Coronavirus: escort nigeriana “scaricata” in pronto soccorso. Il compagno fugge invece di fare i test

ultimo aggiornamento: 22/07/2020 ore 08:51

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Coronavirus Fase 2, medici di urgenza: pronto Soccorso a rischio caos

Escort nigeriana risulta positiva e viene “scaricata” in pronto soccorso dell’ospedale dal compagno appena sente che avrebbe dovuto restare in quarantena a casa anche lui.

Intanto, la Ulls 8 di Vicenza attiva la ricerca dei contatti. La donna è attualmente ricoverata presso il reparto di Malattie infettive dell’ospedale San Bortolo.

La donna, una nigeriana di 23 anni, residente a Trento, è stata accompagnata nel nosocomio berico da un giovane straniero (protettore?), pare dell’Europa dell’Est, che dopo aver lasciato agli infermieri del pronto soccorso le sue generalità (che facilmente potrebbero rivelarsi false), si è dileguato quando ha saputo che era affetta da Covid-19, e che anche lui, per sicurezza, avrebbe dovuto mettersi in isolamento a casa.

Di certo c’è che la giovane sta mostrando una forte chiusura a rivelare i suoi contatti, per ovvi motivi, nonostante si ritenga che possano essere molti.
La ragazza non dice nulla, non apre bocca. Invece sarebbe ritenuto proprio fondamentale individuare e testare le persone che sono venute a contatto con lei per soffocare un ennesimo focolaio alla nascita.

VENEZIA LIDO
Un veneziano di 40 anni è ricoverato all’ospedale di Dolo. L’uomo sarebbe oggi in gravi condizioni e in prognosi riservata. IL quarantenne, residente in zona Alberoni, è appena tornato da un viaggio in Serbia.
Per lui era cominciato il percorso domiciliare ai primi sintomi della malattia, dopo la scoperta della positività, ma il precipitarsi delle sue condizioni ha convinto i medici che era diventato indispensabile il ricovero.
Anche in questo caso è stato subito attivata la ricerca dei contatti e lo screening per le persone a lui vicine che sarebbero tutte residenti attorno alla zona degli Alberoni.
Al momento non sono state scoperte altre positività quindi non si può parlare di alcun focolaio a Lido.

PADOVA
Sono arrivati a 32 i casi dei nuovi focolai di Padova.

SITUAZIONE GENERALE
I nuovi positivi per il Covid (bollettino di lunedì sera ore 18) sono 56 in Lombardia, 42 in Emilia Romagna, 42 in Veneto, 12 in Liguria e 14 nel Lazio.
Le altre regioni hanno incrementi a una sola cifra, tranne Marche, Puglia, Valle d’Aosta, Umbria, Sardegna, Calabria, Molise, Basilicata e provincia autonoma di Bolzano che non registrano alcun nuovo caso.
I pazienti in terapia intensiva sono 47, due in meno rispetto a ieri, i ricoverati con sintomi sono 745 (+2), quelli in isolamento domiciliare sono 11.648 (-36).

MOVIDA
Finisce ancora sotto accusa la ‘movida‘, al centro del dibattito estivo e, soprattutto, al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine.
Nel Ravennate, sale il numero dei locali raggiunti – in questi giorni – da un provvedimento di chiusura della struttura. Le contestazioni riguardano la notte tra sabato e domenica quando le forze dell’ordine hanno rilevato assembramenti all’interno dei locali.
Baristi senza mascherina è l’altra infrazione ‘classica’.

In Emilia-Romagna a destare preoccupazione anche un rave-party, andato in scena sull’Appennino bolognese e, in particolare, il caso di una 17enne modenese risultata positiva al coronavirus mentre si trovava in vacanza con alcuni amici a Riccione: due ragazzi, nella località turistica con la giovane, sono risultati positivi al Sars-Cov-2.

Tutti e tre sono stati riportati a Modena con una ambulanza attrezzata e si trovano in isolamento domiciliare, mentre quaranta persone sono state messe in quarantena. La compagnia della ragazza aveva trascorso quei giorni in spiaggia e passato una serata in una nota discoteca di Misano Adriatico.

In una nota l’Ausl Romagna, ha spiegato che, “alla luce dell’attività di contact tracing messa in atto la situazione può considerarsi circoscritta e sotto controllo”.

Quanto al rave-party, nel Bolognese, il raduno a base di musica elettronica è stato scoperto dai Carabinieri qualche giorno fa, all’alba, lungo l’argine del torrente Savena a Loiano. I militari hanno identificato i partecipanti sorpresi a ballare indifferenti alle norme di cautela e distanziamento sociale: decine di giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni, provenienti da varie zone d’Italia.

Cinque di loro, organizzatori del rave, sono stati denunciati: manifestazione musicale non autorizzata.

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