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I Carabinieri della Stazione di Portogruaro hanno eseguito nei giorni scorsi una misura cautelare nei confronti di un uomo del luogo ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti di una commerciante.
Il provvedimento, emesso dal Gip del tribunale di Pordenone su richiesta della Procura, impone il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima e il divieto di qualsiasi forma di comunicazione con lei; è prevista inoltre l’applicazione di un braccialetto elettronico, con misure alternative in caso di impossibilità tecnica.
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Scopri come fare
L’indagine è nata dalla denuncia presentata dalla donna presso la medesima Stazione dei Carabinieri. Già ad aprile 2026 la vittima aveva inoltrato una richiesta di ammonimento per stalking, misura notificata il mese successivo, a testimonianza della persistenza delle condotte denunciati nel tempo.
La commerciante ha raccontato agli investigatori che le prime condotte persecutorie risalgono all’estate 2025, subito dopo la fine della relazione sentimentale con il 50enne. Da allora, ha riferito, sono cominciati pedinamenti e appostamenti nei pressi della sua attività commerciale, oltre all’invio continuo di messaggi a tutte le ore.
Secondo quanto emerso dalle dichiarazioni raccolte, l’uomo avrebbe alternato invii di messaggi a manifestazioni affettive con esplosioni di gelosia. Questi episodi, ricostruiti dagli inquirenti attraverso l’escussione di persone informate sui fatti, hanno contribuito a delineare una serie di comportamenti reiterati che si protraggono fino ai giorni più recenti.
Le indagini dei Carabinieri hanno documentato una dinamica tale da costringere la vittima a modificare le proprie abitudini quotidiane, spiegano gli atti. Il perdurante stato di ansia subito dalla donna e la possibilità di una nuova reiterazione dei comportamenti persecutori hanno portato la Procura a richiedere e ottenere la misura cautelare.
Il provvedimento eseguito contiene elementi differenziati: il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima e il divieto di comunicazione intendono interrompere i contatti diretti e indiretti. L’applicazione del braccialetto elettronico è prevista come strumento di controllo volto a monitorare eventuali violazioni; in alternativa, è stato disposto il divieto di dimora nel Comune di Portogruaro e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria qualora il dispositivo non possa essere installato o il consenso venga negato.
Le attività istruttorie hanno fatto affidamento anche sulle testimonianze raccolte presso la Stazione dei Carabinieri, che hanno permesso di ricostruire nel dettaglio episodi e tempistiche. Gli inquirenti hanno quindi ritenuto necessaria una misura che garantisse protezione alla vittima e prevenisse il ripetersi di comportamenti persecutori.
L’esecuzione del provvedimento è avvenuta sotto delega della Procura della Repubblica di Pordenone e costituisce una delle fasi cautelari del procedimento penale.
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