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mercoledì 23 Giugno 2021

I giocattoli vi spiano… Smart toys potrebbero trasmettere dati attraverso la rete

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I giocattoli vi spiano... Gli smart toys potrebbero trasmettere dati ai produttori

Avete presente i giocattoli moderni, quelli 2.0, elettronici che magari si collegano ad internet? Forse vi stanno spiando. Voi e la vostra famiglia. E pensare che ve li siete portati in casa pagandoli pure.

Così come frigoriferi, lavatrici, caldaie, televisori ed altri dispositivi connessi al wi-fi per agevolarci la vita, anche i giocattoli potrebbero trasmettere (e ricevere) dati.

L’Unione consumatori americana, assieme all’Electronic Privacy Information Center, il centro per la democrazia digitale e l’associazione per un’infanzia libera dal commercio, hanno infatti presentato una denuncia contro Genesis Toys alla Federal Trade Commission.

Secondo il denunciante Genesis giocattoli e My Friend Cayla, bambola iperconnessa che legge storie, risponde alle domande, riconosce le voci, è interattiva, sfrutterebbe la tecnologia per passare informazioni sui bambini e le famiglie al produttore.

Le semplici domande rivolte ai bambini, dal nome proprio alla città natale e la scuola che frequentano, possano trasformarsi in informazioni da girare a Nuance Communications, incaricata di elaborare l’app associata.
Come delle spie camuffate, però, da innocue bambole o robot.

Anche l’Organizzazione dei consumatori europea ha presentato lettere sui tavoli della Commissione Ue, delle autorità per la protezione dei dati e dell’International Consumer Protection and Enforcement Network (ICPEN).

I cosiddetti smart toy, stanno mettendo in subbuglio i genitori che vogliono regalarli ai propri figli per Natale, Cayla la bambola assieme al robot intelligente i-Que per i maschi: convinti che i due giocattoli possano spiare i bambini, le loro famiglie e violare pesantemente la privacy.

Bluetooth, wi-fi: l’iperconnessione, stavolta, non è un valore aggiunto. Lo scopo è migliorare il software, garantisce il produttore. Ma la gente è preoccupata che gli utilizzi della voce registrata dei piccoli possano ben presto ampliarsi. «I bambini potrebbero diventare target di altre organizzazioni», segnala il documento giunto sui tavoli della Commissione.

Una storia che si ripete, commenta Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, come lo scorso anno quando una simile protesta aveva riguardato Hello Barbie per la presenza di un microfono. Si era paventata da parte delle associazioni dei consumatori la possibilità di registrare audio e per il wifi con cui Mattel avrebbe potuto appropriarsi scorrettamente di materiale riservato.

Per non parlare del caso VTech, azienda produttrice di giocattoli che alla fine dello scorso anno ha ammesso di essere stata hackerata: 4.8 i milioni di dati sensibili rubati a bimbi e genitori.

Comunque, per maggiore tranquillità, genitori sappiate che My Friend Cayla e I-Que Intelligent Robot, prodotti dalla Genesis Toys attualmente non si trovano ancora sul mercato italiano, ma volendo si possono acquistare online.

Data prima pubblicazione della notizia:

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