Covid e università: sarà un futuro di e-learning?

ultimo aggiornamento: 11/07/2020 ore 09:05

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La pandemia COVID-19, stravolgendo la vita di moltissime persone con la forza devastatrice di un uragano, ha rivoluzionato in toto il modo di vivere di ogni società, portando conseguenze radicali.

Un ambito che è stato profondamente colpito da questi cambiamenti è senza ombra di dubbio quello scolastico, l’impossibilità di svolgere le attività in presenza ha snaturato di fatto l’intero sistema comportando delle modalità non facili con cui convivere.


Anche il mondo universitario ha dovuto ricorrere alla didattica a distanza, affidando a questo mezzo le lezioni, gli esami ed anche le discussioni di laurea con studenti che si sono trovati obbligati a celebrare uno dei giorni più importanti della loro vita davanti ad un computer.

Nonostante il cosiddetto e-learning sia stato usato per porre rimedio alla situazione di emergenza sanitaria che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo tutt’ora, ci si domanda se possa essere stato un cambiamento dal quale non si potrà più tornare indietro.

Secondo alcuni la diffusione sempre più totalizzante delle tecnologie digitali che già prima stava prendendo piede ed ora con la pandemia è al centro del sistema,la modalità standard e secolare che richiedeva la presenza degli studenti nelle sedi dell’Università non sarà più centrale e dunque fondamentale.


Secondo un sondaggio del 2018 di: ‘The World University Rankings’ i rettori di oltre 200 università avevano previsto che le università più rinomate offrissero entro il 2030 lauree online.

Ci si chiede ora che sviluppi avrà il COVID-19 e in che situazione sarà il nostro Paese in autunno alla ripresa dell’anno scolastico, se il pericolo dovesse rimanere tale dovranno essere garantite lezioni ed esami in modalità online per permettere a tutti di proseguire i propri studi.

L’efficienza di questo sistema è data dalla flessibilità e dall’enorme potenziale che permette di svolgere attività in qualsiasi luogo ed orario attraverso una semplice connessione internet, inoltre la frequenza non obbligatoria diminuisce i costi per molti studenti che si trovano ogni giorno a dover raggiungere sedi universitarie distanti dalla propria abitazione.

Nonostante tutto ciò sembri molto facile e accessibile, rimane uno scetticismo di fondo, ovvero sia ci si domanda se questo sistema non tolga valore alla vera esperienza formativa dell’Università, eliminando l’ascolto delle lezioni e dei professori nelle aule, l’interazione con gli altri studenti, il confronto e l’ascolto attivo che non possono essere pari davanti ad uno schermo.

La speranza è oggi riposta nell’idea che tutto possa tornare alla normalità e che anche il mondo universitario si possa riappropriare delle caratteristiche che possiede da sempre e che rendono gli anni di studio una fase meravigliosa nella vita dei giovani, permettendo loro di crescere come persone e di confrontarsi con il mondo.

Alessia Tosi

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