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LA VITA IN GOCCIOLINE di Paolo Delladio [concorso letterario]

Un silenzio lieve accompagna la mia giornata. Il canto di un passero sul davanzale allieta momenti vincolati a un tempo riempito di complici sguardi e piccoli gesti. Il profumo del pane appena sfornato delizia l’ambiente domestico. La fragranza di una pagnotta riempie di aromi oramai dimenticati la stanza dove scrivo. La lettura e la scrittura […]

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Concorso Letterario de “La Voce di Venezia”. Prima edizione: “Racconti in Quarantena”

Un silenzio lieve accompagna la mia giornata. Il canto di un passero sul davanzale allieta momenti vincolati a un tempo riempito di complici sguardi e piccoli gesti. Il profumo del pane appena sfornato delizia l’ambiente domestico. La fragranza di una pagnotta riempie di aromi oramai dimenticati la stanza dove scrivo. La lettura e la scrittura illuminano il mio intelletto e mi consentono un viaggio nel tempo e nello spazio in piena libertà.

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Dalla finestra osservo il cielo limpido e terso. Ora guardo in alto e posso vedere ancora più in alto. Maledetti aerei mi avete sempre guastato la vista della volta celeste. Sui balconi si canta Ma il cielo è sempre più blu. L’aria è tersa. Un pulito raggio di sole rischiara la mia camera. Anche la mia ombra ora è più definita.

Lentezza ritrovata. Riflessione che ritorna. Il mondo si è fermato appena prima di schiantarsi. Il suono delle campane accomuna intere comunità. Per una volta almeno ci si scopre sulla stessa zattera, tutti uguali, senza differenze, poveri e ricchi, donne e uomini, bianchi, gialli e neri, eterosessuali e omosessuali, atei e credenti.

Tutti mascherati per iniziare un carnevale diverso. La mia mascherina lascia libero il respiro, protettiva in tessuto monouso bianca, azzurra, verde, fai da te per la bocca, per il naso, per me. Nasconde lacrime e sorrisi, nei campi nascon fiordalisi, mi inganna con facili illusioni. Combatto il virus coi tamponi in uno stato di allerta permanente. Sciarpe, garze, pezze di stoffa, mascherine mai così desiderate tra minacce subdole ed invisibili, impaurito, con il volto coperto e intimorito da chi ha il volto scoperto, volto una pagina della vita mia.

Spinti da fraterni ideali in mondi virtuali in preda a passioni e travolgenti emozioni l’uomo rischia di morire tra tentacoli invisibili sulle note gioiose di un endemico pipistrello trascinato nel ballo mascherato della vita. Qualche cosa si è rotto, lo dice un passerotto, la corsa si è interrotta, ridotto ad un rottame l’uomo cambia rotta?

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