Ecco Venezia ferita: il rapporto dei danni

danni venezia per acqua alta

Venezia the day after ha presentato uno scenario apocalittico all’indomani dell’acqua alta che ha coperto oltre l’80% di calpestabile.
Si comincia ora la conta dei danni, di quelli più evidenti, ed è un bollettino di guerra. Si parla già di centinaia di milioni di euro, ma bisognerà attendere alcuni giorni per avere numeri più precisi.

Al momento restano chiuse le scuole e gli uffici postali, ma anche molti negozi continuano ad avere le serrande abbassate. E’ necessario pulire tutto, in molti casi sostituire i frigoriferi e la strumentazione.
Mercoledì erano chiusi anche molti supermercati del centro storico.

PELLESTRINA
L’acqua alta ha completamente invaso l’isola Pellestrina dove ci sono state le situazioni più critiche con diversi incendi si sono verificati a causa di centraline elettriche bagnate dall’acqua.
Martedì sera la marea saliva ad una velocità tale che le autorità in vari momenti hanno preso in considerazione la possibilità di evacuare l’intera isola.
Durante la notte si era parlato anche di due morti. L’unica vittima accertata, invece, rimane il pensionato di 78 anni rimasto folgorato mentre cercava di far funzionare la sua pompa idrovora per far uscire l’acqua dalla sua casa.
A Pellestrina è stato fatto ricorso a pompe di livello industriale anche dai soccorritori perchè la situazione era veramente drammatica. Con le parole del sindaco Brugnaro: “L’isola è andata sotto tutta”.

IN CENTRO STORICO
La basilica di San Marco e soprattutto la sua cripta sono state allagate. Sono crollati muri e muretti sulle rive, decine di metri sono stati abbattuti dalla corrente alla Giudecca e in vari tratti anche sulla riva dei Giardini della Biennale.

A Sant’Elena sembra esser passato uno tsunami, alberi sradicati, molti piegati e alcuni motoscafi Actv lì ormeggiati sono stati affondati.

Molte imbarcazioni da diporto e gondole hanno subito danni, alcune sono finite sopra le rive e altre finite nei canali.

Le forti raffiche di vento hanno creato danni anche sopra i tetti, ad antenne e camini, i vigili urbani hanno disposto la chiusura temporanea al traffico pedonale di Calle Ramo 2° Piave, a Cannaregio, e di Calle e corte Coppo, a Castello.

ISOLE
Situazioni drammatiche sulle isole, in particolare Pellestrina completamente allagata. Anche l’isola di San Servolo, come la Giudecca, ha avuto danni ingenti.

A una prima ricognizione, risultano distrutti tre pontili di attracco all’isola di San Servolo, ora quasi isolata e difficilmente raggiungibile, e circa 30 metri di muro perimetrale abbattuti dalla forza delle acque e del vento.
Danneggiamenti sensibili anche alle porte e agli infissi, risultati in gran parte divelti, e problemi seri alla flora, con numerosi alberi abbattuti dalla potenza del vento. Risulta al momento fuori uso l’impianto elettrico della zona d’accesso all’isola.

“Arrivati in isola stamattina ci siamo trovati dinanzi a una situazione drammatica – comunica l’ing. Andrea Berro, amministratore unico di San Servolo Servizi Metropolitani – La forza della natura è stata davvero incredibile, ha causato il crollo di una parte delle mura di cinta, che nel ’66 avevano retto all’acqua alta record, e tutta una serie di problematiche. Stiamo già lavorando per ripristinare in tempi rapidi la funzionalità dell’isola”.

CIMITERO
Il vento di martedì sera purtroppo ha provocato danni anche nei cimiteri di San Michele, dove sono caduti 5 alberi, e Burano, dove ne sono caduti 3.

Gli alberi si sono schiantati sulle tombe, quindi sono state interdette tre aree, rispettivamente nei campi XX, XXI e comune L di San Michele.

Sono in corso, e proseguiranno nei prossimi giorni, gli interventi per rimuovere gli alberi caduti e riaprire le zone interdette, e i sopralluoghi per verificare i danni.

ACQUA ALL’OSPEDALE CIVILE
Si stanno contando in queste ore i danni alle strutture, in particolare ai pontili sanitari, messi a dura prova dalla nottata maledetta.

