L’Ulss 3 mette all’asta case a Venezia, si teme per trasformazione in locazioni turistiche

ultimo aggiornamento: 09/01/2020 ore 08:28

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Un cittadino in difficoltà: tutti i primi posti del bando delle case del Comune a stranieri

La Regione Veneto autorizza l’Ulss 3 Serenissima a mettere all’asta 32 beni immobiliari di proprietà, per un valore complessivo di 13,4 milioni di euro. Di queste, 31 sono nel centro storico veneziano. A comunicarlo è proprio la Regione con una nota che precisa come il ricavato andrà a potenziare la sanità veneziana.

Iniziativa lodevole, ma il timore dei cittadini veneziani che già corre su alcuni gruppi, è che questi appartamenti, liberi da contratti di locazione ed esplicitamente liberi da vincoli, possano ben presto trasformarsi negli ennesimi appartamenti turistici in laguna, a discapito della residenzialità in una città colpita dallo spopolamento che solo nell’ultimo anno ha perso circa 900 residenti.

Non si può dire, infatti, se gli immobili di proprietà pubblica che andranno all’asta con incanto abbiano, alla fine, un qualche vincolo residenziale (cioè che chi li acquista debba abitarvi all’interno per almeno un lustro o una decina d’anni come solitamente avviene con la vendita di case pubbliche) o siano liberi di essere trasformati in locazioni turistiche dal miglior offerente. Anche se si tratta di solo 31 alloggi in laguna, infatti, la speranza è la Regione ne abbia previsto il vincolo all’utilizzo residenziale.

I primi beni ad andare all’incanto saranno 22 appartamenti situati proprio nel centro storico di Venezia, liberi da contratti di locazione, vincoli o servitù, tutti di valore superiore a 150 mila euro, per un ammontare complessivo della prima tranche del piano di alienazioni di 8,7 milioni di euro.

La decisione di autorizzare l’azienda sanitaria veneziana a mettere in vendita gli immobili, a partire da quelli immediatamente disponibili e di maggior valore, è stata data martedì dalla Giunta regionale e diventerà operativa dopo il parere di competenza della commissione Sanità del Consiglio Veneto.

“Si tratta di una decisione importante, che porterà nuove risorse per il potenziamento delle strutture e delle strumentazioni della sanità veneziana – ha dichiarato il presidente della Regione Luca Zaia alla stampa convocata a palazzo Balbi – I quasi 9 milioni di introiti previsti da questa prima tranche piano di vendita, verranno ad aggiungersi agli oltre 25 milioni ricavati da precedenti vendite di immobili di proprietà regionale”.

“Da quando sono presidente del Veneto – ha aggiunto Zaia – ho dato mandato alle strutture di mettere in vendita, quando le procedure lo consentono, i beni immobili che non sono funzionali alle nostre attività istituzionali: ville, palazzi, terreni agricoli, valli da pesca, alberghi dismessi… La Regione non può e non deve fare l’immobiliarista, non ne è titolata, né dispone degli strumenti di gestione del privato”.

“Vendere i beni immobili non funzionali – ha specificato Zaia – non significa depauperare il patrimonio pubblico, ma riqualificarlo, investendo il ricavato in opere e obiettivi di pubblica utilità, come la sanità”.

Il piano complessivo di vendita presentato dall’Ulss 3 Serenissima riguarda 32 immobili diversi, di cui 31 appartamenti a Venezia centro storico.

L’autorizzazione alla vendita riguarda i beni disponibili già da subito, cioè sfitti e già sottoposti a perizia di stima: si tratta di 9 alloggi tra San Marco e Rialto, 6 nel sestiere di Castello, 3 a Cannaregio e 3 nel sestiere di Dorsoduro, per un valore complessivo stimato dall’Agenzia delle Entrate in 8.696.300 euro.

La speranza dei veneziani è che la Regione metta un blocco a chi abbia intenzione di acquistare gli immobili per fare speculazione turistica in laguna, dove sembra ormai impossibile trovare un’abitazione con contratti d’affitto medio-lunghi.

Il costo della vita ma soprattutto la difficoltà nel trovare un’abitazione a prezzi accessibili è infatti uno dei motivi del calo demografico a Venezia che non ha purtroppo risparmiato il 2019: la città storica nell’anno appena concluso ha perso 857 residenti, quasi tre al giorno. Più del 2017, quando nel corso dell’anno si erano persi 764 abitanti. Se invece si somma il calo demografico del centro storico, isole e litorale i numeri aumentano: 1016 abitanti in meno nel 2019.

I dati che sono stati elaborati dal gruppo Venessia.com che da anni monitora la situazione demografica a Venezia. Una continua emorragia: al 31 dicembre i veneziani erano scesi a 52.182, con il più che verosimile rischio che entro il 2020 anche la soglia dei 52mila abitanti venga abbattuta.

Sulla questione sono poi intervenuti i Consiglieri regionali del Partito democratico Francesca Zottis e Bruno Pigozzo che hanno chiesto garanzie per la residenzialità veneziana.

3 persone hanno commentato questa notizia

  1. Che la partecipazione alla gara sia riservata a chi lavora e risiede nella nostra città , nel centro storico , e dimostri che acquista la casa per necessità famigliari !Venezia ai veneziani !!!!Dare la priorità per chi deve ampliare la propria casa Per renderla più vivibile e acquista l’appartamento confinante per necessità e aumentati numero di famigliari veneziani residenti nel centro storico!

  2. Solo a chi è Già residente a Venezia centro storico e acquisti la casa per necessità famigliari ! Basta a chi estraneo di altra città o della periferia o della terraferma o straniero vuol venire a svernare in pensione nella nostra città

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