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Innanzitutto, ringrazio la Voce di Venezia per avermi concesso questa rubrica in materia di diritto del lavoro.

Sovente i media menzionano parole come TFR, licenziamento per giusta causa, parasubordinazione, contratti collettivi e infinite altre, dando per scontato il loro significato. In realtà, dietro questi termini si celano mondi giuridici complessi, sfumati e variopinti che si mescolano con una realtà economico-sociale dinamica e in continua trasformazione. Pertanto, lo scopo di questa rubrica è quello di fornire ai lettori delle brevi riposte a numerose questioni giuridiche con un linguaggio semplice e accessibile a tutti.

Iniziamo con una tematica adatta alla stagione e al caldo torrido che attanaglia il nostro Paese in questi giorni.

Estate, tempo di prendersi una pausa, voglia di mare o di montagna o di città d’arte. Forse, molti di voi si saranno chiesti cosa succede, da un punto di vista giuridico, se un lavoratore si ammala durante le ferie. I giorni che rimane a casa vengono computati come periodo di malattia o di ferie? A quali condizioni è possibile convertire il periodo di ferie in malattia?

Sul punto si è pronunciata la Corte Costituzionale, la quale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2109 del Codice Civile nella parte in cui non prevede che «la malattia insorta durante il periodo feriale ne sospenda il decorso» (sent. 30.12.1987, n 616). Di conseguenza, in linea di principio l’infermità sopravvenuta durante le ferie costituisce causa di sospensione delle stesse e va computata come periodo di malattia.

Tuttavia, la Corte di Cassazione ha precisato ulteriormente tale affermazione di principio (sent. 23.2.1998, n. 1947), in quanto ha chiarito che deve esistere una specifica incompatibilità della malattia con la funzione di riposo e di recupero psico-fisico delle ferie affinché l’insorgere di un’infermità blocchi il decorso di queste ultime. Infatti, se lo scopo delle ferie è quello di permettere al lavoratore di riacquistare le forze, è evidente che una malattia molto lieve o particolarmente breve non è in grado di impedire tale funzione di riposo e di ristoro.

Dunque, cosa deve fare il lavoratore che si ammala durante le vacanze al fine di ottenere la conversione dell’assenza per ferie in assenza per malattia?

Il primo passo è comunicare tempestivamente lo stato di malattia al datore di lavoro altrimenti si decade dal diritto di ottenere tale trasformazione. Inoltre, la giurisprudenza ha stabilito che il datore di lavoro è ammesso a provare la compatibilità della malattia del dipendente con il godimento delle ferie (Cass. 6.4.2006, n. 8016). Infatti, se il datore di lavoro riesce a dimostrare che la malattia, per la sua breve durata o per la sua lievità, non è in grado di impedire al lavoratore di recuperare le energie psico-fisiche, il dipendente non può ottenere la conversione del periodo di ferie in periodo di malattia.

Con speranza che nessuno si ammali mai durante le ferie (la leggendaria nuvoletta del lavoratore dipendente di fantozziana memoria non esiste!), vi auguro buone vacanze da questa mia rubrica di diritto del lavoro che verrà aggiornata con almeno un nuovo articolo ogni settimana.

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Avv. Gianluca Teat

22/07/2015

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8 persone hanno commentato questa notizia

  1. Ottimo davvero e utilissimo il contributo che l’avvocato vorrà portare ai tanti interrogativi e problemi che investono il mondo del lavoro e che il più delle volte rimangono disattesi. Grazie quindi all’Avvocato e alla Redazione. Andreina Corso

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