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Anni fa, quando esisteva ancora un briciolo di senso civile e di buon gusto, un vescovo italiano tuonò contro l’usanza, in quella regione d’Italia, di festeggiare in modo eccessivo i matrimoni: nell’occasione fece scandalo l’abito da sposa dal costo di qualche decina di milioni di vecchie lire.
Di fronte a ciò, emblematiche del degrado della nostra civiltà sono l’attuale accoglienza da parte della nostri amministratori e l’ancor più triste silenzio del nostro Patriarca e delle nostre realtà universitarie (queste ultime vendutesi in cambio di una misera elemosina) per un matrimonio mille volte più costoso.
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In un mondo lacerato dalle disuguaglianze, con interi popoli che muoiono di fame e, soprattutto per questo motivo, sull’orlo di una guerra mondiale, una ricchezza di 200.000.000.000 dollari concentrati nelle mani di una sola persona è già un abominio.
E sarebbe un’arroganza di pessimo gusto volerla ostentare in un tempio del cattivo gusto come potrebbe essere Las Vegas.
Ma è una bestemmia, come novelli Mercanti del Tempio, farlo a Venezia, meno di 8 chilometri quadrati dove si trova la massima concentrazione al mondo di fragilissime opere artistiche ed architettoniche. Una città che dovrebbe essere avvicinata con l’umiltà di un pellegrino che finalmente entra un luogo sacro e non con l’arroganza di presentarsi con, leggo, 9 superyacht, affittando 5 alberghi di super lusso (tra l’altro di proprietà straniera) e 80 voli privati (con buona pace di chi sostiene che non ci sarà alcun impatto).
È la stessa arroganza della legge del più forte: chi è ricco e potente può permettersi quello che vuole. La stessa prepotenza che, in barba al diritto internazionale, in Ucraina, a Gaza ed in Iran sta portando il mondo verso una guerra catastrofica.
Bello sarebbe se da Venezia venisse un chiaro messaggio di opposizione a tale prepotente volgarità.
Purtroppo, invece, con la criminale tolleranza dei nostri amministratori, anche nella piccola realtà veneziana questo atteggiamento si manifesta in continui soprusi nei confronti dei cittadini da parte di taxisti (che violano costantemente i limiti di velocità in laguna, spesso travolgendo con le loro onde le piccole imbarcazioni), gondolieri (che non si fanno scrupoli a bloccare i mezzi pubblici in Canal Grande), gestori di bar e alberghi, spesso di proprietà straniera (che non si fanno scrupoli a tenere svegli fino a tarda notte interi quartieri con musica ad alto volume), trasportatori (che entrano in canali vietati, incuranti di causare danni alle imbarcazioni ormeggiate ed alle fondazioni dei palazzi).
È difficile che una società, in cui tutto questo viene tollerato, o addirittura promosso, abbia qualche futuro.
Steinberg.
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Io penso che siano tutte chiacchere in aria. I veneziani hanno venduto la città. Quindi di che parliamo. Chi si è arricchito con questo matrimonio magari manco paga le tasse come alcuni gondolieri, taxisti, ristoratori, bar e chi affitta gli appartamenti. La città ormai è un affare per i disonesti
posso essere d’accordo, ma non nel puntare il dito verso alcune categorie per fare la morale, ho conosciuto evasori dentisti, idraulici, ecc.. e se lei ha accettato la formula “Vuole la fattura o senza?” almeno una volta ne è stata complice
Io sono ecumenico, mi fanno schifo tutti, tutti coloro che in modo variamente cafone invadono la mia città. La fiaba per cui questi multi milionari portano benessere a tutti non è più di moda. Si sa benissimo che quelli che come topi sotto il tavolo dei ricchi raccolgono le briciole sono sempre quelli delle solite sue, tre, caste che tengono in scacco la città: catene alberghiere, lavoratori del turismo, tassisti, gondolieri. Molti spesso evasori fiscali. Venezia muore sempre di più anche per colpa di chi non capisce che senza rimedi drastici non c’è più possibilità di salvezza. Numero chiuso. Stop. Indipendentemente dal censo. Non un singolo essere vivente deve entrare in città se si è toccata la quota massima, che sia il miliardario o l’ultimo dei pezzenti sbarcati coi lancioni in riva degli Schiavoni. Svegliatevi e per una volta nella vita mettetevi in posizione eretta, dopo decenni a novanta gradi. Forza Venezia, fuori gli oligarchi e tutta sta gentaglia, forza finanza, con l’augurio a tanti miei concittadini che alimentano e sono alimentati da questo circolo perverso di perdere tutto ciò che illecitamente spesso hanno messo da parte. Forza finanza!
