A Pasqua tutti in spiaggia? Non proprio: cancelli chiusi. Al Lido anche il mare proprietà privata?

A Pasqua tutti in spiaggia? Non proprio: cancelli chiusi e sicurezza a rischio. Al Lido anche il mare diventa proprietà privata?

Secondo me io penso che:
se qualcuno durante le feste pasquali pensa di poter liberamente entrare in spiaggia dai numerosi accessi presenti al Lido, si sbaglia di grosso, e se pensa, entrando per il Blue Moon, di uscire dai varchi secondo bisogno, si sbaglia ancor di più.

Eh si, perché già giovedì scorso, nonostante la giornata soleggiato e l’orario diurno, gli accessi 8 e 9 della Venezia Spiagge (che poi in pratica sarebbe il Comune, dato che è una sua partecipata al 51%) erano chiusi con tanto di catena e lucchetto.

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Quindi lì non si entra né si esce. Eppure il tratto pare lungo più dei 200 metri oltre i quali, se non erro, in Italia dovrebbe esser lasciato un LIBERO accesso libero al mare.

Credo che questo dovrebbe valere anche al Lido e pure per i gestori delle spiagge. Ma si sa, quando offre un dito, spesso qualcuno si prende tutto il braccio, e così nel “braccio “ di mare del Lido ancora una volta chi entra in spiaggia dal centrale “Blue Moon” e vuole uscire da un’altra parte, il pellegrinaggio alla ricerca del varco aperto diventa estenuante.

Chi pare abbia il primato, pare sia il Consorzio Alberghi – C.A.P.L.I, con la chiusura di entrambi i suoi accessi al mare già dal 20 settembre, come rilevato lo scorso anno alle 16.30 e segnalato alla Polizia Locale.

Novità? Nient’affatto: tutto segnalato più volte da anni, invano, e pure indicato, il 05.10.2017, nelle “OSSERVAZIONI AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL’ARENILE DELL’ISOLA DEL LIDO” presentate dal sottoscritto al Comune di Venezia, con esplicita richiesta del 18.10.17, di essere informato in merito a data e luogo di discussione delle stesse.

Tutto invano: i varchi sono spesso chiusi, come prevalentemente avviene da decenni nei mesi dall’autunno alla primavera, anche in pieno giorno, e nessuno ha informato il sottoscritto in merito all’incontro per la discussione delle citate osservazioni: forse a qualcuno davano fastidio? Forse “non piacevano” a qualche partecipata del Comune?

Nelle stesse, per avere un quadro completo, si citavano anche episodi di sopruso accaduti, da quanto ricordo, nel 1998, quando la notte del Redentore, proprio all’inizio della zona gestita dalla Venezia Spiagge, i veneziani che volevano festeggiare in spiaggia si erano ritrovati nientemeno che una ruspa con lampeggiante messa di traverso accanto alla battigia, una guardia giurata che impediva l’accesso, e tutti venivano diffidati ad andare oltre poiché, dicevano, la spiaggia “era privata”.

Nel caso non fosse bastato, c’era pure un soggetto tatuato apparentemente poco raccomandabile, non si sa da chi “assoldato”, con tanto di cane tipo “pitbull” senza museruola pronto ad intimidire chi avesse disobbedito agli “avvertimenti”, forse come “opzione di riserva”…

In quell’occasione, supportato anche da un consigliere comunale di altra città, è stata fatta intervenire la Polizia che, giunta in flagranza di violazione, ha ritenuto il tutto arbitrario e passibile di denuncia identificando i responsabili (non ricordo se c’era anche qualcuno della Venezia Spiagge), intimando la rimozione della ruspa, liberando gli accessi tra la gioia della gente che ci ringraziava, indicandoci pure i termini per le querele da presentare.

Ma si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio, e al Lido sembra che ogni gestore continui a fare ciò che vuole.

A mio avviso invece, specialmente per motivi di sicurezza nel caso di emergenze con necessità di uscire dalla spiaggia rapidamente per ricevere soccorso o raggiungere un’autoambulanza, le uscite, oltre che non chiuse da cancelli o recinzioni e non nascoste da dune di sabbia, dovrebbero essere ben evidenziate e facilmente accessibili anche a chi non riesce “scalare” dune di sabbia, specie in caso di infortunio in spiaggia, altrimenti si mette a rischio la sicurezza dei cittadini.

Per chi forse finge di non ricordarlo, sarebbe bene chiarire che:
– le spiagge sarebbero del Demanio dello Stato e quindi della collettività;
– non è obbligo, ma scelta, per le Amministrazioni darle in concessione, cosa che credo potrebbero decidere anche di non fare chiedendo persino lo sgombro delle strutture dalle spiagge.

Le concessioni quindi, in attesa dei bandi europei, dovrebbero essere intese come fatte nell’interesse dei cittadini, e non a scapito dei cittadini, che di fatto ne restano i “proprietari” tramite lo Stato.

Forse Venezia Spiagge dovrebbe occuparsi di più del degrado in cui versano da anni i vecchi camerini, fatiscenti, se non con Eternit, che ancor oggi sono in bella vista nel più totale degrado proprio all’inizio della concessione, nei pressi di Piazzale Bucintoro.

Attendiamo che il Comune faccia rispettare qualche volta i diritti dei Veneziani sanzionando severamente chi chiude gli accessi in violazione di legge, affinché non prevalgano interessi (o soprusi) degli imprenditori del turismo, anche a scapito della sicurezza.

I gestori possono piuttosto recintare le loro strutture, per tutelarle dai danneggiamenti, ma devono, anche per principio, lasciare aperti gli accessi al mare, che non è certo privato (almeno per ora), me bene comune.

Prof. Fabio Mozzatto
(Veneziano D.O.C.)

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