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Annamaria Franzoni, 42 anni, si trova dal 2008 rinchiusa nel carcere bolognese della Dozza dove sta scontando una condanna a 16 anni per l’omicidio del figlio Samuele a Cogne nel 2002.
La donna sta conducendo da anni una battaglia per ottenere la possibilità di scontare il resto della pena ai domiciliari così da poter stare vicino agli altri due figli, Davide, 18 anni, Gioele, 10.
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La decisione spetta al Tribunale di Sorveglianza, in cui ci sarà udienza martedì, ma pesa come un macigno quell’etichetta di «socialmente pericolosa» contenuta nella perizia effettuata dal professor Augusto Balloni, incaricato dal Tribunale di dare un giudizio sulle condizioni fisico-psichiche di Annamaria Franzoni e di formulare una previsione sui suoi futuri comportamenti.
Le anticipazioni sono emerse nella trasmissione «Quarto Grado» di Rete 4 . Da quel poco trapelato, la donna soffrirebbe di «un disturbo di adattamento per preoccupazioni, facilità al pianto, problemi di interazione con il sistema carcerario» perché continua a proclamarsi innocente. Decisivo di fronte al Tribunale di Sorveglianza potrebbe rivelarsi il pericolo della recidiva: il rischio, cioè, che Annamaria Franzoni, una volta fuori dal carcere, possa reiterare il reato, uccidere ancora. Su questo, stando a fonti autorevoli, la perizia non si è pronunciata e quindi la definizione di «socialmente pericolosa» non andrebbe interpretata in relazione al rischio di una ripetizione del reato di omicidio, ma in un senso più ampio: di persona potenzialmente in grado di commettere reati di vario genere, assumendo comportamenti antigiuridici.
Redazione
[27/04/2014]
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