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Mosca non ha confermato alcun accordo sulla cosiddetta “tregua energetica” annunciata dal presidente americano Donald Trump. La dichiarazione arriva mentre, secondo la Casa Bianca, l’ipotesi prospettata riguarda una sospensione reciproca degli attacchi alle raffinerie, con la possibilità di estendere la tregua a centrali elettriche e reti energetiche.
Un funzionario della Casa Bianca ha detto ad Axios che, per il momento, la Russia non ha accettato alcuna forma di cessate il fuoco. Sempre ad Axios è stato spiegato che la proposta di tregua energetica fa riferimento inizialmente a un’intesa sulle raffinerie e potrebbe poi includere altre infrastrutture energetiche.
Dal Cremlino è arrivata una dura reazione: il portavoce Dmitry Peskov ha accusato il presidente ucraino di trovarsi in uno stato tale da non poter prendere decisioni ponderate e ha sostenuto che, se Zelensky fosse razionale, sarebbe disponibile a colloqui di pace. I media russi, intanto, hanno dato risalto anche alla notizia dello stop alle sanzioni sul gasolio.
Nonostante gli annunci, le operazioni sul terreno non si sono fermate. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato che, dopo l’annuncio della tregua, Mosca ha colpito con un drone Shahed una centrale elettrica a Kiev e che sono seguiti attacchi contro altre infrastrutture energetiche nella regione di Kharkiv.
La corrispondenza è di Caterina Doglio da Mosca, 12/10/2026.
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