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Covid, è quarta ondata in Europa. In Italia pesa il Nordest

Nel Regno Unito 37mila nuovi positivi Covid al giorno (dato di giovedì), ma gli indicatori di tutti i paesi sono in aumento

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Più che un rischio ora appare essere una certezza.
L’Europa deve prepararsi ad affrontare la quarta ondata che, secondo l’Ema, ha già investito il Vecchio Continente.
I casi sono in aumento un po’ ovunque, Italia compresa, con alcune regioni che cominciano a destare preoccupazione.

Al calo settimanale delle vaccinazioni corrisponde un aumento non solo dei contagiati ma anche dei ricoverati, sia nei reparti ordinari sia in quelli di terapia intensiva.
Oggi il bollettino registra 5.905 nuovi casi e 59 vittime, con un tasso di positività all’1,1%.
A preoccupare, in particolare, è la situazione nel Nordest.

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Oggi in Friuli Venezia Giulia, teatro delle proteste anti-Green pass, i nuovi positivi sono triplicati rispetto a ieri, mentre la Provincia di Bolzano deve fare i conti con un indice di stress della sanità locale sulla soglia della zona gialla, come evidenziato dal rapporto Altems.
I dati mostrano “un rialzo della curva epidemica”, ma “alla crescita dei contagi non corrisponde, per ora, un incremento proporzionale di ospedalizzazioni”, rassicura il commissario per l’emergenza, Francesco Figliuolo.

L’Europa, dunque, torna “epicentro della pandemia”, per utilizzare le parole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo la quale c’è il rischio di un altro mezzo milioni di morti da qui a febbraio.
“L’attuale ritmo dei contagi nei 53 Paesi della regione europea – sono le parole del direttore per l’Europa, Hans Kluge – suscita forte preoccupazione”.

Dello stesso parere anche l’Agenzia europea del farmaco, l’Ema, che ha rilanciato l’ennesimo appello a vaccinarsi.
“E’ di assoluta importanza – ha affermato – perché nessuno è protetto fino a quando tutti saranno protetti”.

Intanto dal Regno Unito, dove oggi i casi di nuovi positivi sono tornati a calare toccando quota 37 mila, arriva il via libera alla pillola anti-covid Molnupiravir, prodotta dal colosso americano Merck Sharp & Dohme in partnership con Ridgeback Biotherapeutics.
L’antivirale potrà essere prescritto a chiunque sia testato positivo al Covid e abbia almeno un fattore di rischio legato a un possibile contagio grave come l’obesità, una cardiopatia, il diabete o in genere un’età superiore ai 60 anni.

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L’Italia, intanto, deve fare i conti non solo con il costante aumento dei casi, il 16% in più rispetto alla settimana precedente, ma anche con quello delle terapie intensive (+12,9%) e dei ricoveri (+14,9%).
I dati, forniti giovedì dalla Fondazione Gimbe, si riflettono inevitabilmente anche sulla pressione ospedaliera, anche se a livello nazionale il tasso di occupazione rimane comunque molto basso (5% in area medica e 4% in intensiva).

Nessuna regione supera la soglia del 15%, anche se Friuli Venezia Giulia, Bolzano e Calabria sono “sorvegliate speciali”, con un’incidenza e un incremento di positivi nelle ultime due settimane di molto superiore alla media nazionale.

Le regioni che conservano il “verde” nella mappa settimanale del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) diminuiscono sempre di più e sono solo Val d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Sardegna, Molise e Basilicata.

Tornano in giallo, invece, Liguria, Provincia di Trento, Umbria, Abruzzo e Puglia.
Particolare è il caso della provincia di Trieste dove vengono registrati 356 casi per 100 mila abitanti, frutto – anche – della manifestazione anti-Green pass dei portuali. Un episodio finito addirittura sulle pagine del New York Times.

“Il porto della città – si legge sul prestigioso quotidiano statunitense – è diventato il primo esempio in Europa di come sacche di resistenza ai vaccini e alle altre precauzioni contro il virus portino a un nuovo balzo dei casi”.

Un esempio da non seguire, dunque, e che ha portato prima il prefetto a vietare le manifestazioni in piazza Unità e poi il sindaco a obbligare chi scende in piazza ad utilizzare le mascherine con personale addetto ai controlli.

» leggi anche: “Trieste, si cambia: manifestazioni sì ma solo con la mascherina

» leggi anche: “A Venezia turisti come prima della pandemia “Necessari trasporti adeguati”

Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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  1. Quelli che sfilano gridando no-green-pass, no-green-pass, vogliamo salute e li-ber-ta’, si meritano solo idranti e di esser lasciati fuori dagli ospedali in caso di positivita’ al covid, altroche’ botte piena e moglie ubriaca!

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