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“Estate 2022 a Venezia: ‘pipì’ per tutti con i padroni degli animali senza acqua per pulire causa siccità?”. Lettere

Estate 2022, “post pandemic age” negli altri paesi, pre gioco delle poltrone nello sciamannato nostro. Venezia, centro storico, città “wow” per il resto del mondo, ossicino da spolpare fino in fondo per italiani, ma anche e parecchio per gli autoctoni o similitudini. In questo complesso paese italico, si è diffusa negli anni l’abitudine di considerare […]

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Estate 2022, “post pandemic age” negli altri paesi, pre gioco delle poltrone nello sciamannato nostro. Venezia, centro storico, città “wow” per il resto del mondo, ossicino da spolpare fino in fondo per italiani, ma anche e parecchio per gli autoctoni o similitudini.

In questo complesso paese italico, si è diffusa negli anni l’abitudine di considerare gli animaletti (pardon) da compagnia come “beni affettivi”. Considerazione scaturita “dall’alta civiltà ormai raggiunta dal paese”, che ha la conseguenza di vedere i “beni affettivi” col muso libero nel vaporetto mentre noi con la museruola (pardon mascherina che ci preserva dal virus cattivo e che salva il natale).

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Tant’è, fosse questo il problema. Ora si da il caso che io abiti nel centro del centro storico, vicino a quella piazza vigilata dai prodighi “steward” del batsindaco (“ordine, ordine, non state lì a mangiare il panino”, detto in perfetto italoveneziano a dei turisti indiani che non distinguevano il virile stentoreo ordine da una preghiera per far crescere le mele).

Il problema, ahimè, che mi attanaglia è che quando apro le finestre verso il caldo afoso dell’estate, sono accolto da un prodigo olezzo che purtroppo non è di torte o pasticcini, ma di (pardon) piscio.

Sono i maleducati extracomunitari di salviniana memoria? Eh no…sono in “beni affettivi” di varia taglia e misura.

I poveri cagnolini, stremati da ore e ore in appartamento in cui la padron* ha sostat* o è rientrat* dopo gli impegn* (no scusate impegni…questo si può scrivere).

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Scrivo con l’orrendo Schwa con la speranza di essere compreso dai suddetti (padron* o amic*, scelgano loro) perché a parole non ci siamo molto capiti. Sapete, se si considerano animali “beni affettivi”, allora probabilmente capiscono lo Schwa.

Ora I simpatici padroni degli animaletti, mi hanno promesso che sarebbero “tornati dopo con l’acqua per pulire”, però probabilmente la terribile siccità gli ha ostacolati nell’arduo loro compito.

Sta di fatto che da mesi un laghetto di orina animale staziona tutto il giorno ad evaporare al caldo su di una strada del centro centro di Venezia, Venezia.

Certo, poco male, tanto la strada parallela è peggio, ornata da anni dalle deiezioni umane, queste sì extracomunitarie doc e nessuno che citofoni suzie (drin drinnn, scusi mi hanno detto che lei è incontinente, è vero che è incontinente?).

Un tempo c’era chi diceva “oh tempora, oh mores”, però dovevano ancora inventare lo sciacquone, e dire che gli austriaci le fogne le hanno costruite…..vabbè

Estate 2022, Italia, Venezia….piscio per tutti.

C.D.
(lettera firmata)

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5 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. A quanto pare, il problema è molto comune.
    Anch’io sto lottando con piscina e inciviltà analoga. All’inizio, data la quantità del lascito liquido sui masegni, pensavo che qualcuno svuotasse il pitale davanti alla porta. Poi, molto casualmente, mi sono accorta che non era pipì umana, ma un botolo che dir si voglia bassotto femmina, di quelli piccoli oltretutto, che svuotava completamente la vescica (ma dove la teneva tanta pipì?) davanti alle mie finestre. La padrona, noncurante, sgranava gli occhi guardandomi perchè protestavo. A questo punto, guardandola da testa a piedi, mi sono resa conto di quale povera radical chic fosse, di quelle sinistrorse castrate con tanto di borsetta ecologica con l’immagine del cagnolino sotto spalla e tutta vestita perbenino. Povera donna, ho pensato. Povera un c*zzo, se la rivedo, la denuncio, perchè so chi è.

    • Cara concittadina,
      allorquando si presenta questo problema, oppure quello analogo (seppur meno odoroso) di turisti fracassoni, nella calle ove risiedo, generalmente ricorro a una pentola piena d’acqua, che versata dalla finestra sovra i malcapitati disturbatori costituisce un ottimo deterrente.
      Nel suo caso, vista l’assiduità della frequentazione, potrebbe sostituire la pentola con un vaso da notte, per far provare anche all’ineducata fanciulla l’afrore del liquido di scarto…
      Cordialità.

      P.S.: un enorme apprezzamento all’autore della lettera, per lo stile vivamente pungente e godibile oltreché per il condivisibile contenuto.

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