DI NASO IN NASO di Nicole Marchiori [concorso letterario]

ultimo aggiornamento: 09/10/2020 ore 11:59

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Questa è la storia di un piccolo animaletto di nome Covid. Era così piccolo che le persone per poterlo vedere avrebbero dovuto usare una grossa lente di ingrandimento! Abitava assieme alla sua famiglia dentro un grosso albero in cima ad una collina.

Covid amava giocare con i suoi fratelli, il suo gioco preferito era il nascondino ed era molto bravo in questo gioco, trovava sempre i nascondigli migliori, e vinceva quasi sempre! Un giorno come tanti altri uno dei suoi fratelli cominciò a contare: “uno, due, tre…” tutti i suoi fratelli sparirono in un secondo correndo veloci a nascondersi lì vicino, Covid invece si inoltrò tra l’erba alta e cammina cammina si trovò di fonte ad un una grotta buia: “Li dentro non mi troverà nessuno” pensò ridendo tra sé e sé.


Entrato nella grotta si mise seduto in silenzio ma non passò molto tempo che il terreno sotto le sue zampette cominciò a tremare e Covid ruzzolò contro la parete della grotta. Spaventato corse verso l’uscita ma quando ci arrivò si accorse che il prato era molto in basso e lui invece molto in alto! Ma com’era possibile?

Dal fondo della grotta buia uscì una piccola voce: “Oh no è tardi, mi sono addormentato tra l’erba, la mamma sarà arrabbiata!” Era la voce di un bambino… Il terreno cominciò di nuovo a muoversi sotto di lui, fuori tutto correva veloce. Allora Covid realizzò: non era una grotta, ma il naso di un bambino!

Cominciò a gridare aiuto, a chiamare i nomi dei suoi fratelli, ma era troppo distante: il bambino stava già correndo da tempo verso casa sua, nessuno poteva sentirlo ormai.


Saltare giù era impensabile, troppo alto! Allora gli venne un’idea: aspettò la notte e mentre il bambino dormiva tranquillo sul suo letto iniziò a fare il solletico alla parete del naso… “Etchiuuu!” Il bambino starnutì così forte che Covid venne lanciato sulla coperta del letto.

“E’ stato facile” pensò, “ma ora? Come torno a casa dalla mamma? Non so dove sono, mi sono perso, non tornerò più a casa mia!” piangeva Covid: si sentiva perso e solo, lui così tanto coraggioso, quel giorno aveva davvero paura.

Appena si calmò prese coraggio e trovò subito un modo per tornare a casa: “Se una persona mi ha portato fino a qui, sarà una persona a riportarmi a casa!” Cominciò così il suo viaggio di naso in naso facendosi trasportare velocemente da tutte le persone che incontrava. Vide posti nuovi e meravigliosi, meglio che viaggiare in treno!

Ma nessuno era mai tornato tra le colline di casa sua. Covid era moooolto piccolo e non si vedeva, ma se stava nel naso le persone si ammalavano, saliva loro la febbre e non respiravano più bene, se nel loro naso stava Covid. Con il passare del tempo anche le persone cominciarono a giocare a nascondino con lui: le strade divennero vuote, tutti stavano chiusi in casa per paura che Covid si nascondesse proprio dentro al loro naso!


Covid era un animaletto buono e non voleva far ammalare nessuno. “Non voglio essere cattivo, non viaggerò mai più dentro al naso della gente. Lo prometto” disse tra sé piangendo. Ma questo significava anche non tornare più a casa.

La fortuna volle che di lì passò un gabbiano che vedendolo piangere si avvicinò:

“Hei piccolo perché piangi?” Covid gli raccontò la sua triste storia e il gabbiano commosso decise di aiutarlo. “Monta sul mio dorso, sorvoleremo mari e monti se necessario ma ti prometto che ti riporterò a casa!” disse il gabbiano.

Dovete sapere bambini, che in volo il mondo è molto diverso, tutto dall’alto è molto più piccolo e le case, le strade, le chiese, i parchi si vedono molto bene. E dopo pochi giorni di volo finalmente… “Ecco! Le mie colline, il mio albero! La mia casa!” Quando lo rivide la mamma pianse di gioia e lo abbracciò forte, Covid era tornato a casa!

Le persone cominciarono di nuovo ad uscire di casa, a passeggiare per mano per la strada, a scherzare nei bar e i bambini a giocare nei parchi senza aver paura di incontrare il piccolo Covid.


Ma a Covid secondo voi passò la voglia di nascondersi? E certo che no! Continuò a nascondersi dappertutto e a far diventare matta la mamma, ma di certo da quel giorno non si allontanò più dal suo albero, dalla sua casa per paura di perdersi di nuovo nel mondo.

 

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