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lettera. Agli onorevoli Parlamentari: votate legge taglia stipendi

All’attenzione degli Onorevoli Parlamentari
Maurizio Sacconi (NCD,UDC)
Laura Puppato (PD)
Patrizia Bisinella (FARE)
Paola De Pin (GAL)
Simonetta Rubinato (PD)
Floriana Casellato (PD)
Renato Brunetta (FI-PDL)
Marco Marcolin (Scelta Civica)

Tagli agli stipendi dei parlamentari, cari colleghi Parlamentari, fate come il Movimento 5 Stelle. Tagliatevi lo stipendio senza toccare la Costituzione. Genereremo un risparmio minimo di ben 87 milioni di euro (61 milioni di euro da tagli indennità a 5.000 euro lordi, 26 milioni di euro da riduzione spese telefoniche e di viaggio e rinunce a indennità di carica come già fanno i parlamentari del Movimento 5 Stelle). Molti di più dei 57.5 milioni di euro calcolati dalla Ragioneria di Stato per i risparmi generati stravolgendo la Costituzione con la riforma Renzi-Verdini-Boschi che cambia ben 47 articoli della nostra Carta e priva i cittadini del diritto di eleggere direttamente i senatori.

La legge proposta dal Movimento 5 Stelle che arriverà in aula lunedì, ricalca quello che il sottoscritto fa già , come tutti i suoi colleghi del Movimento 5 Stelle da quando a marzo 2013 è entrato in Parlamento. In tre anni di legislatura tutti insieme abbiamo già restituito 18 milioni di euro, destinati alle fondo per il micro-credito alle piccole imprese. Grazie ai tagli dei nostri stipendi abbiamo aiutato oltre 3.000 piccoli imprenditori, commercianti, artigiani, giovani che hanno aperto una attività generando 6.000 posti di lavoro.

Altri risparmi si potrebbero generare attraverso la rendicontazione online della diaria e delle altre spese, come già facciamo da tre anni a questa parte. Ogni euro non speso durante il mese verrebbe infatti trattenuto dallo Stato generando ulteriori risparmi.

Come parlamentare M5S della provincia di Treviso ho risparmiato e restituito ad oggi più di 120mila euro e posso testimoniare con il nostro piccolo esempio che si può fare politica in maniera efficiente anche con meno risorse.

Mi aspetto quindi che anche gli altri parlamentari trevigiani sostengano la nostra proposta di legge che applica a tutti quello che il M5S fa già da tre anni senza aspettare una norma.

Il rischio è che martedì, il Governo Renzi Pd, Ncd e verdiniani affossino la nostra proposta facendola ritornare in Commissione dove finirebbe nel dimenticatoio e poi bocciata nel silenzio dopo il referendum.

 
ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000
 

Cari colleghi parlamentari, vogliate sostenere la proposta del Movimento 5 Stelle di taglio agli stipendi di tutti i parlamentari senza toccare la Costituzione, genererete risparmi per oltre 87 milioni di euro da lasciare nelle casse dello Stato. Fatelo per i cittadini.

*Gianni Pietro Girotto*
X Commissione Industria, Commercio, Turismo, Energia – Senato

22/10/2016

Riproduzione Riservata.

 

Una persona ha commentato

  1. Solo una nota: per il bilancio dello Stato italiano questi costi sono pressoché irrilevanti. Servono miliardi di Euro per finanziare il sistema pensionistico e l’enorme spesa pubblica. Il costo dei parlamentari è insignificante.

    La Riforma Costituzionale non serve di certo a ridurre la spesa pubblica. Assieme alla legge elettorale, essa ha un altro scopo: permettere a una minoranza di governare saldamente e creare le prime basi di quella svolta più autoritaria che servirà alle élite per governare in futuro, quando il collasso economico sarà irreversibile ed evidente a tutti.

    Perché Obama è per il sì? Perché i poteri forti sono per il sì? Mica per risparmiare qualche milione di Euro sui politici che sono già sul libro paga dei poteri forti!

    Volete delle vere riforme? Controllo sulla libera circolazione dei capitali. Massoneria e società segrete fuori legge per spezzare una delle cinghie di trasmissione dei poteri dell’élite a livello economico e finanziario. Rilancio dell’economia sulla base di modelli keynesiani con aumento della domanda aggregata.

    Non scrivo di certo per difendere di certo i privilegi dei nostri parlamentari, ma per evidenziare i veri problemi del Paese.

    Avv. Gianluca Teat

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