Caro Franz,
non sono ecumenico: il mio disprezzo è selettivo e lo riservo esclusivamente a chi la pensa esattamente come te.
Per il resto, sull’augurio che la finanza faccia il suo dovere concordo al cento per cento. Magari potrebbe iniziare dai centri sociali – in primis il Morion – e dedicarsi alle attività dei capi clan per scoprire finalmente chi evade davvero e a danno di chi.
Sai, durante la Prima Guerra Mondiale i miei concittadini avevano un’opinione piuttosto chiara sui vari “Franz”: sparavano volentieri a chiunque invadesse il territorio per liberare l’Italia da teste dure e gradassi. Forse anche oggi non guasterebbe un po’ di spirito di liberazione.
Con affetto disincantato, [Un Veneziano che non si piega a novanta]
“Le bombe all’Orsini, il pugnale alla mano…” Non è nostalgia, è sangue. Venezia non ha mai chiesto il permesso per essere sé stessa — figurati se lo chiede a un imperatore.
Qui non celebriamo sovrani stranieri, ma chi ha scelto il rischio al posto della resa. Le calli ricordano. Le pietre parlano. E il silenzio lagunare sa essere più rumoroso di mille proclami.
Franz, se pensavi di trovare servilismo… hai sbagliato marea.
A parte l’ultimo paragrafo che condivido pienamente. mi sembra la solita frichettona di chi rosica. Noi a Venezia diciamo “voria ma no poso”.
Ebbene, se Bezos è ricco (e lo è diventato, non ci è nato), perchè non deve godere di quello che si è costruito? Non mi sembra ci siano stati intrallazzi o altro. E’ stato bravo e geniale.
Il mondo che muore di fame? Basta con queste manfrine che hanno riepito l’Europa di nordafricani e asiatici che stanno portando scompiglio e basta, rubano o salgono addirittura in politica e pretendono addirittura l’islamizzazione dell’Europa.
O preferisci i turisti che ti fotografano anche dentro casa o quando stendi i panni fuori? E solo per mostrare la fotina sui social.
Non è forse ostentazione?
Quindi moeghea de rosichar, ke ve fe’ el sangue amaro.
Forse dovrebbe considerare il fatto che esistono anche persone che hanno ambizioni del tutto diverse dalle sue: a meno di esserne costretto, non scambierei mai la mia vita con quella di Bezos. Anzi, è proprio perché trovo bellissima la mia vita, come trovo bellissimi i luoghi in cui vivo, che voglio proteggere il mio mondo da una sottocultura asservita al profitto.
sottoscrivo! non tutti mettono il denaro al primo posto… io per esempio non sono così
I lavoratori di Amazon pare che siano pagati 3 euro l’ora. Quant’è bravo Bezos!!! Cercando puoi trovare con facilità altri esempi di bravura di questo onesto e fortunato imprenditore
Perché non si licenziano se sono pagati così poco, e non vanno a fare altro?
D’accordo eliminiamo Bezos e quelli come lui e rasiamo al suolo le loro disumane aziende, così il giorno dopo avremo milioni di disoccupati che non potranno venire a spendere i loro soldi a Venezia neanche per mangiare un panino sulle scale della stazione.
Così anche molti veneziani resteranno senza lavoro e saremo tutti soddisfatti perché avremo ottenuto la vera giustizia sociale: tutti in mutande a piangere il morto!
Bravi!!!
ma che c’entra radere al suolo le aziende che c’entra? si parla del vergognoso matrimonio da cafoni che si è consumato a venezia dove sono stati spesi milioni di soldi pubblici per pagare sommozzatori forze dell’ordine ecc.che di solito nonsi vedono in giro. i soldi dati in beneficienza colui che li ha ricevuti ha detto non so come spenderli vedremo ecco…
Caro Antonietta, davvero illuminante il paragone: radere al suolo le aziende “non c’entra”? Proprio come dire che sparare ai piccioni non aiuta a far volare i gabbiani.
