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lunedì 18 Ottobre 2021

FOCUS di Louise Antonello [concorso letterario]

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Ho l’impressione che questa volta sarà più dura della precedente. Andiamo verso i mesi invernali e la primavera è ancora molto lontana.
Ho riconsiderato l’opzione di andare in letargo come le marmotte. Penso sia la soluzione migliore, visto le ultime disposizioni che ci obbligano a rimanere ognuno nella propria tana. Sono gli animali tra i più organizzati per affrontare gli inverni rigidi, vivendo ad alte quote.
Ci penso spesso verso fine autunno, ma questa volta il mio intento è dei più seri. Mia madre ha cominciato già qualche settimana fa, in previsione di un ulteriore confinamento, tornando dal supermercato con borse della spesa stracariche. Fa scorte di cibo. E le pulizie molto spesso. Ancora non imbottisce ogni angolo della casa con erba secca e fogliame, come farebbero gli animali, ma cerca di mantenerla sempre accogliente e calda.

Ci spostiamo tutti di meno, il dispendio di energie diminuisce e le riserve di grassi cominciano ad accumularsi su gambe e fianchi. In genere, durante un sonno così lungo, la temperatura corporea si riduce, ma non correrò comunque il rischio che l’acqua nel mio organismo si congeli. Il termostato è impostato per accendersi ogni fine pomeriggio alle sei e ogni mattina alla stessa ora, riscaldando tutte le stanze della casa. Mi rannicchierò in posizione fetale, sul mio letto, e sotto le coperte sprofonderò in uno stato di quiescenza.
Ho letto che per alcuni animali non si parla di un vero e proprio letargo: gli orsi, ad esempio, mantengono più o meno inalterata la propria temperatura corporea e gli esemplari femmine possono addirittura partorire ed allattare i cuccioli. Gli scoiattoli trascorrono moltissimo tempo raggomitolati nelle cavità di un tronco, ma regolarmente escono per nutrirsi. I tassi, a seconda delle condizioni, dormono intere settimane.

Il battito cardiaco e le mie funzioni vitali rallenterebbero sensibilmente, ma è sufficiente che i miei organi interni rimangano attivi il tanto che basta. Sicuramente non sarà il lavoro a permettermi di sopravvivere al prossimo periodo. Preferisco quindi accumulare in dispensa barattoli di legumi e cereali per potermi poi addormentare serena. Che ci confinino pure, mi risveglierò all’arrivo della bella stagione.

 

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