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Il Dalai Lama, Premio Nobel per la Pace, compirà 90 anni il 6 luglio. Con l’iniziativa dell’artista Nicola Cisternino, con la collaborazione di Roberta Faggian e mia (vedi locandina allegata), desideriamo fargli arrivare anche da Venezia, che gli ha attribuito nel 2009 la Cittadinanza onoraria (Sindaco Massimo Cacciari), i più sentiti auguri e ringraziamenti, per la sua instancabile opera nonviolenta a favore della Pace e della Giustizia.
Ricordiamo che dal 1959 è costretto a vivere in esilio a Dharamsala in India, dove ha sede una grande comunità e il governo tibetano democraticamente eletto, a causa dell’occupazione militare illegale e sanguinosa da parte della Cina nel 1950. Occupazione che continua tuttora (nonostante le varie risoluzioni, anche recenti, dei diversi organismi), che comporta devastazione ambientale, pesante repressione e un genocidio culturale (tanto per fare un esempio: più di un milione di bambini sono stati portati via a forza dalle loro case e obbligati a studiare esclusivamente in cinese in scuole-convitto).
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Da ricordare anche che circa trent’anni fa la Cina rapì un bimbo di 6 anni assieme alla sua famiglia, poco dopo esser stato riconosciuto quale Panchen Lama, la seconda più alta guida spirituale del Buddhismo tibetano. Di loro non si sa più nulla (da Amnesty venne definito il più piccolo prigioniero politico) e al suo posto il governo cinese nominò un “fantoccio”.
Analogamente vorrebbe essere il governo cinese a nominare il prossimo Dalai Lama: una pesantissima e contraddittoria ingerenza. Da qui le dichiarazioni del Dalai Lama di questi giorni: alla sua morte, il processo di riconoscimento del suo successore sarà di esclusiva competenza tibetana.
Grazie dell’attenzione e della auspicabile pubblicazione.
Cordiali saluti.
Cristina Romieri
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Dal 2021 ho iniziato a esplorare, a piccoli passi, il mondo del Buddhismo . Ho scoperto che ogni pratica, ogni parola pronunciata dal Dalai Lama, mi accompagna nel cammino di crescita interiore. È come se, pagina dopo pagina dei suoi scritti e discorsi, si aprisse davanti a me una via nuova di consapevolezza.
Questa celebrazione a Venezia, città custode di bellezza e spiritualità, è un’occasione preziosa per ringraziare un uomo che ha saputo unire culture diverse con la sola forza della compassione. Spero che la nostra voce collettiva riesca a trasmettergli tutta la gratitudine per il suo esempio.
Cordiali saluti