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Con riferimento all’inconveniente occorso all’autobus elettrico “gemello” del modello coinvolto nella tragedia del cavalcavia , uscito fuori strada intorno alle ore 16.30 di due giorni fa, mercoledì 17 gennaio a Mestre, emerge la versione ufficiale dell’incidente. La ricostruzione è raccolta dal Corriere del Veneto in edicola oggi ed è fornita dal conducente del mezzo coinvolto, dal quale il quotidiano è riuscito ad ottenere un’intervista grazie alla giornalista Antonella Gasparini.
Durante l’intervista viene descritta la dinamica dell’ “incidente” (nel quale nessuna persona è rimasta ferita) e viene confermato che i primi ad intervenire sono stati due agenti della Polizia locale che si trovavano nei pressi. Questo uno dei passaggi più importanti della testimonianza: l’interessato conferma quanto detto loro (e messo a verbale) appena accaduto il fatto.
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L’inconveniente è avvenuto mentre il bus percorreva via Cappuccina, nelle vicinanze della stazione di Mestre, quando il mezzo ha invaso il marciapiede con due ruote, l’anteriore destra e la posteriore destra. Il bus, di proprietà della società “La Linea”, opera per conto dell’azienda Actv facendo servizio su alcune linee in appalto e il fatto che si tratti di un mezzo “gemello” di quello del disastro del Cavalcavia del 3 ottobre scorso ha destato “perplessità”.
Oggi la fondamentale testimonianza del conducente che, tra tutte le altre cose, conferma di non aver mai parlato di “guasto meccanico”. Tutti i dettagli nel quotidiano Corriere del Veneto in edicola oggi.
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