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Azzalin (PD): “Zaia smetta con scaricabarile: martedì venga in aula per legge elettorale che lui ha voluto”

Azzalin (PD): “Zaia smetta di fare lo scaricabarile: martedì venga in aula a difendere o disconoscere la legge elettorale che lui ha voluto. O è un bugiardo o non conta niente” “Zaia se ha coraggio venga martedì in Consiglio a disconoscere o difendere la paternità di questa legge. È un suo dovere politico, scenda dalla […]

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Azzalin (PD): “Zaia smetta di fare lo scaricabarile: martedì venga in aula a difendere o disconoscere la legge elettorale che lui ha voluto. O è un bugiardo o non conta niente”

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“Zaia se ha coraggio venga martedì in Consiglio a disconoscere o difendere la paternità di questa legge. È un suo dovere politico, scenda dalla torre d’avorio sul Canal Grande. Nessuno può pensare che non sia farina del suo sacco, a partire dal nome visto che è stata ribattezzata Zaiatellum”. Graziano Azzalin del Partito Democratico non crede a un presidente furioso con la propria maggioranza su alcuni punti del provvedimento, in particolare l’eliminazione del doppio mandato per i consiglieri.

“La legge non è nata a Palazzo Ferro Fini, ma a Palazzo Balbi per consentire a Zaia di governare senza impicci, da solo, liberandosi dei propri alleati. Ha coinvolto il Consiglio per una cosa di cui nessuno sentiva l’urgenza, visto che non era nel pacchetto delle 18 leggi indicate da Zaia a inizio mandati. Vien da ridere a pensare che ora cada dal pero e prenda le distanze, anche se dovremmo essere abituati al suo modo di agire. Tira il sasso e poi nasconde la mano, dando la colpa a qualcun altro”.

“Già adesso – insiste il consigliere regionale del PD – è un provvedimento indigeribile, al di là di alcune revisioni tecniche doverose come la doppia preferenza di genere, vediamo di non peggiorarlo ulteriormente. Dobbiamo ancora definire la compatibilità degli assessori esterni con altre cariche, la figura del consigliere supplente, le norme sui limiti di spesa elettorale, perciò lo invito a presentarsi martedì in aula quando riprenderà la discussione. Vedremo se è un bugiardo oppure se non conta niente all’interno della sua maggioranza. Sarebbe curiosa, però, questa seconda ipotesi: il governatore più amato, quello che va a trattare da pari con il Consiglio dei ministri l’autonomia del Veneto, si fa sfilare sotto il naso e modificare una legge elettorale nata, così ci dicono, per agevolare la governabilità”.

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