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Gara in pronto soccorso su chi buca di più i pazienti, dimissioni del medico

Si è dimesso il dottore che dal Pronto Soccorso dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza, aveva mostrato i muscoli, inserendo grossi aghi e cannule sulle vene dei malcapitati pazienti, per poi fotografarli e metterli a confronto su Whatsapp con prestazioni simili effettuati da altri operatori sanitari, in una gara di crudeltà assai spregevole.

Si è licenziato, consegnando la lettera di dimissioni all’Usl 6, prima del termine del periodo di prova, un semestre che avrebbe dovuto sancire, se superato, la sua assunzione definitiva all’ospedale San Bortolo. Non ha scritto nulla nel merito della scelta.

L’Usl vicentina aveva archiviato la ricerca di responsabilità nei confronti del medico e degli operatori coinvolti, ammonendo semplicemente per l’uso improprio dei cellulari nell’ambiente di lavoro.

Ai posteri l’ardua sentenza, una volta appreso che il sindacato degli infermieri Nursind, ha da sempre sminuito i fatti accaduti e che vorrebbe invece accertare se vi siano stati comportamenti o un clima, che abbiano costretto il medico alle dimissioni.

Si rimandano questi interrogativi ai giorni a venire, fra denunce ed esposti fra sindacati, lavoratori e vertici, sulla veridicità delle dichiarazioni del Primario del Pronto Soccorso dott. Vincenzo Maria Riboni, sulla posizione dell’Ordine dei Medici che dovrà valutare le ragioni che hanno suggerito al medico romano di lasciare Vicenza.

Sembra chiudersi così una vicenda dai contorni veramente inquietanti che ha fatto subito uscire di scena le vittime sacrificali di esperimenti inconcepibili, verso le quali è calato un irresponsabile silenzio.

Andreina Corso | 12/06/2016 | (Photo d’archive) | [cod proso]

 
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