Danni limitati, fa sapere una nota dell’Ulss 3 Serenissima, si sono registrati all’Ospedale Civile di Venezia, dove è finito sott’acqua, in particolare, il lungo corridoio San Domenico, al piano terra.

L’acqua è arrivata a lambire anche i locali del Pronto Soccorso, normalmente non toccati dal fenomeno, dove le attività sono comunque proseguite.

Garantiti tutti i servizi nei vari padiglioni e ai degenti; rallentati i servizi di trasporto “secondari”: i trasferimenti dei pazienti non urgenti, che ovviamente sono stati interrotti nelle ore del picco e ripresi non appena le condizioni lo hanno consentito in sicurezza; ambulatori e servizi per gli utenti non degenti hanno gestito le richieste di chi ha rimandato, per le difficoltà nel raggiungere i servizi, le prestazioni prenotate per le giornate di martedì e mercoledì.

OSPEDALE GIUSTINIAN
L’acqua alta ha invaso un’area vasta del piano terra della sede distrettuale all’ex Giustinian: anche qui sono state rimandate alcune tipologie di prestazioni programmate, per l’ostacolo marea presente nei locali, e per la necessità di verificare la messa in sicurezza delle strumentazioni utilizzate, in particolare quelle radiologiche, per le quali sono stati necessari interventi di riparazione e resettaggio.

DANNI ALLE CHIESE
Non solo San Marco, racconta all’ANSA la soprintendente Emanuela Carpani, “ci sono almeno 60-70 chiese su un totale di 120 che sono andate sott’acqua”, come la Basilica, senza contare i danni ai musei pubblici, dalle Gallerie dell’Accademia a Ca’ d’Oro, da Palazzo Ducale a Palazzo Reale o le Prigioni, dove la marea eccezionale ha mandato in tilt impianti elettrici e idraulici o allagato i piani più bassi, le caffetterie, i bookshop, o danneggiato le coperture.

E non solo. Il disastro tocca anche le isole, sottolinea Carpano, che questa mattina ha incontrato il ministro Franceschini dopo la sua visita a San Marco allagata e la drammatica passeggiata nelle calli tra la devastazione dei locali e dei commerci. Hanno sofferto in particolare Torcello e Murano, e poi pure il litorale, Chioggia e Jesolo. “Per la Basilica di Torcello e per la Chiesa di San Donato a Murano è stato necessario l’intervento della Protezione civile per la messa in sicurezza di alcune parti”. Tant’è, “impossibile per ora quantificare economicamente i danni”, spiega la soprintendente, bisogna per forza aspettare che la situazione si calmi. Alcune considerazioni iniziali indicano una necessità di 60-70 mila euro per ogni chiesa colpita, solo per i primissimi interventi. Mentre la soprintendenza ha immaginato un preventivo di un milione di euro per i danni che hanno colpito gli edifici di sua pertinenza. “Ma si tratta di cifre assolutamente premature che potrebbero essere smentite fra qualche giorno”, si accalora la soprintendente. Intanto però si incassa la solidarietà del ministro, venuto a toccare con mano la consistenza del dramma.

SAN MARCO
A causa della marea eccezionale che ha colpito e sta colpendo duramente Venezia, il Caffè Florian rileva danni ingenti che lo costringono a una breve chiusura al pubblico.
Il Florian verrà riaperto non appena saranno garantite le normali condizioni di fruibilità e servizio del Caffè, dopo le necessarie verifiche di sicurezza, funzionamento degli impianti, ripristino di arredi e pavimenti danneggiati.

Seguiranno aggiornamenti in base alla situazione meteorologica.
Tutto il personale è impegnato per ristabilire nel più breve tempo possibile la ‘normalità’ del Caffè e per garantire alla Città e ai suoi clienti-amici la consueta accoglienza e servizio, che dal 1720 hanno reso celebre il Caffè, prevedendo di riaprire mercoledì 20 novembre.

VAPORETTI E IMBARCADERI
Molti mezzi navali hanno subito danni, come il Marinaretto che è stato affondato dall’acqua.
Actv ha fuori uso 2 vaporetti e 3 motoscafi.

