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“Luoghi comuni da sfatare sui gatti”. Di Enzo Pedrocco

LUOGHI COMUNI DA SFATARE SUI GATTI A proposito di gatti Wodehouse, il celebre scrittore inglese scrisse, fra le altre cose, che “un uomo si ritrova legato mani e piedi ad un gatto per settimane, accontentandone ogni capriccio, e poi, un bel giorno, il gatto lo pianta in asso perché ha trovato qualcuno che gli dà […]

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LUOGHI COMUNI DA SFATARE SUI GATTI

A proposito di gatti Wodehouse, il celebre scrittore inglese scrisse, fra le altre cose, che “un uomo si ritrova legato mani e piedi ad un gatto per settimane, accontentandone ogni capriccio, e poi, un bel giorno, il gatto lo pianta in asso perché ha trovato qualcuno che gli dà più spesso il pesce”. Ma, nonostante tutta la mia ammirazione e tutto il mio rispetto per Wodehouse, trovo che egli si sbagliasse madornalmente e che non sia affatto così.

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Ogni gatto, secondo me, ha la propria personalità e generalizzare è, pertanto, oltremodo sbagliato. Allorchè un gatto ti pianta in asso può dipendere, infatti, da mille e uno motivi che, il più delle volte, hanno a che fare più con il suo carattere, con il suo spirito di indipendenza, con il suo stato ormonale, con le limitazioni che gli imponiamo che con le esigenze del suo stomaco. Se Wodehouse avesse avuto dei gatti come quelli che ho avuto io – perennemente girovaghi e assai poco casalinghi nonostante il ben di dio di cui disponevano grazie al mio amore per essi – queste cose le avrebbe sicuramente sapute.

Sui gatti si suole inoltre dire – come fece, fra gli altri, anche un altro celebre scrittore, De Chateaubriand, che il loro spirito di indipendenza impedirebbe loro di affezionarsi a chiunque. Ma, a mio modesto avviso, trovo che non sia vero nemmeno questo. Ho avuto gatti, infatti, la cui affezione nei miei confronti si è esclusivamente interrotta soltanto con un forzato distacco o con la loro morte.

La mia impressione è che anche in passato – come avviene, del resto, ancora oggi – anziché sforzarsi di conoscere il gatto qual è in effetti, si preferiva aderire acriticamente alla sua immagine, costituita dai molti discorsi soggettivi fatti nei suoi confronti quasi sempre, senza tema di esagerare, privi del benché minimo fondamento.

ENZO PEDROCCO

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