5 x 1000
HomeConcorso Letterario La Voce di VeneziaALBERI AL VENTO di Giulia Zornetta

ALBERI AL VENTO di Giulia Zornetta [concorso letterario]

Passai una delle domeniche più belle di sempre: l’8 Marzo, come da tradizione, la mamma mi preparò con quelle sue “mani magiche” la torta mimosa. La giornata era perfetta: buon cibo, ottima compagnia, il sole ed un clima mite: a questa perfezione aggiunsi una bella passeggiata al mare. Per qualche ora dimenticai le notizie che […]

Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!

Clicca qui e iscriviti subito

Gratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!

Concorso Letterario de “La Voce di Venezia”. Prima edizione: “Racconti in Quarantena”

Passai una delle domeniche più belle di sempre: l’8 Marzo, come da tradizione, la mamma mi preparò con quelle sue “mani magiche” la torta mimosa. La giornata era perfetta: buon cibo, ottima compagnia, il sole ed un clima mite: a questa perfezione aggiunsi una bella passeggiata al mare.

I nostri articoli saranno sempre gratuiti se abbiamo il vostro sostegno.

Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274

Scopri come fare

Per qualche ora dimenticai le notizie che già in quei giorni sopraggiunsero…virus, mascherine, quarantena…parole che risuonavano nei tg ma a me sembravano non appartenere, come un temporale che colpisce alcune zone e la mia era stata sfiorata.

Salutai i miei la sera e mai avrei immaginato fosse l’ultima volta.

Mi ritrovai presto catapultata in una nuova realtà, senza avere il tempo di abituarmici.

Supermercati presi d’assalto, la corsa per avere l’ultima Amuchina o l’ultima busta di lievito, posti di blocco nelle strade e poi, ben presto, il nulla: città presto deserte, strade fantasma, ovunque un silenzio assordante: la paura aveva preso il sopravvento su tutto il resto!

5 x 1000

Ero l’attrice di un film di fantascienza nel quale tutti i protagonisti dovevano indossare la mascherina e i guanti per le poche uscite consentite dalla legge, con un foglio tra le dita che giustificasse i loro movimenti e soprattutto rimanendo a distanza da chiunque si incrociasse.

Qualcuno, passandogli a lato, ti scansava; qualcuno non lo riconoscevi più: il tuo vicino di casa, il tuo amico o, peggio, qualche parente erano diventati “Una persona” e non più “La persona”.

Le settimane passavano, i giorni diventavano sempre più lunghi e pesanti perché non si intravedeva la fine all’orizzonte. I miei giorni trascorsero tra la lettura di qualche libro, molti film e serie tv, videochiamate quotidiane con persone a me vicine e altre riscoperte durante questo percorso.

Quando ero satura delle notizie angoscianti che puntualmente la tv ci bombardava ad ogni ora, spegnevo, cucinavo e mangiavo: così tra un cheesecake, una crostata e una pizza anche il bottone dei pantaloni ha preso le distanze dall’asola.

Ho lasciato molto spazio alla riflessione, alla preghiera che spesso mi ha aiutato ad avere un po’ di serenità, soprattutto quando la paura e lo smarrimento rendevano le mie notti più brevi.

Eravamo tutti uguali. Tutti con gli stessi timori. Tutti con le stesse regole. Tutti con la stessa vita.

Mentre le nostre vite erano buie, mi sorprendeva vedere tutti i giorni, invece, come la natura e gli animali si fossero ripresi tutti gli spazi, risplendendo e vivendo come non mai!

Questa volta eravamo noi in gabbia e loro liberi a guardarci increduli.

 

— 0 —

 
» vota il tuo racconto preferito » vai alla presentazione del concorso » leggi tutti i racconti arrivati

Redazione
Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it - redazione@lavocedivenezia.it
LEGGI TUTTO
RIPRODUZIONE VIETATA
sono vietate anche le riproduzioni parziali di titoli, testi, foto, attraverso sistemi automatici (cd aggregatori)

Notizia interessante? Scrivi cosa ne pensi tu...

Scrivi qui la tua opinione
Il tuo nome o uno pseudonimo

Persa qualche notizia? Le ultime:

La Voce di Venezia radio

Se non è partita la musica clicca play sul triangolino in basso
In onda ora
ON AIR NOW
vai alla HOME PAGE