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domenica 18 Aprile 2021
Homemascherine a scuolaMaestra veneziana negazionista a Treviso: niente mascherine in aula

Maestra veneziana negazionista a Treviso: niente mascherine in aula

Maestra negazionista, niente mascherine in classe. La storia è emersa qualche ora fa a causa di una vivace protesta esplosa fra i genitori di una classe elementare di una scuola di Treviso.
I genitori hanno vivacemente messo in campo una manifestazione all’esterno dell’istituto per richiamare l’attenzione sul comportamento di una insegnante la quale avrebbe invitato i bambini a non indossare la mascherina in aula, non utilizzando a propria volta il dispositivo di protezione.
Sul posto è intervenuto anche il sindaco, Mario Conte, che si è confrontato con la maestra e, in seguito, anche con il Prefetto, Maria Rosaria Laganà.
La questione era esplosa nel privato delle mura domestiche trovando subito eco nei gruppi Whatsapp

delle mamme: “Lo sai che la nuova maestra non indossa la mascherina?” riferivano innocentemente i ragazzini.
Qualche genitore ha provato ad informarsi ma le cose non cambiavano rimanendo lettera morta. Così sono partite le prime segnalazioni, ma ancora nessuno pareva volessi interessare del problema così spinoso. Anche le colleghe della maestra avrebbero espresso perplessità.
Dopo tre settimane è andata allora in scena la protesta davanti alla scuola elementare di Treviso che ha avuto momenti di tensione al punto che le famiglie hanno chiesto anche l’intervento del sindaco Mario Conte, poi effettivamente arrivato assieme alla polizia locale.
Secondo quanto appreso, i racconti dei bambini coincidevano già tutti.
I piccoli, tra l’altro, avrebbero riferito in casa le opinioni di quella insegnante senza mascherina in classe: “non bisogna indossarla perché l’anidride carbonica fa male» e la malattia è grave ma «muoiono solo gli anziani», assieme ad altri concetti di questo tipo.
La protesta è così scoppiata come una rivoluzione,

tanto da far intervenire, come detto, sindaco e Polizia locale.
La docente risulta ora a rischio sospensione per violazione delle norme di sicurezza anti-Covid.
La maestra coinvolta è una veneziana, con incarico di supplenza.
Ulteriore curiosità: la veneziana risulta impiegata fino a poco tempo prima in ambito turistico in città.
Grazie alle graduatorie per “supplenze per Covid” è stata chiamata ed assegnata alla scuola trevigiana dal 24 novembre scorso
Su come la pensi non ci sono dubbi. Il suo pensiero più che chiaro l’interessata lo ha espresso già tante volte in Facebook: “Non c’è bisogno di alcun vaccino…”, “Malattie inventate per fare soldi…”, “A chi si vaccina verrà cambiato il Dna…”, “Dove ribellarvi a Dpcm illegali…” e altri deliri su questo tema.
Se è vero che questo è un paese libero, però,

un’insegnante ha il dovere di non mettere a repentaglio la salute dei bambini neanche per una semplice “influenza”, (per venire incontro ai suoi convincimenti).
E ancora più grave è influenzare il libero pensiero abusando degli strumenti e della figura data dall’insegnamento.
Intanto pare certo che la Scuola abbia inviato una lettera alla maestra veneziana, invitandola al rispetto delle norme di sicurezza previste per legge e potrebbero arrivare altri provvedimenti.
Il fatto, pur trattandosi di un caso isolato, non risulta comunque essere l’unico.
In provincia di Trento è scattato il licenziamento di una maestra per il rifiuto categorico di indossare la mascherina in classe anche dopo i richiami.
A Venezia, invece, sta procedendo la raccolta firme iniziata da alcuni genitori perché i bambini non siano obbligati a tenere la mascherina in classe.

(foto da archivio)

Data prima pubblicazione della notizia:

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