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I cani secondo me non sono un problema, lo sono i loro padroni perché anche chi fa il virtuoso, lascia tracce di escremento del suo cucciolo per terra. Solo una volta ho visto una donna anziana, spruzzare detergente.
Il punto è che siccome siamo veneziani, ci crediamo sempre nella ragione e non sappiamo accettare che qualcuno ci dica che siamo menefreghisti altrimenti puliremo a dovere dove abbiamo sporcato, ma purtroppo facciamo ciò che ci pare e piace perché crediamo che sia un nostro diritto a portare in giro il nostro cucciolo.
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Infatti le tracce di escrementi restano sulla strada, anche minime ma restano. Le tracce sono visibili dappertutto. Ognuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità. Altro che lanciare la croce addosso al turista.
Signori le grandi navi non ci sono più, smettiamola di lamentarci per i turisti che i ne porta schei alloggiando in albergo e usufruendo dei servizi offerti dalla città. Oppure inventiamo un pannolino per i cani o solo una zona per fare passeggiare i cani.
Mi metto sempre nei panni di una persona non vedente che cammina per Venezia e che dovrebbe sentirsi persona libera di camminare senza incorrere in un escremento. Per esempio il gatto è più facile perché fa i bisogni sulla lettiera.
Questa mia risposta non è una accusa ma un invito a riflettere. Oppure si mette una legge che quando il cane defeca bisogna spruzzare obbligatoriamente del detergente, allora anche le strade sembreranno più pulite e probabilmente sentiremo meno tanfo.
Pace dal Bosega
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perfettamente d’accordo. E che dire dei cani, anche di grossa taglia, lasciati liberi di correre, col padrone magari dietro l’angolo che non lo controlla? Non è obbligatorio il guinzaglio? Ma se lo fai notare si offendono. Poi ogni tanto qualcuno si perde, o viene rapito, allora tutti a piangere, ma se fosse stato al guinzaglio non si sarebbe perso.
Concordando sul contenuto della lettera e sul fatto che il problema non sono gli animali, ma i padroni, posso dire che esempi da fare ne avrei molti, ma ne riporto due:
1- che dire dei parchi pubblici, dove se ti azzardi a camminare nell’erba poi dovrai gettare le scarpe….
2- che dire di padroni che lasciano a casa da solo il cane perché se ne vanno 10-15 giorni in vacanza? Anzi passa solo una persona una volta al giorno a controllare se ha cibo e acqua…
Mah
Ben detto!
Sinceramente mi aspetterei che almeno raccogliessero gli escrementi, non poche volte ho persino notato sacchettini pieni di feci di cane appesi in alto su scuri o balconi, lì i proprietari cosa si aspettano? Che qualche gabbiano faccia l’operatore ecologico?…per non parlare di zone fuori dalle scuole o asili completamente imbrattate, dove i bambini piccoli, spesso imcapaci di camminare bene incappano su qualche escremento! VERGOGNAAAA, Io inviterei il comune a fare l’analisi delle feci dei cani,come a Bolzano e recapitare delle super multe ai padroni incivili. Almeno sarebbero soldi ben investiti!
Ben detto Maria! ottimo suggerimento. L’analisi delle fece potrebbe essere una idea mooolto interessante.
La pace da El bosega
sono un produttore di detergenti ed igienizzanti da oltre 90 anni…la varechina…ho da anni proposto un prodotto apposito per la rimozione dei residui delle deiezioni PET a vari comuni e assessori :
tanti complimenti e promesse di fattibilità di leggi apposite…; nessun risultato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
è sempre l’uomo che è la vera bestia……segnalo che coloro che lavorano quotidianamente sulle barche, taxisti, trasportatori, ecc., gettano tranquillamente tutto in acqua: cicche, cartacce, pezzi di nylon, lattine vuote, come se niente fosse!!
non c’è peggior sordo di chi non vuole leggere, e forse è proprio questo il punto: non si tratta di intolleranza verso i cani, ma verso certe situazioni che diventano insostenibili. Nessuno ce l’ha con gli animali, ma con chi li lascia soli per ore, magari su un terrazzo, a guaire e abbaiare senza tregua. Chi vive accanto dovrebbe subire in silenzio, altrimenti passa per “intollerante”? No, grazie.
Le deiezioni non raccolte, gli abbai continui, la mancanza di rispetto per gli spazi comuni non sono colpa dei cani, ma dei padroni. E non è questione di “profumatamente paganti”: è questione di civiltà. Se tutti fossero più attenti, nessuno avrebbe nulla da ridire. Ma quando il vivere quotidiano diventa un percorso a ostacoli tra bisogni non raccolti e rumori molesti, è legittimo alzare la voce.