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Maltrattava un’anziana che scongiurava di smetterla: badante arrestata

Arquà Polesine: una badante 48enne ai domiciliari accusata di maltrattamenti aggravati su un'anziana non autosufficiente di 87 anni.

I carabinieri di Arquà Polesine hanno arrestato una donna di 48 anni con l’accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti dell’anziana di 87 anni a lei affidata. La Procura di Rovigo ha disposto per l’indagata gli arresti domiciliari.


La vittima, non autosufficiente e affetta da un grave deterioramento cognitivo, era sotto le cure della 48enne. Secondo quanto emerso dalle indagini, al posto dell’assistenza si sarebbero verificati episodi ripetuti di violenza fisica e verbale.


Le condotte contestate descrivono un clima di sopraffazione continua. I carabinieri hanno raccolto elementi che indicano urla, ingiurie e l’uso di bestemmie rivolte all’anziana durante i momenti di cura quotidiana.


A queste violenze verbali si aggiungerebbero anche aggressioni fisiche. L’atto d’accusa parla di schiaffi, colpi al corpo e di tirate di capelli. In più occasioni, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, all’anziana sarebbe stato imposto di restare immobile e di non protestare.


Gli inquirenti sottolineano che lo stato di dipendenza della vittima e il suo deterioramento cognitivo rendevano particolarmente grave la situazione. Le suppliche dell’87enne, che piangeva e chiedeva di smettere, non avrebbero fermato gli episodi di violenza.


L’accusa principale mossa nei confronti della donna è quella di maltrattamenti aggravati. Si tratta di un reato che, nel quadro probatorio raccolto, ha indotto la Procura di Rovigo a richiedere una misura cautelare nei confronti dell’indagata.

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Le verifiche sono state condotte dai carabinieri della stazione locale, che hanno eseguito gli accertamenti propedeutici alla richiesta d’arresto. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli relativi ai tempi precisi in cui sarebbero avvenuti i maltrattamenti né all’eventuale presenza di testimoni oltre alla vittima.


L’ordinanza della Procura ha disposto gli arresti domiciliari: la 48enne è stata pertanto privata della libertà personale ma non trasferita in carcere. Anche su questo punto gli inquirenti hanno motivato la scelta con la valutazione degli elementi raccolti durante le indagini.


L’inchiesta prosegue nel tentativo di chiarire la dinamica completa dei fatti e di ricostruire ogni episodio contestato. Gli atti saranno ora trasmessi all’autorità giudiziaria per le decisioni di rito e per eventuali sviluppi processuali.


L’indagine, partita dalle segnalazioni raccolte sul territorio, si è concentrata sul contesto domiciliare in cui l’anziana era assistita. Le verifiche hanno riguardato sia le modalità di assistenza che le condizioni in cui viveva la vittima.


Secondo gli investigatori, gli elementi raccolti dai carabinieri di Arquà Polesine sono stati ritenuti dalla Procura di Rovigo sufficienti per chiedere e ottenere la misura cautelare.

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Riccardo Ridonno
Riccardo Ridonno
Sono di Mestre (ma i miei genitori hanno vissuto a Venezia per moltissimi anni). Amo la fotografia e la musica, ma ho anche la passione di scrivere. riccardo_r@lavocedivenezia.it
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