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A Lido di Venezia cinquemila persone manifestano contro le violenze in Palestina
Il Lido di Venezia è stato teatro, ieri pomeriggio, di una grande mobilitazione per la pace in Medio Oriente. La manifestazione, organizzata dai centri sociali del Nordest con il sostegno di numerose associazioni, movimenti e realtà politiche, ha richiamato circa cinquemila persone secondo le stime delle forze dell’ordine. I promotori parlano invece di diecimila partecipanti.
La giornata è iniziata in piazzale Santa Maria Elisabetta, dove i bambini hanno preso parte a laboratori dedicati alla costruzione di aquiloni colorati, simbolo di pace. Sul selciato sono state deposte anche centinaia di barchette di carta decorate con la bandiera palestinese. L’atmosfera si è caricata progressivamente fino alla partenza del corteo, fissata per le 17.
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Il percorso si è snodato da piazzale Santa Maria Elisabetta lungo il Gran Viale, via Marcello, via Dardanelli e il Lungomare Marconi, per poi ritornare al punto di partenza. La marcia, composta da famiglie, giovani, anziani e attivisti, si è svolta in modo pacifico, con bandiere palestinesi, striscioni e cori che invocavano la fine delle ostilità a Gaza. Unico momento di tensione è stato registrato all’altezza di via Marcello, dove un gruppo di manifestanti si è fermato a lungo intonando slogan prima di riprendere il cammino.
Imponente il colpo d’occhio all’avvio del corteo, che ha attraversato le strade principali dell’isola senza bloccare del tutto la circolazione. La macchina organizzativa ha garantito sicurezza e viabilità: circa 150 agenti di polizia sono stati schierati, con un dispositivo rafforzato deciso dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Nonostante l’alta partecipazione, il Lido non è stato blindato e le attività ordinarie sono proseguite.
In corteo erano presenti esponenti politici, tra cui il senatore Andrea Martella, il consigliere comunale Gianfranco Bettin, la capogruppo Avs alla Camera Luana Zanella, oltre a Nichi Vendola e Luciana Castellina. Numerosa anche la partecipazione dal mondo della cultura e dello spettacolo: tra gli altri, l’attrice e madrina della Mostra Emanuela Fanelli, Benedetta Porcaroli, Donatella Finocchiaro, Ottavia Piccolo, Zerocalcare e Michele Riondino. Alcuni artisti avevano già espresso il loro sostegno alla causa palestinese durante la Mostra del Cinema, comparendo sul red carpet con simboli e messaggi legati all’iniziativa “Venice4Palestine”.
Parallelamente al corteo, un gruppo di manifestanti ha tentato un blitz dalla spiaggia, avvicinandosi all’area del red carpet del Palazzo del Cinema. L’azione, limitata all’esposizione di una bandiera palestinese, non ha provocato incidenti né turbato la manifestazione principale, che si è conclusa senza disordini.
Un episodio separato ha riguardato un gruppo di attivisti veneziani che, portando con sé uno striscione con le bandiere della Pace, dell’Onu, della Palestina e di Israele, ha denunciato di essere stato fermato dal servizio d’ordine e di aver subito lo strappo della bandiera israeliana. I promotori hanno ribadito che l’obiettivo della mobilitazione era quello di portare nel cuore della Mostra del Cinema un messaggio unitario di pace e di sostegno alla popolazione civile di Gaza.
L’iniziativa, che ha unito società civile, politica e mondo culturale, ha dato voce a un’ampia richiesta di pace e di stop alle armi.
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Come sarebbe guerre diverse ? Forse nelle altre guerre combattono con le fionde o con le cerbottane ? Ci sono stermini inimmaginabili !!!! Ci sono carestie tremende !!!
Questa guerra non finirà mai ancora milioni saranno le vittime, tra attentati e ritorsioni ,dato che ogniuna delle parti vuole sterminare l’altra….a meno che non intervenga una superpotenza mondiale a mettersi in mezzo e a disarmare tutti …. e non sto pensando agli Usa …
Ricordo anche i festeggiamenti a Gaza per gli attentati dell’11 Settembre, per quelli di Parigi dove morì la nostra Valeria Solesin , per quello di Nizza , Londra e in Spagna ….ho sentito gli imam dire che il compito che hanno è di islamizzare l’Europa è di uccidere chi non si converte ….
Aborro le guerre , aborro gli estremismi e i fanatismi religiosi chiedo allora alle superpotenze di mettersi in mezzo e disarmare tutti, emarginare gli estremisti e finalmente cercare di vivere in pace ….
E a qualcun altro ricordo che nel mondo ci sono 57 conflitti dove anche li muore di fame e dove nessuno va a portargli da mangiare ….ma solo casse di armi
Cinquemila persone in corteo per la pace in Palestina, con politici in prima fila e bandiere al vento. Emozione, cori, aquiloni… e soprattutto: il red carpet a pochi passi.
Che dire, la pace è importante. Ma solo se c’è la Mostra del Cinema, fotografi, e magari un aperitivo vista mare. Per le guerre in Congo, Yemen, Sudan, Ucraina? Mmm… niente tappeto rosso, niente selfie, niente indignazione da copertina.
Aspettiamo con ansia la prossima mobilitazione… magari a Cannes, o davanti a un festival con buffet. Perché si sa: la coscienza civile è come l’outfit, si indossa solo quando fa scena.
forse perche le guerre su indicate sono diverse nel senso che non è come la palestina dove stanno annietando un popolo per colonizzare il territorio.
in ogni caso è vero bisognrebbe protestare per tutte le guerre in corso
Cara Antonietta, hai ragione nel sottolineare che ogni conflitto ha le sue dinamiche e motivazioni, ma c’è una verità che attraversa tutte le guerre: la sofferenza non ha confini.
Le morti non si contano in blocchi, si vivono una per una. Ogni vita spezzata sotto le bombe, ogni bambino che non torna a casa, ogni madre che piange un figlio, è un mondo che si spegne. E quando la distruzione diventa sistematica, quando la violenza si ripete giorno dopo giorno, non serve un numero per chiamarlo sterminio: basta una sola vittima innocente per gridare all’orrore.
Protestare per tutte le guerre, come dici tu, è un dovere morale.