Al Lido 2 pontili Actv su 4 sono inattivi, la fermata di Sant’Elena è circondata dal nastro rosso e inattiva, come anche Arsenale e Madonna dell’Orto.

Ai Giardini della Biennale sono fuori uso 3 imbarcaderi su 4, il pontile dell’ospedale è semi funzionante, e anche quello del Tronchetto non è completamente attivo.

SOCCORSI
I soccorsi per tutta la giornata di mercoledì hanno continuato a lavorare a lavorare a pieno ritmo: sono oltre 170 gli interventi dei vigili del fuoco svolti in Veneto per il maltempo e l’eccezionale acqua alta che nel centro storico lagunare ha raggiunto i 187 centimetri.

A Venezia oltre 100 interventi dei vigli del fuoco e altrettanti sono in corso o in attesa.

Un rogo si è visto al museo Ca’ Pesaro con il parziale cedimento di un solaio. Un altro incendio si è visto anche in un edificio commerciale del Lido. Le squadre dei Vigili del Fuoco hanno lavorato tutto il giorno con il personale del nucleo sommozzatori per liberare la circolazione acquea a causa dell’affondamento di diversi natanti che hanno rotto gli ormeggi.

L’elicottero Drago 71 dei Vigili del Fuoco ha svolto un sopralluogo sull’isola di Pellestrina per individuare i luoghi più idonei in cui piazzare le pompe ad alta capacità di aspirazione. Il dispositivo di soccorso è stato rinforzato con ulteriore personale arrivato dei comandi limitrofi. Ieri a Venezia c’era il capo del corpo nazionale dei vigili del fuoco Fabio Dattilo accompagnato dal capo dell’emergenza Guido Parisi e il capo della protezione civile Angelo Borrelli.

In campo ci sono anche gli uomini del Suem 118 con le tre forze dell’ordine, e in particolare alla Capitaneria di Porto e ai Vigili del Fuoco che lavoro incessantemente dall’emergenza.

Il Suem118 continua ad operare in protocollo meteo avverso, con il dislocamento strategico delle idroambulanze per servire le parti colpite della città d’acqua, e valutando di volta in volta l’ospedalizzazione dei pazienti a Venezia o a Mestre. Stretta è la comunicazione con la Croce Verde Venezia per unire le forze.


LA FENICE

Il sovrintendente Fortunato Ortombina ha ricevuto la telefonata di Alexander Pereira durante la quale il sovrintendente del Teatro alla Scala ha espresso la sua personale vicinanza al Teatro veneziano e ha informato dell’iniziativa di solidarietà e sostegno voluta dai lavoratori del Teatro milanese in favore della Fenice. «Questo messaggio – ha dichiarato Ortombina – in un momento così difficile ci conforta molto e ringrazio Pereira e tutti i lavoratori da parte mia e di tutti lavoratori della Fenice.

Mentre in Fenice si sta letteralmente ‘spalando’ e drenando l’acqua per proteggere i locali all’interno dell’edificio– continua Ortombina –, le masse artistiche dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice sono state trasferite al Teatro Comunale di Treviso, dove sono già in corso le prove musicali di Don Carlo con il maestro Myung-Whun Chung. Per questo desidero ringraziare anche il sindaco di Treviso Mario Conte e il presidente del Teatro Stabile del Veneto Giampiero Beltotto per il sostegno che ci stanno dimostrando».

VERITAS
Un esercito di spazzini ha lavorato ieri e per tutta la nottata di martedì per rimuovere, mettere in salvo, le passerelle dell’acqua alta. Un centinaio solo ieri, fa per raccogliere i rifiuti che non erano stati raccolti al mattino a causa dell’alta marea. La raccolta, condizioni della marea, dovrebbe riprendere stamattina.

Veritas ricorda che non sarà effettuata la differenziata fino a quando il servizio non sarà tornato regolare e invita i cittadini e gli operatori economici a non abbandonare rifiuti all’aperto.

A Venezia viene sospeso l’autoconferimento dei rifiuti nei punti di raccolta quando la marea supera i 90 cm. Infatti, oltre tale livello, le barche destinate a questo servizio non riescono a passare sotto ai ponti e a raggiungere i punti di raccolta.

