Hellas Verona, ora per la salvezza serve un miracolo

ultima modifica: 02/02/2018 ore 06:53

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Hellas Verona, ora per la salvezza serve un miracolo

Ho voluto attendere la chiusura ufficiale del calciomercato invernale, anche per giudicare la vittoria dell’Hellas Verona a Firenze.

Perché? Semplicemente per capire se quel roboante 4 a 1 fuori casa avesse senso di esistere o si sarebbe rivelato una mera illusione passeggera. Come contro il Milan e il Sassuolo.

Viste le cessioni e gli acquisti, possiamo tranquillamente dire di trovarci di fonte alla peggior campagna di “rafforzamento” degli ultimi dieci anni. Basata solamente sull’incassare e il risparmiare, se prima mister Pecchia doveva compiere un miracolo per la salvezza, ora gli conviene portare tutta la squadra a Lourdes.

Analizzando nello specifico, hanno lasciato: Zuculini, Bessa, Pazzini e non certamente per questioni economiche. Dalla cessione dei tre le casse gialloblù hanno ricevuto introiti per poco più di tre milioni di euro, frutto della cessione dell’argentino al River Plate e del prestito con diritto di riscatto di Bessa al Genoa. Su Pazzini, il prestito al Levante è servito solamente a sgravarsi del suo ingaggio.

Insomma, più che addii dettati da fattori economici, mi sono sembrati più causati dai vari mal di pancia degli stessi giocatori; Bessa e Pazzini in primis.

Il primo non si trovava più negli schemi dell’allenatore (anche se forse dovrebbe ricordarsi che è proprio grazie a Pecchia è definitivamente esploso lo scorso anno), mentre il secondo non faceva più parte del progetto tecnico da agosto. La verità è che il contratto quinquennale all’attaccante toscano, fu un madornale errore del direttore sportivo precedente.

I tifosi protestano, ma le ragioni delle lamentele dovrebbero essere gli arrivi, non le partenze.

A ben vedere, i tre giocatori citati non hanno certamente impressionato durante il girone di andata, anzi, si può tranquillamente dire che il loro apporto sia stato minimo. Bessa ha giocato spesso fuori ruolo ma si è dimostrato acerbo per la serie A, non ha mai fatto la differenza se non un quarto d’ora contro il Milan.

Zuculini invece verrà ricordato più per i cartellini rossi che per l’effettivo apporto nella metà campo e Pazzini, oltre i rigori non ha fatto nulla. Giocato poco certo ma anche in quel poco ha visto poco palla.

Come detto il vero problema sono i giocatori i giocatori sbarcati a Verona.

Il difensore Vukovic ha esordito molto bene a Firenze ma deve dimostrare continuità, il ritorno di Boldor per rimpiazzare Caceres sembra una presa in giro. L’ex Bologna era panchinaro in serie B e in Canada. Sono stati ceduti due centrocampisti e non ne è arrivato nessuno, ora il figliol prodigo Calvano rischia di ritrovarsi titolare in A dopo tanto girovagare in serie C.

L’ex Ternana Petkovic è diventato titolare o unica alternativa al diciassettenne Kean, quindi praticamente non esistono alternative al centro dell’attacco. In fine, si continua a non avere alternative sulla fascia sinistra e per fortuna l’affare Romulo – Lazio non si è concretizzato.

Alla luce di questi fatti la permanenza nella massima serie dell’Hellas Verona è una utopia. Soprattutto è lampante la totale mancanza di un progetto a lungo termine con tutti questi prestiti.

Il tanto vituperato Fabio Pecchia è il minor colpevole di questo destino, i problemi nelle società calcistiche e non, è sempre ai vertici.

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Mattia Cagalli
Fin dalla prima ora tra i fondatori di questo Giornale, è giornalista, scrittore e regista cinematografico. Laureato in Scienze della Comunicazione, si occupa anche di calcio e del Verona, sue grandi passioni.

Una persona ha commentato

  1. Dire che Pazzini abbia fatto poco non rende merito al giocatore.
    Non basta dire che ha giocato poco. Anche demotivato.
    Nessuna menzione relativa a quanto egli abbia fatto per il Verona…. il Levante ringrazia.
    L´Hellas, solo “accarezzato” in merito alle responsabilita´, anche…

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