Lettera. Alberi tagliati, cantieri, palazzi, che sta succedendo a Mirano?

ultimo aggiornamento: 20/07/2016 ore 09:20

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Lettera. Alberi tagliati, cantieri, palazzi, che sta succedendo a Mirano?

Buon giorno,
sono una cittadina del Comune di Mirano.

Quando circa 7 anni fa mi ci sono trasferita da Mestre, ne ho apprezzato la bella e molto utilizzata pista ciclo- pedonale lungo il Taglio e l’urbanistica che pareva(una volta tanto) aver tenuto conto che oltre che di un’abitazione l’uomo necessita anche di spazi verdi

per respirare aria pura
per ossigenare il cervello
per rilassare la mente
per pacificare l’animo
per lasciar giocare i bambini
per socializzare
per portare a spasso il cane
per impedire inondazioni ogni volta che piove
per vivere nel bello
per rinfrescare le estati afose
..e ognuno di noi potrebbe continuare con mille motivazioni.

Perciò è con una tristezza immensa nel cuore che vedo che negli ultimi tempi la pubblica amministrazione sembra aver trascurato questa semplice necessità di base.

Sono fioriti infatti cantieri dove al posto di villette con almeno il doppio di giardino sono comparsi palazzi con cubature quanto meno raddoppiate rispetto agli immobili preesistenti e verde azzerato.

Ma un vero colpo al cuore mi è venuto la settimana scorsa, quando da mattino a sera sono stati abbattuti con nonchalance spiazzante degli alberi del parco Rabin ( zona via Perosi ) per permettere la costruzione lungo il Taglio di biville in classe A , quindi a basso impatto ambientale (sembra una presa in giro).

Quegli alberi ci avranno messo una ventina di anni per raggiungere quelle meravigliose fronde che ogni mattino contribuivano a rendermi piacevole cominciare la giornata.

Per me è stato come vedermi tagliare le braccia.

E mi chiedo quale sia il senso civico e il senso della vita, la priorità di valori di chi oggi per ingordigia di soldi vende per costruire, chiede di costruire , concede i permessi per costruire ville destinate a pochi danarosi, sottraendo verde pubblico a tutto il resto della popolazione infischiandosene delle rpercussioni.

Non è ancora chiaro che di cemento ce n’è troppo e che l’unica cosa da incrementare è il verde e la cura di quanto già esiste? Non ci sono forse vecchi immobili fatiscenti da ristrutturare o ricostruire senza incrementare le cubature? Non siamo pieni di immobili nuovi desolatamente vuoti?

Ma a chi giova tutto questo? Chi ci guadagna?

Dovremmo imparare da Toscana e Francia: la tutela dell’ambiente, il renderlo bello e il mantenerlo tale può essere un business visto che richiama turisti e cittadini di qualità, amanti del bello e della vita, innamorati del proprio territorio e disposti a tutelarlo.

Cordiali saluti

Claudia Nadalin

20/07/2016

Riproduzione Riservata.

 

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