Immigrazione e droga, Casali: nove casi di decesso per droga killer

ultima modifica: 21/09/2017 ore 16:36

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siringhe abbandonate

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“Nel Veneto, da inizio anno nove casi di decessi per “droga killer” ovvero overdose di eroina. Gli spacciatori che controllano il mercato (a detta delle forze dell’ordine nigeriani e tunisini) sono in attesa di ricevere lo status di rifugiato politico?”. E’ l’interrogativo che si pone il Consigliere regionale Stefano Casali, Presidente del gruppo consiliare “Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà”.

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“Come riporta la stampa – sottolinea il Consigliere – l’allarme è stato lanciato ancora a inizio settembre dall’USL 3, che nell’arco di tre mesi solo nella provincia di Venezia ha registrato sette vittime. Altri due decessi negli ultimi dieci giorni. Gli organi competenti stanno indagando, ma dai primi risultati di laboratorio la causa sembra essere una percentuale molto alta di eroina pura, pari al 30/40%. La Questura ha denunciato un mercato gestito da nigeriani e tunisini; nei giorni scorsi si sono registrate liti feroci tra i gruppi che hanno il controllo dello spaccio a Mestre. Aumenti di consumo si sono registrati anche a Vicenza, dove le farmacie hanno segnalato da inizio anno un aumento di vendita di siringhe.

A Padova, un genitore ha denunciato i tanti spacciatori, molti dei quali tunisini presenti tra la zona Fiera e il quartiere Stanga. Più volte hanno circondato il figlio minorenne che stava rincasando per proporgli “una dose”. Ora il padre è costretto a scortare il ragazzino”.


“Oltre alla preoccupazione che desta un aumento così forte di mortalità che ha colpito i nostri concittadini veneti – puntualizza Casali – il fatto da sottolineare e che non deve passare inosservato è un altro. I dati forniti dalle forze dell’ordine parlano chiaro: a controllare il “giro d’affari” sono nigeriani e tunisini.

Queste persone, risiedono in Italia con regolare permesso di soggiorno o sono in attesa di un riconoscimento dello status di rifugiato politico? Nella seconda ipotesi, il Governo e il Ministro degli Interni Minniti, dovrebbero sapere che non sussistono condizioni per giustificare un rilascio, perché Tunisia e Marocco non sono colpiti da guerre”.

“Ancora una volta – conclude Casali – la politica dell’attuale Governo e del Ministro degli Interni non funziona. I controlli sono superficiali e inappropriati, perché a gestire la criminalità organizzata ancora una volta sono extracomunitari. Auspichiamo, prima che sia troppo tardi, che vengano prese le adeguate misure di sicurezza”.

Consigliere regionale Stefano Casali,
Presidente del gruppo consiliare
“Centro Destra Veneto – Autonomia e Libertà”

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