Veritas raccomanda, in assenza di barche o carri per la raccolta, di non abbandonare alcun tipo di rifiuto, anche differenziato, in strada o a ridosso delle rive. Con l’alta marea, infatti, i sacchetti dei rifiuti galleggerebbero e verrebbero trasportati dall’acqua, inquinando calli, canali e la laguna.

La furia del vento e dell’acqua hanno fatto sparire il 30% dei 2500 cavalletti e delle 1100 passerelle utilizzate dai netturbini di Veritas per allestire i percorsi pedonali.

Di conseguenza, nei prossimi giorni (e fino all’arrivo di una nuova fornitura) non sarà possibile assicurare tutti i percorsi in occasione di altre alte maree.

Veritas informa che in servizio c’erano mediamente un centinaio di netturbini per la gestione delle passerelle. Non è potuta essere regolare la raccolta dei rifiuti, che comunque non sarebbe stata possibile, visto il livello di marea. Come al solito sono state tolte le passerelle quando hanno cominciato a galleggiare e sono state rimesse quando l’acqua è scesa sotto 120 cm.

Da quando è cominciata l’acqua alta Veritas ha raccolto ogni giorno circa il 20% in più di rifiuti. Ogni.giorno a Venezia ne vengono raccolte circa 180 tonn.

A partire da lunedì sarà organizzato in servizio straordinario di raccolta ingombranti. Modi e tempi saranno comunicati al.più presto. Non è stato possibile farlo fino ad oggi perché è stata privilegiata la raccolta dei rifiuti classici, quindi la pulizia della città.

MUSEI
La Fondazione Musei Civici di Venezia ha disposto la chiusura temporanea di Palazzo Ducale per venerdì 15 novembre.

Museo Correr, Torre dell’Orologio, Museo del Vetro a Murano e Museo del Merletto a Burano da giovedì, saranno regolarmente aperti. Palazzo Ducale sarà invece aperto a partire da venerdì 15.

Opere e collezioni sono fortunatamente al sicuro e non hanno subito danni. La Fondazione Musei Civici ha disposto la chiusura temporanea di alcune sue sedi in vista degli interventi di pulizia e ripristino e dei doverosi controlli di sicurezza.

La situazione più critica si è registrata a Ca’ Pesaro, sede della Galleria Internazionale d’Arte Moderna, dove un cortocircuito ha provocato un principio l’incendio domato dai Vigili del Fuoco, che ha richiesto il successivo puntellamento di un pianerottolo di collegamento tra piano terra e il primo piano. In molti musei sono fuori servizio caffetterie e bookshop, generalmente posizionati al piano terreno, non saranno disponibili per i visitatori per alcuni giorni. Limitato momentaneamente l’uso degli ascensori, e quindi l’accessibilità delle sedi per le persone diversamente abili.

I seguenti Musei resteranno chiusi fino a sabato 16 novembre compreso: Ca’ Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna; Ca’ Rezzonico Museo del Settecento Veneziano; Museo di Palazzo Mocenigo Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo; Casa di Carlo Goldoni; Palazzo Fortuny; Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue.

Lunedì 18 riaperti tutti i musei dell’area marciana, Palazzo Ducale, Museo Correr e Torre dell’Orologio, con il Museo del Vetro a Murano e il Museo del Merletto a Burano. Il Museo di Storia Naturale di Venezia Giancarlo Ligabue e il Museo di Palazzo Mocenigo Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo hanno il lunedì come giorno di chiusura settimanale e riapriranno regolarmente martedì. Il Museo del Settecento Veneziano di Ca’ Rezzonico, che ha come chiusura settimanale il martedì, riaprirà mercoledì, giovedì riapre invece la Casa di Carlo Goldoni (giorno di chiusura il mercoledì). Per Palazzo Fortuny è stata anticipata la chiusura già programmata del 24 novembre, in coincidenza con la chiusura di MUVE Contemporaneo 2019. La riapertura di Ca’ Pesaro è attualmente rinviata a tempi in via di definizione.

