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“Queste celebrazioni non devono essere solo un ricordo: al Governo dico che penso che sia il momento di ricordarsi anche di Venezia”.
Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha sottolineato con queste parole la presentazione del calendario di iniziative promosse dal comitato, da lui presieduto, per i cinquant’anni dell”Aqua granda’, l’alluvione del 4 novembre 1966.

“Quel che interessa al Comune e deve interessare a tutti – ha rilevato – è spiegare cosa è successo, in seguito all’Aqua granda. In cinquant’anni, si è fatto tanto lavoro e, grazie soprattutto a un giornalista come Giorgio Lago, si è raccontata a tutt’Italia l’importanza di Venezia, creando un senso di solidarietà e aiuto che ha portato alla creazione di una legge speciale per la città ed è durato fino a dieci anni fa. Poi, per la presunzione di alcuni, è passato il concetto che questa città non ha bisogno di nessuno”.

Ma la legge speciale, ha chiarito, “c’è ancora ed esiste ancora il dovere da parte dello Stato di finanziarla. E non basta pensare ai singoli edifici o alle singole istituzioni, che pure continuano a vivere anche per l’aiuto dello Stato, perché la città nel suo insieme è molto più complessa e anche le manutenzioni ordinarie diventano straordinarie. Oggi stiamo vivendo più o meno la situazione di allora: ci mancano i finanziamenti e c’è quindi bisogno di rifinanziare la legge speciale”.

Brugnaro è poi tornato sulla polemica con l’Unesco. “Quando ho attaccato l’Unesco – ha detto – mi è stato dato del matto, ma adesso è stato attaccato ancor più violentemente da Giappone ed Israele, per cui vuol dire che a Venezia non parliamo a caso. La loro lettera, del resto, non ha quasi riconosciuto quanto è stato fatto, attaccando in primis lo Stato italiano, che non è vero che non ha fatto niente – ha concluso -. Pur riconoscendo la situazione difficile, quel che sto cercando di spiegare allo Stato è solo l’importanza di questa città per il rilancio dell’intera economia italiana”.

18/10/2016

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