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Al Convento del Redentore giornata di studio e concerto per i 450 anni del voto della Serenissima

Il 21 settembre il convento del SS. Redentore in Giudecca ospita una giornata di studio e un concerto per i 450 anni dal voto del 1576.

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Il convento dei Cappuccini e la chiesa del Santissimo Redentore in Giudecca tornano al centro dell’attenzione storica e culturale: il 21 settembre il refettorio del complesso ospiterà una giornata di studio, seguita in serata da un concerto aperto alla cittadinanza, per ricordare il voto che la Repubblica di Venezia espresso nel 1576 e che portò alla realizzazione del Tempio votivo.


L’iniziativa, promossa dalla fraternità dei frati cappuccini, si svolgerà dalle 9.00 alle 17.30 nel refettorio del convento (Giudecca, 194). Il concerto è in programma alle 18.30. Per raggiungere il sito è possibile utilizzare le linee di navigazione 4.1, 4.2 e 2 (fermata Giudecca-Redentore); l’ingresso è previsto dalla Calle dei Frati, alla sinistra della chiesa.

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L’appuntamento gode del patrocinio della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Venezia, della Direzione regionale Musei nazionali Veneto, della Città di Venezia, dell’Università di Padova (Dipartimenti dei Beni Culturali e di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale) e della Fondazione Giorgio Cini.


L’evento si inserisce nelle celebrazioni collegate al 450° anniversario del voto con cui, il 4 settembre 1576, il Senato della Serenissima decise la costruzione del Tempio votivo del SS. Redentore. L’incarico a Andrea Palladio di presentare due proposte progettuali risale al 23 novembre dello stesso anno; il Tempio, nato dopo la spaventosa pestilenza del 1575-77, è considerato una delle ultime grandi opere dell’architetto e la prima grande chiesa votiva della città.


In apertura della giornata prenderanno la parola, oltre a fr. Alessandro Carollo, Ministro Provinciale della Provincia Veneta di Santa Croce dei Frati Minori Cappuccini, rappresentanti dell’Università di Padova e istituzioni culturali veneziane. Dopo i saluti introduttivi interverranno Giovanna Valenzano e Andrea Giordano, responsabili rispettivamente del Dipartimento dei Beni Culturali e del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Padova; Paolo Romor, assessore alle Politiche Culturali del Comune di Venezia; Corrado Azzollini, soprintendente per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Venezia; e Daniele Ferrara, direttore regionale dei Musei nazionali Veneto.


A seguire il programma scientifico prevede contributi di studiosi nazionali e internazionali: Deborah Howard dell’Università di Cambridge, Walter Panciera dell’Università di Padova, Michele Camaioni (Università Roma Tre), Andrew Hopkins (Università dell’Aquila) e Francesco Trentini (Direzione regionale Musei nazionali Veneto).

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La giornata culminerà in una tavola rotonda cui parteciperanno docenti dell’Università di Padova — Ludovica Galeazzo, Elena Svalduz, Marsel Grosso e Gianmario Guidarelli — insieme ad Andrea Guerra dell’Università Iuav di Venezia. A chiudere la sessione pomeridiana saranno Giulia Becevello e Paola Placentino, che presenteranno il percorso di ricerca attualmente in corso.


Fr. Alessandro Carollo ha commentato l’iniziativa indicando la volontà dei frati di restituire centralità storica e spirituale all’intero complesso conventuale: “Accogliamo con profonda gioia e gratitudine questo ambizioso progetto di ricerca, che restituisce la giusta centralità storica e spirituale non solo alla celebre chiesa del Redentore, ma all’intero complesso conventuale che da secoli ne custodisce la memoria e la vita. La nostra presenza a Venezia affonda le radici nella prima metà del Cinquecento, quando i primi frati Cappuccini trovarono rifugio ed eremitaggio in questo lembo della Giudecca, presso l’oratorio di Santa Maria degli Angeli, intrecciando indissolubilmente la storia spirituale dell’Ordine con il tessuto urbano, sociale e religioso della città lagunare e dell’intero Triveneto. Forse la storiografia tendeva a separare la dimensione monumentale della chiesa votiva dalla testimonianza quotidiana e silenziosa della presenza dei frati, che ne erano i fedeli custodi e promotori. Questa ricerca, condotta in preziosa sinergia con i Dipartimenti DBC e DICEA dell’Università degli Studi di Padova, ci permetterà finalmente di rileggere questa storia in modo unitario ed organico, dalle origini cinquecentesche fino alle sfide del XXI secolo. Il percorso di studi, che culminerà nel 2028 in occasione del cinquecentenario dell’approvazione del nostro Ordine da parte di Papa Clemente VII, rappresenta per noi un’occasione preziosa per custodire la nostra identità e offrirla come bene vivo, culturale e spirituale, a Venezia e al mondo intero”.


L’iniziativa rientra in un progetto avviato nel gennaio 2026 in collaborazione con l’Università di Padova (Dipartimenti DICEA e Beni Culturali) che mira a ricostruire in modo rigoroso l’iter decisionale alla base dell’edificazione del Tempio votivo e a valutare l’impatto del complesso conventuale sul processo di urbanizzazione della Giudecca e sul rapporto con la città e la laguna.

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Federico Fortesa
Federico Fortesa
Non sono un giornalista, sono informatico ma il web è il mio mondo e le etichette non mi piacciono... Amo stare tra la gente e seguo tutti gli eventi e gli appuntamenti che posso. La mia mail qui: federico_f@lavocedivenezia.it
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