La Fondazione Musei Civici vuole dare un particolare ringraziamento a chi in questi difficili giorni ha sostenuto i Musei. Tutti i lavoratori del circuito museale, le istituzioni cittadine a partire dal Comune, la Polizia Municipale, i Vigili del Fuoco, Veritas e gli addetti del pronto intervento, le persone che spontaneamente si sono messe a disposizione, e tutte le persone e le istituzioni che hanno inviato i loro messaggi di solidarietà. A questo proposito si ricorda che chi voglia sostenere anche con una donazione gli interventi di recupero e messa in sicurezza dei Musei Civici di Venezia può farlo attraverso il conto corrente aperto dal Comune per “Venezia nel cuore”, con bonifico a IBAN IT24T0306902117100000018767 (per donazioni dall’estero oltre all’IBAN va riportato il BIC: BCITITMM) intestato a Comune di Venezia con causale “Contributo emergenza acqua / Musei Civici”.

SCUOLE
Anche la Scuola Grande San Giovanni Evangelista di Venezia ha subìto gravi danni a causa dell’acqua alta, ma grazie all’impegno del personale e dei confratelli, la struttura è stata da subito fruibile e pienamente operativa.

Tutte le aree del piano terra, scrive il Guardian Grande, Franco Bosello, in una lettera indirizzata ai confratelli e agli amici della Scuola, sono state coinvolte e solo la sala Stendardo è finora rimasta indenne. In particolare, la chiesa di San Giovanni Evangelista è la parte che ha subìto più danni, con l’acqua che ha bagnato i dossali (le antiche pareti lignee) e le storiche panche che, galleggiando, hanno sbattuto sulle pareti e su altri manufatti e fatto cadere a terra alcuni candelabri antichi, che a causa dell’urto si sono spezzati. Rovinata dall’acqua anche la grotta della Madonna di Lourdes, che risulta essere la prima costruita al mondo; qui il vento ha anche divelto una finestra.

Il Guardian Grande ha anche ringraziato quanti, dall’Italia e dall’estero, hanno chiesto informazioni sullo stato della Scuola e hanno manifestato in vario modo la loro partecipazione solidale, informando che sul sito della Scuola https://www.scuolasangiovanni.it/ si possono trovare tutte le informazioni utili per contribuire al risanamento delle strutture danneggiate

L’UNIVERSITA’
La conta dei danni, a Ca’ Foscari, rivela danni ingenti a diverse sedi per centinaia di migliaia di euro.
Gli edifici maggiormente interessati sono: Ca’ Foscari, Ca’ Bembo, Ca’ Dolfin, nei quali le centrali termiche non sono al momento funzionanti.

Ca’ Foscari Zattere, Auditorium Santa Margherita e Palazzo Cosulich hanno subito allagamenti e danni alle strutture e agli impianti.

Il Campus Economico di San Giobbe ha un’ala inagibile a causa di un parziale danno all’impianto elettrico.
Il Collegio Internazionale Università Ca’ Foscari nell’isola di San Servolo non ha riportato nessun danno alle persone residenti che sono al sicuro; si segnalano danni all’imbarcadero dell’isola e danni di una certa entità alle strutture esterne del complesso edilizio.

Il Rettore dell’Università Ca’ Foscari Venezia Michele Bugliesi: “Sono giornate di profonda amarezza per Venezia e per i suoi cittadini duramente colpiti dagli eventi di marea. A titolo personale e a nome di tutta la comunità di Ca’ Foscari esprimo tutta la mia vicinanza a coloro che in questo momento sono in difficoltà e hanno subito danni alle proprie attività e abitazioni. Anche le nostre sedi sono state danneggiate. in alcuni casi in modo importante, e le attività didattiche e scientifiche sospese in tutto il centro storico. Siamo incessantemente al lavoro per ripristinare quanto prima la piena funzionalità delle strutture e riprendere le attività Ringrazio tutto il personale dell’Ateneo che, pur nelle grandi difficoltà, ha collaborato ed è ancora impegnato per far sì che l’Ateneo riprenda regolarmente le proprie funzioni al più presto. L’emergenza di questi giorni evidenzia una volta di più lo stato di difficoltà in cui Venezia vive, e l’urgenza di un intervento finalmente incisivo da parte delle istituzioni dello stato, al fine di dare prospettive concrete di sostenibilità alla città, ai suoi abitanti e a tutte le persone e gli enti che la animano”.

