5 x 1000
HomeLETTERE AL GIORNALE"La Vogalonga non è più festa tradizionale veneziana". La lettera

“La Vogalonga non è più festa tradizionale veneziana”. La lettera

La Vogalonga, nata 48 anni fa, era inizialmente una vera festa per Venezia.  Durante quella giornata, le barche a remi, rigorosamente composte dai veneziani, venivano addobbate con frasche e altri simboli della tradizione locale. Tuttavia, negli ultimi anni, la manifestazione sembra aver perso parte della sua autenticità. Ieri, abbiamo assistito a una manifestazione di voga che […]

Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!

Clicca qui e iscriviti subito

Gratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!

La Vogalonga, nata 48 anni fa, era inizialmente una vera festa per Venezia.  Durante quella giornata, le barche a remi, rigorosamente composte dai veneziani, venivano addobbate con frasche e altri simboli della tradizione locale. Tuttavia, negli ultimi anni, la manifestazione sembra aver perso parte della sua autenticità.

Ieri, abbiamo assistito a una manifestazione di voga che sembrava più all’inglese che alla veneta. Le barche come se fossimo sul Tamigi o a Boston, ma non certo a Venezia. La città ha accolto ben 70.000 partecipanti, ma ci chiediamo se questo sia davvero il modo migliore per preservare Venezia.

I nostri articoli saranno sempre gratuiti se abbiamo il vostro sostegno.

Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274

Scopri come fare

Il delegato alle tradizioni ha annunciato l’introduzione di un “autovelox” per le barche entro giugno. Tuttavia, molti veneziani non sono contenti. Alcuni si sono addirittura ritirati dalla Vogalonga come forma di protesta. Forse è giunto il momento di riflettere su cosa significhi veramente questa manifestazione.

Antonio Rosa Salva, di cui credevamo fosse un veneziano, sembra invece passare sopra o forse di dietro agli interessi economici. Secondo il mio punto di vista, la vera protesta sarebbe smettere di partecipare alle regate, sia come pubblico che come regatanti.

Solo così potremo far capire che Venezia è nostra e non solo dei 70.000 visitatori che creano onde nei canali. Se il dragonboat si è rovesciato, forse è perché i taxi andavano avanti e indietro senza considerazione.

Lettera firmata
Dai nostri lettori
Dai nostri lettori
Lettere al Giornale: le vostre segnalazioni. Un canale sempre aperto per i nostri lettori: redazione@lavocedivenezia.it
LEGGI TUTTO
RIPRODUZIONE VIETATA
sono vietate anche le riproduzioni parziali di titoli, testi, foto, attraverso sistemi automatici (cd aggregatori)

8 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. 48 anni fa Venezia contava il doppio dei residenti di oggi e il turismo di massa non aveva ancora drasticamente alterato il tessuto sociale della città. La somma tra spopolamento e monocultura turistica si riflette drammaticamente in ogni aspetto della vita della nostra città. E va sempre peggio. Povera Venezia!

    • “È proprio quello che intendevo sottolineare con la mia lettera al giornale. Ormai è tutto così: la storica, il Redentore, su e giù per i ponti. Tutto il nostro passato, e i colpevoli siamo noi, signore, solo noi che abbiamo permesso che tutto ciò accadesse. Lasciando andare, permettendo a quattro prezzolati politici di turno di fare i loro sporchi comodi. Regatanti che per un maialino in vetro di Murano si sono lasciati ingabbiare in questo spettacolo indecoroso. Veneziani che hanno rinunciato alla loro tradizionale notte dei bagordi, hanno lasciato a casa il sàndolo con il suo coperto con frasche in pergola per fare l’amore, per lasciare la laguna a regolamenti ottusi. Barche a motore sempre più potenti, gente che arriva da ovunque, magari anche senza la patente nautica. Quando dico che per protesta dovremo smettere di partecipare a questo marcimonio, intendo dire che se noi smettiamo di assecondare i vari organizzatori di queste manifestazioni, forse saranno costretti a ritornare indietro. Non da poco conto è il nostro voto: siamo noi che li mettiamo seduti sulle loro comode poltrone. Forse la barca dragone quando si è rovesciata è stata colpa loro, sono d’accordo, ma resta il fatto che se Andy era presente avrà anche visto che Alilaguna andava da e per l’aeroporto al contrario dei mezzi ACTV fermi. Oggi la situazione è che abbiamo 11 turisti per ogni residente. Chi vuol esser lieto sia…”

  2. Che differenza passa tra i turisti mordi e fuggi ed i partecipanti alla Vogalonga???
    Per me nessuna: 70% di imbarcazioni straniere, costituite da persone che se non ci fosse la vogalonga sarebbero nella categoria turista mordi e fuggi.
    E’ diventata un carnevale 2.0

Notizia interessante? Scrivi cosa ne pensi tu...

Scrivi qui la tua opinione
Il tuo nome o uno pseudonimo

Persa qualche notizia? Le ultime:

La Voce di Venezia radio

Se non è partita la musica clicca play sul triangolino in basso
In onda ora
ON AIR NOW
vai alla HOME PAGE