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È stato firmato il contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) del comparto sanità per il triennio 2022-2024. Dopo mesi di trattative, l’intesa è arrivata presso l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran). Hanno sottoscritto l’accordo Fials, Cisl, Nursind e Nursing Up, mentre Cgil e Uil hanno confermato la loro decisione di non firmare, come già avvenuto in occasione della preintesa dello scorso giugno.
Il contratto riguarda circa 581 mila lavoratori tra infermieri, ostetriche, tecnici, amministrativi e altre figure del personale sanitario. L’accordo prevede un incremento medio lordo di 172 euro al mese per 13 mensilità. Poiché parte degli aumenti sono già entrati in vigore da gennaio 2024 e altri saranno applicati nel corso del 2025, a novembre i lavoratori dovrebbero ricevere in busta paga anche gli arretrati maturati.
Secondo l’Aran, il contratto rappresenta un passo in continuità con il precedente e costituisce una base solida per avviare la prossima tornata contrattuale relativa al triennio 2025-2027. L’agenzia ha sottolineato la complessità della trattativa, che ha coinvolto numerosi aspetti normativi, economici e organizzativi, e ha ribadito l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro del personale sanitario pubblico.
Tra le principali novità, il nuovo Ccnl amplia i criteri di accesso all’area di elevata qualificazione. Oltre ai lavoratori con laurea magistrale e almeno tre anni di incarico di funzione, potranno accedere anche coloro che possiedono una laurea triennale e sette anni di incarico, oppure titoli equipollenti con analoga esperienza. L’intento è quello di valorizzare il percorso professionale di chi ha maturato competenze attraverso l’esperienza diretta, non solo attraverso il titolo di studio.
Sul piano organizzativo, il contratto introduce in via sperimentale la possibilità di articolare l’orario di lavoro settimanale di 36 ore su quattro giorni, purché venga garantita la qualità dei servizi e ci sia l’adesione volontaria dei lavoratori. È inoltre previsto il riconoscimento del buono pasto per chi opera in modalità di lavoro agile e la priorità di accesso a tale modalità per chi si trova in condizioni di disabilità o assiste familiari disabili. Un’altra novità riguarda la possibilità di cumulare straordinari e incarichi fino a un limite di 5.000 euro.
Nel nuovo ordinamento professionale compare anche la figura dell’assistente infermiere. Sono state ampliate le tutele relative a permessi, assenze e congedi, con un’attenzione particolare alla formazione continua. L’Aran ha evidenziato l’impegno dedicato al tema dell’invecchiamento del personale, considerando che l’età media dei lavoratori del comparto è in costante aumento. Per questo sono stati introdotti strumenti di age management, come la possibilità di usufruire delle ferie anche a ore e la concessione di periodi di part time temporanei in deroga alle graduatorie ordinarie, per far fronte a necessità personali o familiari.
Un altro punto centrale del nuovo Ccnl riguarda la tutela del personale vittima di aggressioni. In questi casi, le aziende sanitarie dovranno garantire il patrocinio legale e, su richiesta del dipendente, un supporto psicologico. Sono state inoltre aggiornate le indennità di specificità infermieristica, quella di tutela del malato e l’indennità di pronto soccorso, adeguandole al mutato contesto professionale.
Con la firma definitiva, per il Nursind si apre ufficialmente la nuova fase negoziale relativa al triennio 2025-2027. Il sindacato considera questo passaggio importante perché consente di avviare subito la nuova trattativa con l’obiettivo di concluderla entro il 2026. L’intento è quello di garantire un adeguamento tempestivo degli stipendi, così da contenere la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione. Secondo la sigla sindacale, il prossimo contratto sarà più snello, poiché gran parte del lavoro di revisione normativa è già stato completato con questa tornata.
Il Nursind ha evidenziato anche alcuni elementi ritenuti positivi dell’attuale accordo, come la tariffa unica nazionale di 50 euro l’ora per le prestazioni aggiuntive, le nuove norme sulle ferie solidali, che consentono di cedere parte delle proprie ferie per assistere familiari di primo grado, e la disciplina sperimentale delle ferie fruibili a ore. Tra le misure considerate rilevanti figura anche il patrocinio legale per chi subisce aggressioni e l’equiparazione dell’indennità di specificità delle ostetriche a quella degli infermieri.
L’attenzione si concentra ora sulla libera professione e sull’attesa proroga che dovrebbe consentire di continuare a svolgere attività extraistituzionali anche nel prossimo anno. La questione, ancora aperta, sarà affrontata in sede di confronto con il governo e l’Aran.
Dal canto suo, il Nursing Up ha giudicato la firma del contratto una decisione coerente con quanto già annunciato nei mesi scorsi, evidenziando che il rinnovo rappresenta una tappa intermedia e non un punto di arrivo. Il sindacato ha posto l’accento sui risultati ottenuti in materia di progressione di carriera, in particolare per quanto riguarda l’accesso all’area di elevata qualificazione previsto dalla legge 43 del 2006.
Secondo l’organizzazione, il vero confronto si sposterà ora sul prossimo Ccnl, che dovrà affrontare temi più strutturali come la valorizzazione dei laureati magistrali e il possibile inserimento di alcune figure nell’area della dirigenza. Allo stesso tempo, il Nursing Up ha espresso delusione per la legge di Bilancio, ritenendo insufficienti sia gli aumenti previsti sia il piano di assunzioni annunciato, giudicato inadeguato rispetto alla carenza di personale sanitario.
L’associazione ha segnalato come, nonostante il rinnovo contrattuale, gli stipendi restino ancora distanti dagli standard europei e ha annunciato l’intenzione di mantenere alta la pressione negoziale per ottenere ulteriori miglioramenti economici e normativi nella prossima fase. L’obiettivo dichiarato è quello di assicurare retribuzioni più dignitose e una maggiore valorizzazione delle competenze dei professionisti sanitari.
Con la firma del contratto 2022-2024, il comparto sanità compie dunque un passo importante verso la stabilità e il riconoscimento economico del personale, dopo un periodo di trattative complesse e di forti tensioni sindacali. Tuttavia, la prospettiva di molti sindacati è già rivolta al futuro, verso il rinnovo del prossimo triennio, considerato decisivo per consolidare i progressi ottenuti e colmare le distanze ancora esistenti tra le diverse categorie del settore sanitario.
Il mese di novembre segnerà la prima concreta ricaduta economica dell’accordo con l’erogazione degli arretrati, mentre dal 2025 entreranno pienamente in vigore tutte le misure previste. Il nuovo Ccnl si propone così di rafforzare la qualità del lavoro e dei servizi sanitari pubblici, cercando di rispondere alle esigenze di un sistema sempre più complesso e alle aspettative di migliaia di professionisti che ne costituiscono la spina dorsale.
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