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lunedì 14 Giugno 2021

Considerazioni “Senza se e senza ma”: Congresso Comunale PD

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L’esperimento di optare per una candidatura unitaria non ha dato i risultati che gli ideatori si aspettavano. I pesanti dubbi che avevamo sollevato si sono purtroppo rivelati fondati. Purtroppo proporre, senza nulla togliere, naturalmente, alle qualità e alle capacità di Giorgio Dodi, un unico candidato che rappresentasse la sintesi tra correnti, aree, anime, sensibilità e sinonimi vari, si è rivelata una scelta che ha sortito effetti opposti allo scopo, che doveva appunto essere l’unità.

I circoli si sono svuotati. Scissioni e autosospensioni. Circoli in cui hanno votato 5 – 10 iscritti. Può essere questa la rappresentanza un partito cittadino? Può essere questa la rappresentanza di una città?

Alcuni circoli si sono rivelati dei bunker, dove deve entrare solo poca gente, quelli che sostengono una determinata linea, escludendo gli altri.
La nostra, quella del gruppo “Senza se e senza ma” era una proposta di candidatura nuova, slegata da schemi di corrente, ma legata ai problemi e ai temi della città.

Ci è stato detto che non dovevamo “rompere” il partito e, ritirando la candidatura di Stefania Bertelli, avremmo permesso al partito di rimanere unito.

Purtroppo il risultato è sotto gli occhi di tutti. Un partito unito, solo sulla carta. Con un pugno di iscritti. Unito con una terribile diaspora … che partito è, chi rappresenta? E il segretario unitario chi rappresenta?

È evidente che i congressi di circolo hanno fatto esplodere un problema di fondo: la mancanza, soprattutto in alcuni circoli, di un fattore che sta alla base della storia e della creazione del PD, sta nel suo stesso nome … la democrazia. Un partito che esclude è un partito perdente. Se poi è un partito che la gente sente sempre più lontano, sarà sempre più autoreferenziale sempre più chiuso, sempre più distante dalle richieste e dai bisogni della persone.

La nostra proposta andava proprio nel senso opposto: condivisione, dialogo, allargamento, comprensione e mai esclusione.
La stessa direzione scelta dalla Municipalità di Venezia, che raccoglie una diffusa simpatia e un consenso ampio e che deve confrontarsi con ostacoli frapposti soprattutto da elementi del partito, più volte segnalati alla direzione e alle segreterie.

Questa frangia parallela di partito, che inizia con l’invito al voto disgiunto nelle amministrative che hanno consegnato la città a Brugnaro e che in questi due anni ha continuato con ammiccamenti o chiari segnali di avvallamento delle posizioni del sindaco, come si porrà con un segretario che, riprendendo il senso e le parole del nostro documento (e di questo lo ringraziamo), dichiara che il nostro partito deve porsi in opposizione senza se e senza ma a Brugnaro?
Come potrà il nuovo segretario, che in segreteria si troverà anche questa frangia, portare avanti davvero la dura opposizione che annuncia?

Naturalmente noi gli saremo vicini e intendiamo aiutarlo. Non potremo accettare, però, alcun cedimento sul piano della opposizione alla giunta e sui temi che ci sono cari: sulla lotta per la residenza, sulla tutela dei beni comuni, sulla lotta alla povertà e sulla attenzione alle fasce deboli, sulla salvaguardia e la scrupolosa tutela della Laguna, sulla scelta dell’accoglienza relativamente al tema dell’immigrazione e degli ultimi e su tutti quei valori che sono alla base di un partito che vuole chiamarsi Democratico.

E riuscirà un segretario a rifar “riaprire” alcuni circoli, oggi chiusi ad una appartenenza di corrente o di pochi che giocano partite autoreferenziali dentro quattro fredde mura? È questa la sfida da vincere.

Certo, ci fa piacere che Stefania Bertelli, che avevamo individuato come candidata, faccia oggi parte della segreteria, ma temiamo che sarà un lavoro improbo, per lei e per il segretario.

Come farà un segretario, persona squisita come Giorgio Dodi, scelto in questo modo, riuscire a interpretare i bisogni dei cittadini, se prima dovrà cercare di metter assieme le linee di pensiero contrastanti presenti nella sua segreteria?
Come si può pensare che una rappresentanza di questo tipo possa esprimere dei candidati per il parlamento? E dei rappresentanti per le scadenze amministrative?
È evidente che il partito non potrà non affidarsi ad una delle sue caratteristiche fondanti e cioè lo strumento delle primarie.

Noi cercheremo di aiutare nel suo percorso il segretario. Saremo leali e corretti, come abbiamo dimostrato anche in questa circostanza. Saremo al suo fianco nelle scelte che si orienteranno verso il bene della città, ma saremo anche attentissimi nel condannare e bocciare scelte che possano allontanare il partito dalla città e dall’interesse comune per privilegiare logiche di pochi o di poteri che sono lontani dal coltivare l’obiettivo del bene comune.
Buona fortuna e coraggio, tanto!

giovanni andrea martini

per

Un PD senza se e senza ma

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