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Area ex Gasometri a San Francesco, Mannise: “Mancanza di trasparenza e prepotenza della Giunta”

Homeex GasometriArea ex Gasometri a San Francesco, Mannise: "Mancanza di trasparenza e prepotenza della Giunta"

(Riceviamo e pubblichiamo).

Tutta la questione riguardante l’area ex Gasometri a San Francesco della Vigna, mette ulteriormente in evidenza, se ce ne fosse stato bisogno, il modus operandi della attuale Giunta che governa la città di Venezia da oltre un quinquennio.
Cioè l’assoluta mancanza di dialogo con i cittadini e l’assoluta mancanza di trasparenza negli atti amministrativi.
Tutto nasce alla fine del 2013, quando l’area, allora di proprietà pubblica e a destinazione residenziale, viene acquistata da un soggetto privato, la società immobiliare “Del Corso”, la quale si affretta a presentare un progetto, velocemente approvato dal Commissario Straordinario Zappalorto, per edificare due complessi all’interno del volume degli ex Gasometri che ospiterebbero appartamenti, un’area commerciale ed una per l’edificazione di una palestra nel pregevole chiostro dell’istituto Paolo Sarpi.
Ottenuto ciò, non senza polemiche da parte di studenti e abitanti della zona, La società Del Corso vende, nel 2014, l’area ad altra società, la MTK, di capitale austro-ungarico, già tristemente nota in città per la realizzazione dei grandi complessi alberghieri accanto alla stazione di Mestre.
Quest’ultima, una volta entrata in possesso del bene, avanza serie di difficoltà

nella realizzazione dei complessi residenziali approvati, adducendo riserve circa il costo finale degli appartamenti, che, alla luce dell’onere complessivo dell’operazione, risulterebbero troppo costosi per la clientela veneziana.
Allora, propone all’amministrazione una sorta di baratto: chiede una variante sulla destinazione da residenziale a ricettiva, in cambio ristrutturerà a sue spese 50 appartamenti di proprietà pubblica in zona, realizzerà all’interno dei fatiscenti capannoni ex Dalmati all’interno dell’Arsenale una palestra e una struttura sportiva utili alle vicine scuole (in realtà la distanza di questa struttura dalle scuole è uguale a quella del palazzetto G. Gianquinto, cioè 1.200 mt. circa, usato dalle scuole in questi anni); inoltre, ristrutturerà la darsena adiacente l’area e realizzerà un nuovo ponte sul rio di Santa Giustina che collegherebbe la fondamenta all’area della Società Canottieri Querini.
Ora, a prescindere dalla valutazione generale delle proposte, sulle quali ci sarebbe modo di intervenire criticamente, la questione vera è se la città, i suoi abitanti, i suoi studenti siano d’accordo su queste ipotesi. Anche perché Ca Farsetti aveva a suo tempo dichiarato il no all’albergo, “a meno che le scuole e la città non lo chiedano”.
Ecco, allo stato dell’arte, i cittadini, almeno quelli più direttamente interessati della Città Antica, hanno già risposto chiaramente i loro no a nuove attrezzature ricettive, per non dover soffrire ulteriormente dell’assalto del turismo soffocante di prima della pandemia; gli studenti continuano a manifestare il loro disaccordo sulle soluzioni proposte alle loro esigenze di palestre.
Diventa, perciò, evidente che questa Amministrazione,

anziché usare il tempo che la pandemia ha drammaticamente imposto per trovare soluzioni alle gravi difficoltà che assillavano la città, anziché impostare la soluzione dei problemi dell’eccessivo turismo, della residenza e della diminuzione degli abitanti, anziché porsi l’obiettivo di dare risposte ai disagi sociali che hanno afflitto negli ultimi anni i cittadini veneziani, propone soluzioni che riporterebbero Venezia alla situazione precedente. Anzi peggio.
A nulla sono valse, finora, le interpellanze, le interrogazioni delle opposizioni, le richieste di trasparenza degli atti, a queste cose si risponde con la supponenza e con l’ambiguità.
Questi temi, ancora una volta, saranno discussi dal prossimo Consiglio della Municipalità di Venezia, Murano, Burano, giovedì 28 gennaio, su questi temi ho anche fatto protocollare, personalmente, presso gli Uffici della Municipalità di Venezia, Murano, Burano una mia interrogazione al Sindaco e alla Giunta Comunale, che sta seguendo il suo iter burocratico, e spero possa essere discussa e fatta propria, nelle prossime sedute, dal Consiglio di Municipalità e inoltrata al Sindaco e alla Giunta.
La battaglia per stanare la prepotenza di questa Amministrazione Comunale, è ancora aperta:

per portare a termine il proprio disegno la Giunta sarà costretta, infatti, a chiedere una variante alla destinazione d’uso (da residenziale a ricettiva) dell’area ex Gasometri.
Un percorso urbanistico complicato, con previsioni lunghe del suo iter, con la possibilità di incepparne il corso attraverso deduzioni mirate, e in ultima ratio, con la possibilità di portare la questione al vaglio degli organi del TAR, del Consiglio di Stato e alla valutazione della Corte dei Conti, un percorso, soprattutto che si scontrerà con l’opposizione consapevole, nelle sedi istituzionali e nei territori, di gran parte di questa città.
Appare, in conclusione, chiaro che la volontà espressa dalla Giunta non va certo nella direzione del “bene della comunità”, si tratta di trarne, come la parte più consapevole di questa città sta già facendo, le dovute conseguenze.

Renata Mannise
Consigliera della Municipalità di Venezia, Murano, Burano
Gruppo Verde Progressista

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

La discussione è aperta: una persona ha già commentato

  1. Venezia ha bisogno di case per residenti e non dell’ennesimo albergo per turisti!
    Riqualificare la zona, si ma per i veneziani, e per chi vuole RITORNARE a vivere in città!
    Ricostruiamo il tessuto sociale!!! Venezia ne ha bisogno, i veneziani ne hanno BISOGNO!!

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