ALBERGHI
Hotel Londra Palace di Venezia ha disposto la chiusura temporanea fino al 29 novembre 2019 per i danni dell’eccezionale marea dello scorso 12 novembre, compresi Ristorante Do Leoni, Bistrot 4172 e LondraBar. I danni subiti sono ancora incalcolabili.

«Avevamo messo tutto in sicurezza – spiega il direttore Alain Bullo – come al solito, quando le previsioni danno acqua alta. Ma non ci aspettavamo certo una marea così elevata, e soprattutto così potente, con le onde che hanno sollevato e trascinato poltrone e divani e sommerso cucina e uffici. Inoltre la potenza dell’acqua ha sfondato tre delle nostre grandi vetrate che danno su Riva degli Schiavoni. Vista la situazione, abbiamo prima di tutto controllato che i nostri ospiti fossero al sicuro nelle camere e ci siamo affrettati, come potevamo, a disdire gli arrivi dei giorni seguenti».

«Tra il nostro personale e i nostri ospiti che soggiornavano al momento del disastro, comunque – continua il direttore – ci sono stati aiuto e grande solidarietà, e ciò ha contribuito a mantenere gli animi positivi, per quel che si poteva. La paura che succeda ancora c’è innegabilmente, ma noi, una volta riparati i danni, saremo pronti a ripartire più forti e con più entusiasmo di prima».

IL FLASH MOB DI FRIDAYFORFUTURE
Ieri nonostante l’acqua alta, i ragazzi di FridayForFuture Venezia hanno esibito un manifesto in cui c’era scritto “TIDE IS RISING AND SO ARE WE!” in Piazza San Marco per richiamare l’attenzione sui cambiamenti climatici.

“Una marea straordinaria, la seconda più alta in assoluto, una città in ginocchio e danni incalcolabili. Questo è il panorama che si sta delineando a Venezia.
A poco servono gli appelli al MOSE e ad una sua veloce realizzazione, il cambiamento climatico è qui e irrompe nelle nostre vite, con un aumento delle maree straordinarie e un’imprevedibilità sempre maggiore. Sappiamo che questa situazione non migliorerà nei prossimi giorni, durante i quali sono previsti altri picchi altissimi di marea.
Siamo vicini a tutte le persone colpite da questo fenomeno e siamo pronti, per quanto possibile, ad aiutare.
Il 29 novembre torneremo in piazza, durante il quarto sciopero globale, per chiedere azioni concrete per contrastare la crisi climatica, ma saremo in piazza anche per difendere Venezia, la sua laguna, un ecosistema unico al mondo e, anche per questo, termometro dei cambiamenti che stanno scuotendo il pianeta”.

LE REAZIONI
“Da qui dobbiamo ripartire fornendo soluzioni e facendo squadra”. Le parole del sindaco Luigi Brugnaro durante la conferenza stampa indetta nella sede della Protezione civile. Il Premier Giuseppe Conte ha trascorso la notte in laguna e ha rassicurato: il Consiglio dei Ministri accoglierà la richiesta dello stato di calamità di Venezia.

ZAIA

“Pensavamo di avere visto il peggio con Vaia – ha detto il governatore Luca Zaia – invece siamo di fronte ad uno scenario apocalittico su Venezia e tutto il litorale. Uno scenario che ci preoccupa anche per le prossime ore. In montagna sta nevicando e le temperature si stanno alzando. Sono previsti 120 cm di neve, che con lo scirocco stanno facendo prospettare uno scenario come quello dell’alluvione del 2010. Ricordo che in quell’occasione sono stati colpiti 235 Comuni, oltre 10.000 tra cittadini e imprese, ed è stato superato il miliardo di danni.”

“Abbiamo già dichiarato lo stato di crisi per Venezia e tutte le altre località – ha aggiunto Zaia – resta ferma la modalità che tutte le segnalazioni che via via arriveranno saranno accolte lasciando ‘aperto’ il decreto. Continueremo a seguire le evoluzioni dalla sala operativa, consapevoli che siamo di fronte ancora una volta ad un evento straordinario.”

IL PATRIARCA

“Ho visto molte volte l’acqua alta in Piazza San Marco, ma mai una situazione come quella di martedì notte. In Piazza c’erano delle onde”. Colpa della forza del vento che con l’alta marea ha trasformato le piazze, i campi e le vie in fiumi in piena.

