Notizia importante? Ricevila subito su WhatsApp!
Clicca qui e iscriviti subitoGratuito, veloce e affidabile. Solo le notizie importanti!
Vien voglia di scrivere una lettera ai bambini stranieri, per chiedere loro scusa per le privazioni che subiscono e per essere diventati oggetto di una spiacevole protesta, pur civile, pare. E anche ai bambini disabili, per gli insegnanti di sostegno che possono garantire loro solo poche ore settimanali.
Se credi nell’informazione libera di Venezia, puoi sostenerla con il tuo 5×1000.
Scopri come fare
Vien voglia di scrivere sì al Sindaco per sapere qualcosa in merito alla presenza (?) dei mediatori linguistici e culturali nelle scuole, ma anche al Ministero alla Pubblica istruzione che ha varato, dice, una Buona legge, una Buona Scuola, togliendo di fatto insegnanti alla formazione e alla cultura e permettendo la nascita di classi di oltre venticinque bambini, dove non si smarrisce come Pollicino solo un bambino straniero, ma anche un bambino timido o superdotato, si potrebbe chiedere perché gli insegnanti sono costretti a lasciare la classe e gli alunni, anche svantaggiati, per andare a fare le supplenze degli assenti, perché è tutto sotto l’occhio vigile del risparmio.
Hanno ragione e lo dico con l’animo dell’insegnante, scusandomi per la prima persona, non proprio corretto in termini giornalistici, ma in termini umani si può e si deve.
I genitori dicono che al Modulo, a differenza del Tempo pieno, si aggiungono, nell’arco dell’anno molti bambini stranieri e che per questa ragione i “programmi” vengono espletati solo in parte.
Opportuna e ragionevole la richiesta di docenti aggiuntivi, ma la realtà è che i potenziamenti non ci sono, pur in presenza di un bisogno vero, di un’attenzione dovuta a tutto, dicasi tutto il mondo dell’infanzia.
E veniamo ai fatti: i genitori dei bambini che frequentano la Grimani di Marghera scrivono al Provveditorato agli studi e al Sindaco lamentandosi per il continuo arrivo di bambini stranieri, che necessita di altro Personale.
E che le insegnanti sono costrette a seguire i nuovi venuti che non parlano italiano, senza poter andare ‘avanti’ con il programma di cui han diritto i ‘loro’ figli.
Sottolineano che in una classe, ma sono tante in realtà in provincia di Venezia, ci sono più bambini stranieri che italiani.
I Genitori ben sanno che la nostra Costituzione garantisce a tutti il diritto allo studio, ma annunciano che se non si prenderanno provvedimenti saranno costretti a spostare i loro figli in una scuola privata, perché alla Grimani, ad esempio, ci sono troppi bambini del Bangladesh che impedirebbero l’apprendimento e lo svolgersi corretto dell’ormai famoso ‘programma’.
Non ce l’hanno con quei bambini e con le loro famiglie, ci tengono a dire,
e sono in buonafede.
Ma la scuola non è solo tramite di una somma si saperi, che tra l’altro si possono acquisire in tutto l’arco della scuola dell’obbligo, nel rispetto dei tempi di acquisizione di tutti e ciascuno.
La scuola è un mondo in formazione e dentro questo mondo ci vivono i bambini. Quindi è anche giusto e bello che i genitori reclamino diritti e chiedano più presenze educative all’interno della scuola, ma non può essere la dizione ‘i nostri figli li mandiamo altrove, così li garantiamo’ quella più civica e rispondente al problema.
Perché non rimandare, ad esempio i problemi geometrici dei solidi ( facendo anche un favore ai bambini), se fosse necessario, in ragione della professionalità sociale e della crescita di una comunità di bambini che imparano a vivere e a stare insieme, nonostante storie e destini diversi?
Andreina Corso
(foto di repertorio)
► Scuola Media Di Vittorio di Mestre: costretti ad andare a prendere i figli. Chi ha ragione?
► Portogruaro: bimbo escluso da scuola per mancata vaccinazione: la mamma ha sbagliato dicitura
Aggiungi La Voce di Venezia come fonte preferita su Google
Non mi sembra giusto ritirare i bambini da scuola nei confronti degli altri bambini stranieri, che non hanno nessuna colpa di quanto sta succedendo, e se capitasse ai bambini italiani negli altri paesi. . . si direbbero le stesse cose?
A scuola non si va anche per imparare a vivere? Non sarebbe meglio pensare ai bambini, a loro non interessano questi discorsi assurdi
hanno ragione a non voler mandare i loro figli in classi in cui ci sono più bambini stranieri che italiani, queste classi non funzionano bene in genere … e fanno bene a trasferire i figli in scuole in cui possano essere educati meglio
ha perfettamente ragione Andreina Corso, sono proprio queste le circostanze ove si seminano gli ingredienti della xenofobia e del razzismo, la scuola non può veicolare e prestare il fianco a queste crudeli iniziative e a discutibili ricatti da parte dei genitori cosiddetti “perbene” Dietro a tutti ciò vi sono egoismi, pregiudizi e molta ingnoranza. Continuate a parlarne e scrivere di queste cose, ne abbiamo tutti molto bisogno!
Francesca Beltrame