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giovedì 05 Agosto 2021

Inceneritore Fusina, Baldin (M5S): “Propaganda nordcoreana da Veritas”

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«Su una questione come l’ampliamento dell’inceneritore di Fusina, così importante per la tutela dell’ambiente veneziano e della salute dei cittadini, quello di Veritas è un gioco che non ci piace e che non accettiamo. L’informazione corretta e completa è una condizione indispensabile per permettere alla popolazione di valutare e decidere da che parte stare. La stessa popolazione che, Veritas non lo dimentichi, paga le bollette comunque, anche se è contraria al suo progetto, come lo sono io».

Così Erika Baldin, consigliera regionale veneta del Movimento 5 Stelle, accompagna la reazione dei comitati alle mail che Veritas ha spedito ai cittadini, che avevano protestato per gli sms con cui propagandava l’inceneritore.

«Nella mail di Veritas, che snocciola nozioni positive sulla bontà dell’ampliamento con una cocciutaggine da propaganda nordcoreana, il bicchiere è talmente mezzo pieno che strabocca – ribadisce la consigliera M5S – ma nella realtà sappiamo che non è così. I dati sono controversi, e alcune questioni che ho portato nei miei atti ufficiali in Regione e nella petizione che ho depositato nei giorni scorsi all’Unione Europea lo dimostrano. Le domande su autorizzazione Via nazionale, sovradimensionamento dell’impianto e fanghi contaminati da PFOA e PFAS – tanto per citarne alcune – sono ancora senza risposta».

«Ma la questione fondamentale – afferma Baldin – è che sull’inceneritore c’è stato un evidente difetto di confronto e di discussione con gli enti locali, i comitati e i cittadini. Migliaia di veneziani sono fermamente contrari alla proposta, ma l’iter del progetto sta galoppando sopra le loro teste, e dobbiamo impedirlo. Per questo, nella sua posizione di privilegio, Veritas non si deve permettere di far passare letture di parte come dati oggettivi e incontrovertibili, senza prima sottoporli a confronti con popolazione ed esperti del settore, che possano contestarli e smontare le loro cifre scintillanti».

«La pandemia di Coronavirus, poi, ha enormemente complicato lo scenario, azzerando di fatto le possibilità di reale dibattito sul tema. Auspico – conclude la politica veneziana – che Veritas interrompa l’uso della sua posizione dominante con sms e mail “made in Pyongyang” e si metta a disposizione per una serie di confronti in campo neutro, dove i dati verranno visti da più angolazioni. Non solo da quella dell’inceneritore».

Erika Baldin,
Consigliera regionale Movimento 5 Stelle Veneto

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