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Rientro a scuola, ogni famiglia spenderà in media €545,66 per i libri: il second‑hand cresce su Wallapop

Libri scolastici: spesa media €545,66 per studente 2026/27. Wallapop registra +900% ricerche estive; usato fa risparmiare oltre 29%.

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Con l’avvicinarsi del nuovo anno scolastico, le famiglie italiane si trovano a fare i conti con un esborso che non è affatto indifferente: per il 2026/2027 la spesa media per i libri di testo è stimata in €545,66 a studente, con un aumento dell’1,6% rispetto al 2025. È il dato che emerge dalle rilevazioni di Federconsumatori e che torna a riaccendere il dibattito sul costo dell’istruzione.


Il dato non riguarda solo cifre teoriche: dietro quel numero si nascondono acquisti obbligati per centinaia di migliaia di famiglie che devono coprire libri e materiali didattici. L’incremento, seppure contenuto, pesa in particolare su chi ha più figli o su nuclei a reddito limitato.


In questo quadro si fa spazio una pratica alternativa: il mercato dell’usato. Secondo i dati della piattaforma Wallapop, nel corso dell’estate le ricerche di libri di testo hanno registrato un’impennata del 900% rispetto al resto dell’anno. Un segnale forte sulla preferenza crescente per i volumi second‑hand nelle settimane che precedono la ripresa delle lezioni.


Il ricorso a testi usati non è solamente una scelta di risparmio occasionale. Federconsumatori stima che acquistare libri di seconda mano possa ridurre la spesa delle famiglie di oltre il 29%. Numeri che spiegano perché sempre più genitori e studenti guardino alle piattaforme di compravendita come a una risorsa concreta per ridurre i costi.


L’interesse per il materiale scolastico usato non si limita ai libri. Nelle ricerche estive su Wallapop compaiono con frequenza anche dispositivi elettronici come tablet e computer, strumenti ormai centrali per l’apprendimento digitale. Tra gli oggetti più richiesti figurano anche calcolatrici e grembiuli, elementi tradizionali ma ancora molto richiesti al ritorno a scuola.


Le piattaforme che mettono in contatto acquirenti e venditori offrono dunque due vantaggi evidenti: consentono di risparmiare sull’acquisto e allo stesso tempo permettono a chi vende di recuperare una parte del valore degli oggetti non più utilizzati. Per molte famiglie questo doppio effetto allevia la pressione sul bilancio domestico nelle settimane del back to school.

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Dietro il fenomeno del second‑hand non c’è soltanto un’opportunità economica, ma anche una proposta di consumo più consapevole. Wallapop, citata tra i dati, si presenta come un canale che sostiene la compravendita di prodotti usati e promuove un modello di consumo orientato alla sostenibilità e alla riutilizzazione.


Il calendario della domanda è chiaro: l’interesse per i testi e gli strumenti scolastici cresce marcato in estate, quando genitori e studenti iniziano a pianificare gli acquisti e a cercare soluzioni che riducano i costi. In questo periodo la disponibilità di volumi ancora in buone condizioni è più alta, e le occasioni per comprare o vendere aumentano.


Oltre a risparmiare, vendere il materiale usato consente quindi alle famiglie di ottenere un guadagno extra, trasformando oggetti inutilizzati in risorse per altri alunni.

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Lorenzo M.
Lorenzo M.
Sono un vecchio appassionato di radio. Parlo di musica, il mio hobby, e non solo. lorenzo_f@lavocedivenezia.it
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