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È possibile fare dei furti con dei Pos nascosti nelle borse e negli zaini, capaci di sottrarre denaro dalle carte di credito semplicemente avvicinandosi alle persone? Non è così facile. Anzi. Negli ultimi mesi stanno circolando con insistenza notizie e post sui social su fatti del genere, tanto da aumentare la paura e la sfiducia nei pagamenti elettronici. Così Adiconsum Venezia, attraverso la sua presidente Jacqueline Temporin Gruer, ha deciso di spiegare, distinguendo tra i rischi reali e le vere e proprie leggende metropolitane.
«Le carte di pagamento contactless – spiega Temporin Gruer – sono dotate di sistemi di sicurezza che rendono estremamente improbabile un furto “in tasca”. Perché una transazione avvenga, è necessario che il Pos sia molto vicino alla carta, che questa sia abilitata al Contactless e l’operazione rientri nei limiti dell’importo previsti senza Pin. Se la carta è oltre i 5 centimetri di distanza dal Pos o se ci sono oggetti tra carta e Pos (basta anche una moneta o del vestiario), la comunicazione tra i due strumenti non avviene. Inoltre, ogni pagamento lascia una traccia ed è contestabile dal consumatore».
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Così, come fa sapere Adiconsum Venezia, parlare di “furti invisibili” di massa, realizzati semplicemente camminando accanto a qualcuno con un Pos acceso, non corrisponde alla realtà dei fatti. «Si tratta piuttosto di episodi isolati – spiega Jacqueline Temporin Gruer – e spesso enfatizzati, che non giustificano allarmismi generalizzati né la demonizzazione dei pagamenti elettronici».
Ciò non significa abbassare la guardia e che tutto fili liscio: come per qualsiasi sistema di pagamento, è bene adottare comportamenti consapevoli. «I consigli sono di controllare periodicamente i movimenti – continua Temporin Gruer – attivare le notifiche di spesa, proteggere le carte e sapere che in caso di operazioni non autorizzate, il consumatore ha diritto al rimborso sono azioni semplici ma fondamentali. Il vero rischio oggi non è il Pos “nascosto nella borsetta”, ma la disinformazione, che genera paura e rende i cittadini più vulnerabili. Diventa infine sempre più importante conoscere gli strumenti che utilizziamo».
Da anni la First Cisl Venezia (sindacato dei bancari) è impegnata a fare formazione ed informazione nelle scuole e nelle associazioni. «Abbiamo intrapreso il progetto di Educazione Finanziaria-Edufin – spiega il Segretario generale della First Cisl Venezia Matteo Cavallin – con lo scopo di rendere comprensibile la finanza a tutti. Crediamo che sia molto importante oggi essere consapevoli degli strumenti che si usano per non incappare in truffe o raggiri».
In caso di problemi, ci sono gli esperti di Adiconsum Venezia a disposizione; basta fissare un appuntamento telefonando allo 041-2905811 oppure inviando una mail a veneto@adiconsum.it.
Jacqueline Temporin Gruer
Presidente Adiconsum Veneto e Venezia
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Curiosa frase:
“Così, come fa sapere Adiconsum Venezia, parlare di “furti invisibili” di massa, realizzati semplicemente camminando accanto a qualcuno con un Pos acceso, non corrisponde alla realtà dei fatti. «Si tratta piuttosto di episodi isolati ”
Mi ricorda una vecchia serie di vignette delle Strumstruppen di Bonvi, una epidemia di colera decima il battaglionen ma l’uffizialen non vuole sentire il termine “epidemien”, nella vignetta finale l’uffizialen chiede al sergente “come va oggi”, il sergente risponde “Benen, solo 14.456 casi isolaten oggi”.
Ecco, sono solo casi isolati, ma è capitato pure a me.
Compratevi bustine isolanti, 8 euro 20 e infilateci tutto, compresa carta identità elettronica e abbonamento actv e andate tranquilli, scomodi, ma tranquilli.
Poi perchè l’adi….qualcosa sia negazionista….sarebbe da capire il perchè, ma secondo me è più una posizione personale che altro.