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Studente 13enne che ha accoltellato la prof: esiste una community web dove si postano i “crime”

Sul "dark web" le immagini dello studente 13enne che va ad accoltellare la docente: si indaga su una community True Crime e su chat dedicate

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Sull’alunno di 13 anni che ha ferito con un coltello una docente della media Giovanni Verga a Centocelle, Roma stanno emergendo fatti nuovi. Dietro l’aggressione gli investigatori sospettano l’influenza di una community online di appassionati di “true crime” e la possibile partecipazione di altre persone presenti a una chiamata in diretta.


Secondo le ricostruzioni, il ragazzo aveva pubblicato pochi minuti prima un conto alla rovescia su TikTok con il messaggio «Guardate i Tg» e alle 9.14 di venerdì mattina ha scritto «Guys, guardate il tg dopo». La sua pagina, che contava circa 4.332 follower — indicata anche come “quattromila” nelle prime rilevazioni — e oltre 70 mila like, è stata oscurata dalla piattaforma.

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Nel filmato dell’aggressione, ora diffuso sul dark web e su alcuni social, si vede il giovane arrivare a scuola con un casco verde militare, indossare guanti e mostrare un coltello. Il video, che si interrompe quando entra in aula, sarebbe stato registrato da partecipanti collegati in chiamata: per questo gli inquirenti sospettano che il ragazzo abbia ricevuto indicazioni in tempo reale, anche su quale tipo di arma usare o su come procurarsi eventuali spray urticanti.


I carabinieri della compagnia Casilina hanno concentrato le attenzioni sulla cosiddetta True Crime Community (Tcc), un network internazionale di utenti che scambiano materiale su omicidi e stragi, talvolta con toni di celebrazione verso autori di violenza. Tra i primi soggetti “ricercati” figurano cinque utenti che, secondo gli investigatori, stavano seguendo la diretta video su una chat Telegram.


Nel suo abbigliamento il ragazzo portava una maglietta con la sigla Tmd, acronimo di Total Muslim Death, elemento che ha spinto gli inquirenti a valutare anche possibili legami con ambienti suprematisti o di matrice islamista. Sui dispositivi del giovane sono stati trovati riferimenti a episodi di cronaca nera: sul casco erano segnati i nomi di Brenton Tarrant (attentatore di Christchurch), Anders Breivik (Utøya) e Dylan Klebold (Columbine), oltre a simboli nazisti e forse il nome di Cain Clark, citato nei primi rilievi.


«Sugli ultimi casi non posso dire nulla, ma non sembrano avere una connotazione politica ma la fascinazione per violenza e armi può portare a fenomeni di radicalizzazione di matrice islamista o suprematista», ha dichiarato a La Stampa Riccardo Perisi, direttore del Servizio antiterrorismo internazionale della Polizia, citato dagli atti dell’indagine.

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I carabinieri stanno analizzando il materiale presente sui dispositivi del minore e nelle chat collegate per ricostruire eventuali contatti e responsabilità altrui. L’ipotesi che l’aggressione sia stata istigata o organizzata da altri viene seguita con attenzione, anche alla luce di analogie con casi avvenuti all’estero, dove autori di violenze hanno documentato preparazione e attacchi sui social.


La Procura per i minorenni di Roma ha ricevuto l’informativa dei carabinieri. Pur essendo il ragazzo non imputabile penalmente per la sua età — ha 13 anni — è stato aperto un fascicolo per lesioni e avviata la procedura per l’accesso alle misure rieducative previste per i minori.


Il giovane, figlio unico, è ricoverato in ospedale. I magistrati valuteranno la documentazione clinica e le risultanze investigative per decidere quale misura adottare: tra le opzioni indicate dagli inquirenti figurano l’affidamento ai servizi sociali o il collocamento temporaneo in una comunità.


Le indagini proseguono con il monitoraggio delle chat e delle piattaforme coinvolte e con il tentativo di individuare le persone che hanno assistito alla trasmissione in diretta, al fine di chiarire ruoli e responsabilità nell’episodio.

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Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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