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sabato 23 Ottobre 2021

Elisa uccisa mentre prende il sole, il killer: “Scelta a caso”

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La donna uccisa a coltellate mentre prendeva il sole è un fatto che ha lasciato sgomenti tutti.
Elisa Campeol, la vittima, era una bella ragazza che non aveva rapporti con quell’uomo. La donna era barista, sana e senza problemi, aveva 35 anni.
Elisa è stata uccisa a coltellate senza alcun motivo.
E’ stata colpita a morte da quello che poi si è rivelato uno squilibrato, mentre prendeva il sole sulle rive del Piave.
Colpita da fendenti in diverse parti del corpo ma soprattutto al collo e alla schiena, è morta così, a 35 anni.
Elisa Campeol era titolare di un bar che gestiva a Pieve di Soligo (Treviso) assieme ai genitori.
Ieri, di riposo, era stesa al sole su un lettino pieghevole, sui bordi sassosi del fiume, nel parco pubblico dell'”Isola dei Morti“, a Moriago della Battaglia.
Improvvisamente – è questa la probabile ricostruzione – alle sue spalle è arrivato armato di coltello un 34enne della zona, sofferente di turbe psichiche.
Un uomo senza alcuna occupazione, che convive i genitori.
Dopo aver pugnalato a morte Elisa, si è recato spontaneamente nella caserma dei carabinieri di Valdobbiadene (Treviso), dove è stato interrogato a lungo, e dove si trovava ancora in serata, assistito dal suo avvocato.

A chiamare il 118 è stato un appassionato di trekking che seguiva il corso del Piave, giunto casualmente sul punto del delitto circa un’ora dopo l’aggressione, e quando la donna era ancora in vita.
Giunti sul posto, però, i sanitari del Suem 118 non hanno potuto fare niente per salvare la giovane.
Poco distante dal corpo c’era il lettino da spiaggia di Elisa.
Gli accertamenti sulla dinamica e sulle ragioni del gesto, non hanno per ora condotto a spiegazioni plausibili dell’omicidio.
Tra i due sembra non ci fosse il minimo rapporto di conoscenza.

Il ritrovamento sul luogo del delitto della borsa della donna intatta fa escludere l’ipotesi di una rapina.
Anche la pista dell’aggressione a sfondo sessuale sarebbe stata per ora esclusa.
L’unica spiegazione alla feroce aggressione andrebbe ricondotta per ora ad un raptus causato da disagi mentali.

Mentre le fasi del soccorso, purtroppo inutili, non erano ancora terminate, l’uomo – ora indagato per l’omicidio – aveva già suonato al citofono della stazione dell’Arma di Valdobbiadene, distante una dozzina di chilometri, per autoaccusarsi del delitto.
Con sé aveva portato anche l’arma, un coltello a lama lunga insanguinato, riposto in uno zainetto, che ha sostenuto di aver utilizzato.
Le sue dichiarazioni sono al vaglio del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Treviso Gabriella Cama.

Il giovane, affetto da problemi psichiatrici, si trova ora in stato di fermo, accusato di omicidio.
Nel corso del primo interrogatorio non avrebbe spiegato il movente del gesto.
Sconvolgente, secondo quanto trapelato, il motivo dell’uccisione di Elisa: “Ho scelto a caso…”.

» leggi anche: “Femminicidio: parla il figlio di una donna uccisa dal padre [VIDEO]. Un progetto dell’ordine degli avvocati di Venezia

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

Data prima pubblicazione della notizia:

2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. …e se si riaprissero i manicomi? riconoscendone la loro utilità? Meglio tardi che mai.. e senza se e ma.

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