Ieri mattina il Patriarca, monsignor Francesco Moraglia, ha svolto un sopralluogo per verificare i numerosi danni alla città. Un sopralluogo svolto in parte anche con il sindaco Luigi Brugnaro, ad esempio nella basilica di San Marco. Durante la conferenza stampa Moraglia ha inoltre annunciato che sono stati attivati i volontari e i servizi della Caritas e vi è la disponibilità di 70 posti letto per chi non ha dove dormire, perché l’abitazione è stata allagata.

BRUGNARO

“Ringrazio tutti coloro che si sono prodigati in queste ore – ha detto il sindaco – Ringrazio le Forze dell’ordine, i volontari della Protezione civile, gli operatori del Centro maree e delle società partecipate. Tutti si sono rivelati straordinari anche grazie al nuovo Protocollo d’emergenza che è stato siglato dopo i fatti di un anno fa, quando l’acqua si ferma 20 centimetri più in basso – ha sottolineato il primo cittadino – con ogni probabilità ieri sera abbiamo riportato danni per centinaia di milioni di euro, ci sono 5 battelli Actv fermi sulle rive che mettono in difficoltà il sistema di trasporti pubblici cittadini”.

LA TELEFONATA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Il sindaco ha spiegato di avere ricevuto in queste ore diversi attestati di vicinanza e attenzione da parte degli esponenti dello Stato e del Governo: “Voglio ringraziare soprattutto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella – ha affermato Brugnaro – mi ha telefonato e ha dimostrato in questi mesi grande vicinanza a Venezia, città unica dove devono essere accentrate le tante competenze che ora la caratterizzano. Il Mose va finito, e chiediamo di partecipare nella gestione dell’intero sistema, che deve allargarsi anche a tutte le infrastrutture a difesa della città, dalle idrovore al sistema antincendio, alle fognature. Facciamo l’ultimo miglio che manca per risolvere una volta per tutte i problemi, salvaguardando il Porto e Porto Marghera. Serviranno somme enormi – ha concluso – abbiamo un’occasione storica per costruire insieme un nuovo futuro ai nostri giovani. Ne va della credibilità dell’intero Paese”.

LEGAMBIENTE VENEZIA

“E’ inaccettabile che ancora non sia stato approvato un Piano di adattamento nazionale ai mutamenti climatici. Basta rincorrere emergenze che andranno accelerando nei prossimi anni se vogliamo proteggere persone e territori”.

Legambiente Venezia interviene dopo la tragedia: “Per proteggere le nostre città e salvare la vita delle persone serve un piano di adattamento al mutamento climatico, che tenga conto dei dati sull’accelerazione dei cambiamenti e delle previsioni sull’aumento dei fenomeni meteorologici estremi e dei loro impatti. Siamo ormai l’unico grande Paese europeo che non lo ha ancora approvato e un’analisi dei rischi e delle priorità di intervento è fondamentale se vogliamo salvaguardare vite umane e territori.

“A Venezia, in particolare – commenta il presidente di Legambiente Veneto Luigi Lazzaro, in merito all’emergenza acqua alta che ha drammaticamente investito la città – serve una prevenzione diversa da quella che è stata realizzata: dalla metà degli anni 90 in poi gran parte delle risorse è stata destinata alla realizzazione del Mose, che tuttora non è terminato, considerandolo l’unico progetto necessario a scapito di altri possibili interventi, ma soprattutto di una pianificazione che tenesse conto delle previsioni sull’innalzamento delle acque. È inoltre un’opera progettata per risolvere un problema puntuale che, oltre ai cambiamenti climatici, non tiene conto neanche degli impatti che può generare a valle o a monte”.

“Il paradosso – aggiunge il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini – è pensare che il Mose possa risolvere il problema dell’acqua alta a Venezia, quando sappiamo che è stato pensato e progettato prima che si prevedessero impatti climatici della portata di quelli che si stanno verificando. Il Mose può servire per arginare alcuni livelli d’acqua, ma non tutti, e sappiamo che gli eventi estremi sono destinati a ripetersi con sempre maggiore frequenza e che Venezia si troverà a dover fare i conti con un innalzamento del livello dei mari rilevantissimo, come evidenziato anche dall’Enea. Per questo per Venezia, come per le città e le coste più a rischio nel nostro Paese, occorre ragionare urgentemente di un serio piano di adattamento ai cambiamenti climatici e ai loro effetti che saranno altrimenti sempre più devastati”.

