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giovedì 15 Aprile 2021
HomeConcorso Letterario La Voce di VeneziaIL PREDATORE DEI SOGNI E LA RIVINCITA DELLE LENZUOLA di Angelica Palmieri

IL PREDATORE DEI SOGNI E LA RIVINCITA DELLE LENZUOLA di Angelica Palmieri

Da diverso tempo le lenzuola si trovavano al mattino madide di sudore, appiccicose di escrezioni, nasali provocati da starnuti e da poderosi colpi di tosse e non ne potevano più. Molte volte venivano tolte dai letti, buttate in un sacco e spedite al macero perché infettate da uno strano virus ” Ladrodisogni”.
Un tempo ,invece, avvolgevano gli esseri umani con un abbraccio profumato di pulito e con la loro carezza li addormentavano facendoli sognare. Erano sogni meravigliosi di scampagnate all’aperto, di giochi divertenti, di momenti felici di progetti e desideri da realizzare. Ora non era più così!
Il Ladrodisogni aveva attaccato gli esseri umani con un virus molto infettivo che li colpiva indebolendoli nel corpo e poi rubava loro i bei sogni di cui lui ne era ghiotto. Come lui arrivava, ci si metteva a letto per la febbre; le lenzuola si trovavano al mattino madide di sudore, appiccicose di sudate, mentre il Ladrodisogni divorava la resistenza al male e con essa i sogni.
Tutto era accaduto all’insaputa di emeriti scienziati; la ricerca per stroncare questo virus

era risultata vana, quindi sulla terra per la voracità di sogni del virus non si sognava più e, , anzi si piangeva.
Per tutti questi guai ne soffrivano anche le lenzuola, ormai ridotte a vittime di ” usa e getta “, infettate dal Ladrodisogni, perciò ` decisero di riunirsi per far fuori il malefico e ingordo virus.
Le candide lenzuola di bisso, di lino, di cotone, ben stirate, ben piegate, uscirono dai cassetti, si distesero nel cielo, formarono un immenso aeroplano e volarono alla ricerca di Ariosa, la salubre fata dell’aria.
Ariosa era una bimba con i ricci del vento, con gli occhi celesti dei cieli sereni, col vestitino dei venti cortesi e le scarpette di nuvole chiare.
Essa era amica delle lenzuola: le dondolava in un’altalena nel sole e le asciugava.
La fata dell’aria se ne stava sul picco di un monte altissimo e da lì governava i suoi venti, quando vide lo strano aeroplano avvicinarsi : si sposto ` un ricciolo pendente sulla fronte per osservare l’arrivo dello sconosciuto imprudente che osava tanto!
Per fortuna riconobbe le voci concitate delle lenzuola che gridavano ” Siamo noi! Le amiche lenzuola. Abbiamo fatto un lungo viaggio pieno di peripezie per giungere a te! ”
” Se tanto abbiamo osato, e ` perché stiamo morendo appestate da un virus che ci infetta, che contagia l’umanità e divora i sogni – aggiunsero con tono drammatico.
Ariosa, allarmata dalla triste notizia, si offri di aiutarle, anche perché

considerava i sogni molto, molto importanti. Si informò sulle modalità di ingresso del virus nel corpo dell’uomo e della sua vita di ingordo di sogni. Capi che la situazione era grave e decise di attuare subito una strategia atta a distruggere il virus.
Ordinò alle lenzuola di planare sotto di lei e di giacere ben distese.
Si gonfio ` le gote e il petto, agito ` a ruota il vestitino dei venti e sparse sulle lenzuola una polvere d’aria sanificatrice che si spalmo ` come una pomata sulle lenzuola, impregnandole tutte.
Terminata la magia, Ariosa ordinò loro di ritornare svelte nei cassetti. Le lenzuola si sentivano imbevute di qualcosa di speciale e si misero ben piegate nei cassettoni ad aspettare fiduciose.
Ogni mattina e ogni sera

venivano estratte per adempimenti relativi al cambio manuale, avvolgevano il corpo del malato, lo curavano con la pomata magica dell’atmosfera di Ariosa, poi aspettavano il Ladrodisogni.
Quando giungeva gli spiaccicavano sul naso un po’di pomatina e il virus anziché mangiare i sogni incominciava a tossire e a starnutire all’infinito. Cosi fini per ammalarsi di polmonite e, sfinito dal digiuno, morì.
Le lenzuola avevano vinto sul virus e gli uomini ritornarono a far sogni felicissimi.

 

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