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Ieri, già alle 17 in Campo San Fantin, quando sono passata per andare all’Ateneo Veneto, c’erano parecchi poliziotti (mi pare anche in tenuta “anti-sommossa”). Mi sono stupita, ma poi mi sono ricordata che li’, al Teatro La Fenice alle 20.30, iniziava la cerimonia del Premio Campiello. Ed infatti, tornando verso Calle Vallaresso, ho incrociato tanta gente vestita elegantemente “da sera”, tra cui parecchi militari di vari corpi in alta uniforme.
Ho poi guardato in TV la diretta del Premio, con il Sindaco Brugnaro, il Presidente Zaia, ovviamente tanti industriali, ecc. ecc. Al di la’ di altre considerazioni, quanto strideva il tutto (compresa la presenza di tanti poliziotti a difesa di quelle “personalita’”) con la tragedia successa la notte prima a Mestre!
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Chiaramente non si poteva fermare la cerimonia, ma possibile che neanche una parola, da parte di nessuno delle diverse persone salite sul palco e nemmeno da parte del Sindaco che poteva certo intervenire (poi fotografato sorridente), per ricordare Jack, ragazzo creativo, sensibile, impegnato in tante battaglie di solidarieta’ e di denuncia, che ha pagato con la vita la sua generosita’ in un territorio che diventa sempre più socialmente degradato?
Grazie dell’attenzione per queste mie considerazioni e cordiali saluti.
Cristina Romieri,
Venezia Lido
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Eccoci qui, all’estensione del discorso sul problema di Mestre. L’estensore della missiva vorrebbe che il bel mondo, ovvero, la gente che piace alla gente che piace, riconoscesse lo sfroze del soldato Giacomo. MI dispiace, ma a quella gente non interessa salvare il soldato, il soldato è solo materiale umano, esattamente come quelli dello slud di Mestre.
Co a mer** monta in scagno o fa spusa o fa danno , diceva i veci.
Ecchep….e