GRUPPO 25 APRILE

“Con i 187 cm. registrati alle 22.55, quella di ieri sera è stata l’acqua alta “eccezionale” più grave dopo quella del 4 novembre 1966, ma per molti aspetti è stata anche diversa dalle precedenti: per la velocità e la violenza con cui è entrata nelle nostre case, nelle nostre botteghe, nei nostri magazzini”.Secondo Marco Gasparinetti, portavoce del Gruppo 25 Aprile, “Il sistema di allerta tarato sui 140 cm ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza, mentre l’isola artificiale del Mose potrebbe non essere estranea alla velocità con cui la massa d’acqua, costretta in due sezioni più ristrette alla bocca di porto del Lido, entra in Laguna: la modifica delle correnti causata dai lavori in corso è del resto sotto agli occhi di chiunque vada in barca”.

“Stiamo effettuando un censimento dei danni e disagi subìti ieri – aggiunge Gasparinetti – di Venezia non parliamo per sentito dire e Venezia non la usiamo come vetrina: siamo al suo servizio perché ci viviamo, nei sestieri e nelle altre isole di cui troppo poco si parla. Al prossimo polticante di professione o candidato sindaco che ci chiederà di “restare coi piedi per terra” risponderemo con i video e le foto di ieri sera”.

IL MOSE

“Una cosa è certa – ha detto Brugnaro – il Mose va finito e vogliamo partecipare alla gestione del sistema di barriere mobili, inserendolo in un piano più generale di regia che coinvolga anche idrovore, sistema antincendio o fognature. Dobbiamo difendere la città. Dopo i 194 centimetri del 1966 lo Stato capì che Venezia meritava una Legge speciale, biglietto da visita di tutto il Paese. Lo è oggi come allora. Di fronte a questa tragedia siamo tutti veneziani e abbiamo due scelte: o ci dividiamo o ci uniamo, anche come istituzioni. Se vogliamo evitare che un giovane se ne vada dobbiamo fornire soluzioni, dobbiamo dargli certezze. Partiamo dall’emergenza, abbiamo un’occasione storica per risolvere i problemi facendo squadra. Se muore Venezia, muore il Paese”.

EVENTI ANNULLATI E RACCOLTE FONDI

Per rispetto di quanto sta accadendo in queste ore nella città d’acqua, l’associazione Venessia.com ha annullato l’evento satirico “Il funerale di Venezia”, molti eventi culturali in queste ore sono stati annullati, come quello organizzato dall’Unicef per la giornata dell’infanzia che avrebbe dovuto tenersi questa sera al Teatro Goldoni. Eventi annullati anche negli spazi della Querini, al T Fondaco, e in giro per la città.

Partono le raccolte fondi, come quella per veder tornare l’edicola alla Zattere, spazzata via dalla mareggiata. Era un punto di riferimento per veneziani e turisti, ma ora non c’è più. Era l’edicola di Walter Mutti, in Fondamenta delle Zattere.

“Walter e la sua famiglia hanno rilevato il chiosco circa 25 anni fa – spiega Carlo Gardan su GoFundMe – Sono un forte sostenitore delle edicole, che per anni sono state importanti per la comunità, ormai minacciate dalla crisi e dal mondo digitale”.

Per ricostruire l’edicola Carlo ha lanciato una raccolta fondi: “Mi sono preso questo impegno personale informando il proprietario del chiosco che è impegnato nella gestione delle pratiche burocratiche causate da questa sventura che ha colpito anche altre attività economiche di famiglia”. Oltre 100 persone hanno già donato alla campagna, raggiungibile al link www.gofundme.com/f/ricostruzione-edicola-walter

Anche in occasione delle partite casalinghe dell’Umana Reyer, all’interno del Palasport, sarà organizzata una raccolta fondi (tramite appositi raccoglitori presenti agli ingressi) a sostegno di tutti i cittadini veneziani colpiti dall’eccezionale calamità naturale.

G.P.

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