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Esprime soddisfazione il Sindaco Luigi Brugnaro. E’ contento degli esiti del Comitatone che da Roma ha stabilito che nell’arco di quattro anni approderanno a Marghera tutte le navi con oltre 55mila tonnellate di stazza.
Le grandi navi non passeranno più davanti a San Marco ma attraverso il canale di Malamocco e approderanno a Porto Marghera senza intralciare la parte commerciale del porto.
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La notizia dello sblocco dei Fondi della Legge speciale ha altresì coronato le aspettative del Primo Cittadino.
Scontenti gli ambientalisti, che comunque promettono battaglia e non demordano dalla convinzione che anche Marghera sia laguna e giudicano sbagliata la scelta che danneggerà l’equilibrio morfologico dell’habitat veneziano. E rimarcano sul fatto che comunque passeranno le navi con stazza inferiore per San Marco e il Canale della Giudecca.
Quindi tanta esaltazione per nulla?
Secondo la studiosa Andreina Zitelli la soluzione migliore era quella del Lido, con la nuova Stazione Marittima proposta da Duferco e Dp consulting di Cesare De Piccoli. «Gli altri percorsi», dice, «sono illegittimi».
E ricorda che solo un anno fa il progetto di un terminal a Marghera dell’ex assessore D’Agostino era stato bocciato dalla Commissione di Via (Valutazione impatto ambientale) del Ministero dell’Ambiente, che lo aveva giudicato «incompleto, profondamente carente di un inquadramento generale ambientale e non relazionato alle attività in essere”.
Il Sindaco in ogni caso rivendica la bontà della scelta che il Ministro dei Trasporti Graziano Delrio ha ottemperato con altri Ministeri governativi e i soggetti facenti parte del Comitatone, anche per il ritorno economico alla città, a suo giudizio a favore della crocieristica e dei posti di lavoro.
Sarà lo Stato e l’Autorità portuale a pagare i costi per gli scavi e per gli interventi su Porto commerciale di Marghera, mentre ancora non è chiara la posizione di Delrio sullo scavo del canale Vittorio Emanuele (chiede verifiche), intervento caro al Sindaco e al Presidente del Porto Pino Musolino per ‘salvare’ la Marittima.
L’amministrazione comunale ha bisogno di risorse per la manutenzione della città, ha considerato il Sindaco: “Abbiamo chiesto un tavolo per la Città metropolitana perché possiamo essere traino per il Veneto, la specialità di Venezia è fondamentale per la tenuta dello Stato, ma soprattutto spero che i prossimi governi convochino il Comitatone con più celerità: le problematiche di Venezia sono indifferibili e molto urgenti».
I fondi della Legge Speciale per Venezia, corrispondono a 4 milioni per il 2016, 12 milioni per il 2017, a cui si aggregano 8 milioni all’anno fino al 2022, ma Brugnaro ha chiesto la garanzia di 1.5 miliardi per i prossimi dieci anni destinati a sostenere le spese dello scavo dei canali e per il sistema sicurezza.
Un investimento – ha chiarito Brugnaro – che noi chiediamo fino al 2027: 150 milioni all’anno per dieci anni, o 75 milioni per 20 anni. Questi gli investimenti di minima per le esigenze della città.”
Nel corso del Comitatone si è parlato anche del Mose, che come promesso da Delrio, verrà considerato in tempi brevi, nel suo ripartire di attribuzioni e quote e porre a termine i lavori.
Al sindaco non dispiacerebbe la nomina di un commissario delegato al controllo ed esecuzione dei lavori, e vorrebbe assumere in primis le competenze che oggi fanno riferimento al Magistrato delle Acque. Deciderà il Comitatone.
Andreina Corso
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