ma solo a distributori autorizzati e, in questa situazione di emergenza, sta fornendo con priorità ospedali, istituzioni, protezione civile, forze dell’ordine e alcuni clienti del settore industriale; in questo periodo, inoltre, ha più che duplicato la produzione di mascherine FFP2 e FFP3 e stretto accordi con enti ed istituzioni nazionali per fronteggiare in maniera sinergica la minaccia epidemica.

Copyright 2021: www.lavocedivenezia.it .
Tutti i diritti sono riservati.
Duplicazione vietata. Condivisione consentita.

Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

La discussione è aperta (nessuna registrazione richiesta)

Please enter your comment!
Please enter your name here

Notizie più seguite dall'archivio

spot_img

Il Natale che non c’è. Invito ai lettori: scriviamo chi sono i dimenticati

Scusino le lettrici e i lettori se scrivo in prima persona questo monologo diario che mi spunta in testa come un abete senza addobbi e confinato in un bosco che la mente ha voluto conservare. Non mi piacciono le luci, i...

Il nostro giornale festeggia: oltre 10 milioni di pagine viste

"La Voce di Venezia" a luglio 2014 ha incredibilmente abbattuto il muro delle 10 milioni di pagine viste. Era ormai qualche anno fa: un pugno di ragazzi (in parte di Venezia) usciti dal corso di laurea di "Scienze della Comunicazione"...

Sciopero Actv a Venezia: la gente “assalta” il motoscafo che fa finecorsa [video]

Qualcuno a bordo già lo sospettava: quel motoscafo era "anonimo", cioè senza cartello di linea. In più, ad ogni fermata precedente (Tre Archi, Madonna dell'Orto, ecc..), il marinaio ripeteva diligentemente "Solo Fondamente Nove", quindi assomigliava in tutto e per tutto ad...

Impiegati d’albergo: “Non siamo noi il male di Venezia, non dimenticateci”. Lettere

  "Anch'io voglio tornare a lavorare ma..." Breve racconto di una receptionist di un hotel di lusso   Ormai sono mesi che, con l'albergo chiuso, vivo solo "grazie" alle briciole della cassa integrazione. Voglio tuttavia ricordare a tutti che prima non era la terra promessa come...

Viale San Marco, a Mestre, perde la sua storica pasticceria Corona

La Pasticceria Corona, di Raffaella e Fabio, fino ad oggi a Mestre, in Viale San Marco, si trasferisce a Fossalta di Piave.

Essere disabile di serie B a Venezia: se non hai la sedia a rotelle non ti credono

Cara Redazione, mi chiamo Maurizio Coluccio, 48 anni, nato a Novara, Assistente della Polizia di Stato in pensione per una malattia autoimmune rara, da esserne l'unico caso al Mondo, incurabile, tanto da dover ricorrere già per ben già due volte a trapianti...

Rialto, turiste entrano per provarsi vestiti, defecano in camerino e si puliscono con i capi da provare

Rialto (Venezia), lunedì scorso, una giornata normale di flusso turistico nella direttrice Campo San Bartolomeo - San Lio nella prima vera apparizione di caldo estivo. Mai la commessa di un negozio di quella via, una giovane veneziana di 24 anni, avrebbe pensato...

Venezia si spopola: contatore ormai a 50mila residenti

Lentamente, i veneziani sono costretti a lasciare la loro città. L’agonia silenziosa degli esiliati in terraferma, inesorabile come una malasorte, è registrata fin dal 2008 su iniziativa di Venessia.com, dalla Farmacia Morelli in campo San Bartolomeo che ha posto in vetrina un...

Venezia si spopola: contatore ormai a 50mila residenti

Lentamente, i veneziani sono costretti a lasciare la loro città. L’agonia silenziosa degli esiliati in terraferma, inesorabile come una malasorte, è registrata fin dal 2008 su iniziativa di Venessia.com, dalla Farmacia Morelli in campo San Bartolomeo che ha posto in vetrina un...

Mostra del Cinema: non si riesce a vedere film, noi andiamo via. Lettere

Buongiorno, siamo un gruppo di accreditati che da anni vengono a Lido per la Mostra. Vogliamo portare a conoscenza e rendere pubblico che ce ne andiamo, siamo in partenza anche se mancano cinque giorni alla fine. A che pro stare qui se non...

La Venezia perduta. Le Suore Imeldine e la scuola a San Canciano che non esistono più

"Era finalmente nata la Scuola Elementare “Imelda Lambertini”, che nei decenni a venire diverrà vero e proprio fulcro dell’intera zona, confermando l’area di San Canciano come una tra le più vive e fornite dell’intero Centro Storico. I suoi bambini dal grembiule colorato allietavano il circondario, generando ricchezza non solo sociale, ma anche economica per ogni attività della zona".

“Venezia ‘Non è ecologica’, si può tranquillamente morire di smog”. Di Michele De Col (*)

Ancora una volta Venezia viene estromessa da qualunque provvedimento contro lo smog : natanti e navi possono continuare ad inquinare nonostante i valori ambientali siano spesso peggiori della terraferma! Chi tutela la salute di veneziani e ospiti in centro storico? Nessuno !