Nome Nomen, continua pure a distribuire brioche ai compagni comunisti – sarà la sua missione di Spirito dell’Espopiana. Quanto all’uva acerba, forse non l’ha invitata al banchetto, poverina.
E lei, caro Seba, ha centrato il punto meglio di chiunque: applausi a scena aperta, perché ha detto esattamente quello che volevo scrivere anch’io.
A parte che si potrebbe facilmente replicare “meglio tardi che mai”, il matrimonio del magnate indiano era confinato all’isola di San Clemente ed era molto meno clamoroso ed impattante del matrimonio di Bezos. Tra l’altro, non si erano viste forze dell’ordine costrette ad impedire l’accesso alla propria casa ai residenti, con le tasse pagano i loro stipendi, per permettere ad un ultraricco, che non paga tasse in Italia, di fare indisturbato i propri comodi. Chi vede Venezia non come una realtà urbana da proteggere, ma solo come una città da spremere in tutti i modi per fare soldi ha detto che il matrimonio di Bezos ha portato un indotto che varia da 1 a 2,5 miliardi di euro. Diviso i quasi 50.000 abitanti del centro storico farebbe dai 20.000 ai 50.000 a testa. Qualcuno ha visto questi soldi? A chi si deve far domanda per riceverli? Possibile che nonostante il Covid non ci si renda conto di quanto sia pericolosamente fragile una monocultura basata sul turismo (anche matrimoniale)?
Assolutamente no , 3 giorni di musica fino all’alba alla Misericordia, concerto di Shakira al palazzetto e festa finale coi fuochi all’arsenale anche quella volta ci sono state interdizioni e divieti di navigazione e hanno affittato 5 alberghi
Ma quando si è sposata la figlia del magnate indiano dell’acciaio con 800 invitati , yacht e alberghi pieni , musica , fuochi d’artificio fino all’alba , concerto di Shakira, un dirigibile , due poveri elefanti e un cavallo bianco dove eravate ? Tutti zitti perché dovevano fare acquisti in Italia ? Solo demagogia .. Se Bezos avesse finanziato la campagna elettorale della Harris chi ha protestato gli avrebbe steso tappeti rossi…..
Quasi ogni settimana una testa coronata o un multimiliardario si sposa a Venezia anche con 1000 invitati e nessuno dice
niente…. portano lavoro agli artigiani , alle maestranze , ci lavora un sacco di gente meglio loro che milioni di turisti che si portano il panino da casa e devastano la città come delle cavallette….o gli addirittura al celibato/nubilato o i tour alcolici…
A certi censori part-time,
curioso come le accuse di “ostentazione” fioriscano solo quando il lusso non si può strumentalizzare politicamente. Yacht, fuochi, concerti? Scandalo. Ma se si parla di summit, Biennali o gala finanziati dai soliti noti, tutti zitti a sgranocchiare tartine.
È comico vedere chi ieri elogiava gli “eventi che valorizzano il territorio” indignarsi oggi perché le luci si sono accese senza il loro invito. Intanto Venezia lavora: falegnami, barcaioli, elettricisti, cuochi, fiorai—gente vera, con mani callose e contratti firmati, non slogan tra un brunch e l’altro.
Vogliamo davvero parlare di impatto ambientale con chi si commuove per tre gondole ma prenota voli low cost ogni mese?
La verità? A molti dà fastidio che certi capitali non passino più dal loro salotto. E quanto alle ramanzine provenienti dalle solite tribune “progressiste”… rispondere è come dare le perle ai porci.
Con stima selettiva, uno che a Venezia ci vive — non ci posa lo zaino per indignarsi in selfie
Gli indiani hanno affittato un’isola e ci sono rimasti, senza nemmeno far capire la loro presenza ! Questa è la differenza, se non la capite è un problema vostro…
Mi dispiace contraddirla ma gli indiani hanno fatto festa alla Misericordia fino all’alba , abitavo lì, il concerto di Shakira lo hanno fatto al palazzetto dello sport e la festa finale coi fuochi all’arsenale come Bezos….. e sempre col dirigibile che girava….
gente piu fine senz’altro l’indiano non come questi che devono osteggiare il lusso come si dice a venezia peoci refai